trio solenghi

PER SEMPRE “TRIO” – SOLENGHI MEMORIES: "DARIO FO E FRANCA RAME, CHE DELUSIONE - L'IMITAZIONE DI KHOMEINI FECE INFURIARE L’IRAN. PRODI, ALLORA MINISTRO, CI DISSE: 'IL VOSTRO È STATO LO SKETCH PIÙ COSTOSO DELLA STORIA DELLA TV' - GRILLO? UN MOSTRO ANCHE COME POLITICO" – A TEATRO CON MASSIMO LOPEZ: “OGNI VOLTA CON NOI E IL PUBBLICO C’È ANNA MARCHESINI” – VIDEO

 

 

 

Massimiliano Castellani per Avvenire

solenghi

 

In principio era Tullio soltanto, poi arrivarono Massimo e Anna e fu il "Trio": Solenghi-Lopez Marchesini. Assieme fraternamente, per dodici anni, hanno scritto un capitolo fondamentale della storia della televisione nazionalpopolare anni '80-'90. Ma anche del teatro, il primo amore che non hanno mai abbandonato, anche adesso che sono rimasti in due. La splendida, irresistibile Anna Marchesini è volata via per sempre, prematuramente, a luglio dello scorso anno ma anche questa sera va in scena il "Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show". E la sua, la loro storia, Solenghi l' ha voluta raccontare in Bevi qualcosa Pedro! (Rai Eri. Pagine 262. Euro 18,00) che, come spiega il sottotitolo, più che un' autobiografia è un' autotriografia.

 

SOLENGHI

«Sono un assiduo grafomane. In tutti questi anni ho riempito un diario di oltre 450 pagine. Dentro c' è la mia vita, le stagioni teatrali con il Trio, le poesie di Anna (alcune inedite pubblicate nel libro della Marchesini È arrivato l' arrotino (Rizzoli). A volte mi diverto a rileggere episodi che la memoria aveva rimosso... Come quella volta a Vicenza che avevamo sei giorni di tutto esaurito e per lo strazio dell' impresario fummo costretti a sciogliere la compagnia. Anna e Massimo si erano beccati una bronchite pazzesca - annoto sul diario - e io passavo da una stanza all' altra con la siringa per le punturine... Che storia».

 

Ora, dentro Bevi qualcosa Pedro! , c' è la storia di una passione per lo spettacolo, tutto, che andrebbe fatta leggere nelle scuole - non solo di recitazione - per comprendere il valore, ormai desueto, del sacrificio, della gavetta, del rispetto per il pubblico che sono le cose più belle che si ritrovano nella valigia dell' attore.

 

lopez solenghi

Tullio, l' ex ragazzo, genovese di Sant' Ilario, classe 1948: partito, diplomando geometra, dalla compagnia dello Stabile di Genova («recitando una sola battuta ») e arrivato con il Trio a mettere in piedi show su Rai 1 per 14 milioni di telespettatori. Ma era davvero questa la vita che voleva?

«Assolutamente sì. E se dovessi fare un bilancio, beh direi che sono andato oltre le mie aspettative. Ho ricoperto ogni ruolo, adesso mi manca solo il circo - sorride - . Anzi se gli Orfei mi chiamano... io sono qui a disposizione».

 

Ma quando ha capito di avere la stoffa per diventare un uomo di spettacolo?

trio

«L' imprimatur me lo diede un momento di sacralità: la Santa Messa che alla domenica servivo da chierichetto con mio fratello nella parrocchia di Sant' Ilario. Quando vidi tutta quella gente dall' alto dell' altare durante la celebrazione del matrimonio di Alberto Lionello capii che la mia investitura attoriale stava arrivando dall' Alto...».

 

Nel suo libro invece si legge che i "miti terreni" - incontrati negli anni della formazione - Dario Fo e Franca Rame, un po' la delusero...

«In effetti. Con l' attore e regista Gianni Fenzi, decidemmo di mettere in scena le "farse" scritte da Dario Fo. Ero già stato a vederle alla Palazzina Liberty e conoscevo a memoria tutto Il mistero buffo. Dopo il grande successo ottenuto al Teatro Uomo di Milano non mi aspettavo lo "scavalcamento a sinistra": Dario e Franca salirono sul palco e dissero che "non avevamo osato abbastanza", che eravamo stati "poco politici". Uscimmo di scena assieme, loro salirono su una fiammante e sontuosa Citroen Pallas, io nella mia umile Dyane 6... Quella notte ho imparato la lezione: anche i miti hanno la partita Iva».

trio

 

Si sarebbe rifatto, e alla grande, con il Trio. Dal debutto televisivo in Tastomatto fino ai Promessi sposi , i Fantastico e i Festival di Sanremo condotti da Pippo Baudo. Successi, record di ascolti, ma anche qualche "censura".

 

«Beh in dodici anni di Trio diciamo che ci siamo sempre "autocontrollati" un istante prima di cadere nel veniale. L' unica scivolata me la concessi al Festival con la parodia di "San Remo", ma il pentimento fu immediato dopo aver ascoltato la reazione un po' seccata di mia madre. Il suo turbamento da fervente cattolica pensai che poteva essere assai diffuso, così da quel momento il suo giudizio critico divenne il mio autofiltro, anche se la nostra libertà creativa rimase intatta».

 

Pentimento a parte, quel "San Remo" con il remo in mano che profetizzava "Dalla prima lettera di Jovanotti alle sorelle Boccoli..." vi fece comunque sbattere mostruosamente in prima pagina.

«Oggi con quello che passa il convento la reazione a uno sketch simile farebbe ridere. Invece allora i giornali titolarono: "Il Trio accusato di vilipendio alla religione"...

trio

Ma scatenammo una bufera ben peggiore con la parodia di Reagan (Massimo) e il mio Khomeini, nativo di Barberino del Mugello che trainava la carretta con sua mamma Khome-Ines (Anna) che si esprimeva in dialetto orvietano...».

 

Quale fu l' effetto che fece?

«Risate generali, tranne dagli ayatollah che scoprimmo non possedevano affatto il senso dell' umorismo. Frajese aprì il Tg1 con la nostra foto e la notizia del giorno era: "Incidente diplomatico causato dal Trio. Sospesi i voli Roma-Teheran con l' espulsione di tre funzionari italiani".

 

Seguirono minacce di morte di un' imprecisata legione islamica. Ci difendemmo con una settimana di bocche cucite e coprifuoco forzato. Anni dopo a Roma alla Taverna dell' Orso incontrammo Romano Prodi, allora ministro dell' Industria, che con il suo classico tono serafico ci confidò: "Il vostro è stato lo sketch più costoso della storia della televisione". Pare che i miliardi di commesse che l' Iran doveva all' Italia vennero azzerati, "grazie a noi"».

IL TRIO LOPEZ MARCHIESINI E SOLENGHI

 

Sta ridendo di gusto, ma qual è il comico che la fa ridere?

«Corrado Guzzanti è stato un faro illuminante. Il comico deve avere una sua marzianità, non deve appartenere a questo mondo. Deve spiazzare, come faceva il mio giornalista del Tg che partiva normalissimo per sconfinare nell' assurdo. Il comico gradevole che ride delle sue battute e che annuncia duecento risate garantite a me fa piangere».

 

Con Beppe Grillo avete debuttato assieme nel cabaret: meglio comico o politico?

«Come attore lo considero un mostro di improvvisazione. Come amico gli voglio troppo bene e l' ho riabbracciato con piacere qualche tempo fa. Lo incontrai per caso a Sant' Ilario mentre passeggiavo con mia figlia e mio genero i quali vedendolo, da grillini convinti, si sono illuminati: aspettavano di ascoltare il "verbo" del leader del Movimento 5 Stelle.

 

IL TRIO MARCHESINI SOLENGHI LOPEZ

Invece Beppe parlò solo dei nostri inizi al "Refettorio", il locale genovese dove ci esibivamo e di cui ricordava aneddoti esilaranti da dietro le quinte... Grillo comunque lo stimo anche come politico: ha saputo intercettare la vitale richiesta di attenzione dei nostri giovani, da sempre invisibili agli occhi della classe politica dominante».

 

Intanto i giovani continuano a venire a teatro per vedere il Lopez-Solenghi Show.

«E si divertono con i nostri duetti: Frank Sinatra-Dean Martin già testato in tv a Tale e quale Show. E dopo lo storico Wojtyla Massimo ora fa Bergoglio e io Ratzinger, i Papi che da buoni amici stanno tutte le sere a cena assieme».

 

E tutte le sere, a un tratto per magia entra in scena anche la Marchesini.

«C' è un un momento dello spettacolo in cui io leggo una poesia indiana e il pubblico sa che lì dentro a quel testo c' è Anna... A quel punto parte una scarica di adrenalina che dal palco arriva fino all' ultima fila della platea e ci ritorna indietro con un applauso che ce la restituisce... Sarò sempre grato al nostro pubblico, per non aver mai smesso di aprirci la porta e farci rientrare, tutti e tre, nelle loro case».

tullio solenghi ennio morricone quentin tarantino david di donatelloGRILLO E BAUDOtriotrioBEPPE GRILLO CON SOLENGHI FIORETTA MARI BEPPE GRILLO PIPPO BAUDO Tullio Solenghi

 

trio anna marchesini

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO