ossessione da internet

DOVE STA INTERNET? - VOI PENSATE CHE LA RETE NON ABBIA CONFINI, MA TUTTI I DATI PERSONALI DEGLI UTENTI EUROPEI SONO CUSTODITI IN TERRITORIO AMERICANO: SNOWDEN E UNO STUDENTE AUSTRIACO HANNO APERTO UNO SPIRAGLIO DI VERITÀ SU UN PROBLEMA CHE RIGUARDA I NOSTRI BENI PIÙ PREZIOSI

Da ''Il Foglio del lunedì'', a cura di Luca D'Ammando

 

Note: [1] Edoardo Segantini, Corriere della Sera 23/12; [2] Ivo Caizzi, Corriere della Sera 7/10; Marco Zatterin, La Stampa 7/10; [4] Massimo Russo, La Stampa 7/10; [5] Claudio Blengino, il Post.it 10/10; [6] Wired.it 16/12; [7] Simonetta Scarane, ItaliaOggi 22/12; [8] Marco Valsania, Il Sole 24 Ore 26/10.

 

 

La questione è: Internet ha confini? L’ambito territoriale è infatti l’oggetto di una nuova disputa che contrappone le due sponde dell’Atlantico, Europa e Stati Uniti [1].

BARACK OBAMA  INCONTRA I CAPI DELLA SILICON VALLEY YAHOO TWITTER FACEBOOK MICROSOFT NETFLIX GOOGLE APPLEBARACK OBAMA INCONTRA I CAPI DELLA SILICON VALLEY YAHOO TWITTER FACEBOOK MICROSOFT NETFLIX GOOGLE APPLE

 

Il contrasto nasce dal fatto che, nonostante il 90% degli utenti di Internet viva fuori dagli Usa, i dati personali che li riguardano sono in America, custoditi nei server delle cinque maggiori aziende digitali del pianeta: Google, Facebook, Microsoft, Amazon e Yahoo!. Edoardo Segantini. «Parafrasando Churchill sull’eroismo dei piloti della Raf, si potrebbe dire che mai, nella storia umana, tante persone siano state creditrici d’informazioni verso così poche» [1].

 

Stiamo parlando di dati che possono essere utili non solo per la lotta contro i crimini cibernetici, ma anche per le indagini su reati comuni che lasciano tracce e prove elettroniche, ad esempio omicidi, furti e rapine. Negli ultimi 12 mesi solo dal Regno Unito sono partite verso l’America 54mila richieste di dati, rivolte ai cinque big della Rete. Le richieste attendono in media un anno [1].

google facebook google facebook

 

Questo squilibrio nella gestione globale dei dati personali poggia su due pilastri. Il primo è la legge americana del 1986, che prescrive alle aziende tecnologiche di cedere i file conservati in America solo in risposta all’ordine di un giudice americano [2].

 

Il secondo pilastro è il Safe Harbour Agreement tra Unione europea e Stati Uniti, l’accordo approvato dalla Commissione europea 15 anni fa, che ha consentito a Facebook di raccogliere i dati sui suoi 23 milioni di utenti italiani per poi trasferirli sui propri server in territorio americano. La Corte di Giustizia europea due mesi fa ha però bocciato l’accordo [1].

 

È stato Maximillian Schrems, uno studente di legge austriaco e utente di Facebook dal 2008, a mettere in moto il meccanismo. Come accade per gli altri iscritti al social network che risiedono nell’Unione, i dati forniti a Facebook sono trasferiti su server situati nel territorio degli Stati Uniti, dove sono oggetto di trattamento [3].

mark zuckerbergmark zuckerberg

 

Schrems ha presentato una denuncia presso l’autorità irlandese di controllo ritenendo che, alla luce delle rivelazioni fatte nel 2013 da Edward Snowden in merito alle attività dei servizi di intelligence negli Stati Uniti (in particolare della National Security Agency, o Nsa), il diritto e le prassi statunitensi non offrissero una tutela adeguata contro la sorveglianza svolta dalle autorità pubbliche sui dati trasferiti verso tale paese. Gli irlandesi non hanno accolto la sua istanza e, del resto, la Commissione Ue aveva detto che negli Usa non c’erano problemi. Schrems è così arrivato alla Corte di Giustizia Ue, che il 6 ottobre scorso gli ha dato ragione [3].

 

profilo facebook di mark zuckerbergprofilo facebook di mark zuckerberg

Massimo Russo: «La Corte europea ha tralasciato però il fatto che gli strumenti di raccolta di dati a strascico sono oggi utilizzati anche da buona parte dei governi europei» [4].

 

Di fatto negli ultimi anni non c’è Stato europeo che non abbia implementato o tentato di implementare la capacità intrusiva dei propri apparati di prevenzione senza incontrare limiti da parte della normativa a protezione dei dati. Claudio Blengino: «Mentre il Governo americano approva il Freedom Act, che ridimensiona in parte i poteri dell’Nsa, Francia, Spagna, Austria e Inghilterra si dilettano con black box, malware, dati e metadati da conservare, in spregio alla nota sentenza della Corte Europea sul data retention, per periodi anche maggiori rispetto a quanto volontariamente facciano buona parte dei provider americani » [5].

 

edward snowdenedward snowden

Da ultimo c’è il caso – criticato anche dal Garante italiano della Privacy e da Apple, sul Financial Times di martedì scorso – della proposta di legge inglese chiamata Snooper’s Charter (Carta dell’impiccione), che autorizzerebbe la polizia a violare i computer e obbligherebbe gli Internet provider a tener traccia per un anno delle attività di navigazione dei clienti [1].

 

snowden bandiera americanasnowden bandiera americana

Va ricordato poi che ad accrescere i data center dell’Nsa con interi data set di informazioni sui cittadini europei non sono solo le imprese commerciali, ma è lo stesso Governo europeo che dal 2004 costringe tutte le nostre compagnie aeree a trasferire i Pnr (Passenger name record) direttamente al Department of Homeland Security. Una straordinaria raccolta in massa di dati personali “made in europe” [5].

 

MAX SCHREMS CONTRO FACEBOOKMAX SCHREMS CONTRO FACEBOOK

«Se debbo dire, conscio della globalizzazione del big data, io preferisco che ci sia l’oceano tra i miei dati privati e gli occhi indiscreti al servizio del mio governo. La prossimità è ancora un elemento fondamentale nel concetto di riservatezza e di privacy» (Claudio Blenigo) [5].

 

Così, due settimane fa, a chiusura di un anno che ha visto l’affossamento del Safe Harbour e scontri ad alto livello con i colossi americani dell’informatica, è arrivato in sede europea l’accordo tra Parlamento e Consiglio, per la riforma del quadro comunitario in materia di protezione dei dati personali. Un compromesso che mira a chiarire i diritti per i cittadini in ottica di controllo e definire meglio il perimetro legale per le imprese che vanno a operare nel mercato digitale. Il testo finale dell’accordo dovrà ora essere votato dal Parlamento europeo [6].

MAX SCHREMS  CONTRO FACEBOOKMAX SCHREMS CONTRO FACEBOOK

 

La decisione di lasciare alle singole autorità nazionali la possibilità di opporsi al fatto che i fornitori americani di beni e servizi tengano a casa loro le informazioni di tutti noi quando usiamo la posta elettronica, i social network o compriamo online, ha un effetto immediato. Massimo Russo: «Iscrive l’Europa alla lista dei Paesi che lavorano per la balcanizzazione di Internet, per un suo spezzettamento in sottoreti nazionali. Ci ritroviamo in compagnia della Cina, che già da anni ha realizzato un’efficiente intranet chiusa dal grande firewall e può così controllare cittadini e imprese, e la Russia di Putin, che di recente ha approvato un provvedimento che impone alle aziende di tenere i propri server in Russia» [4].

eric schmidt sergey brin larry page susan wojcicki e marissa meyereric schmidt sergey brin larry page susan wojcicki e marissa meyer

 

Alla questione sui dati personali, la privacy e le competenze giuridiche se ne aggiunge una pratica: i cavi sottomarini che consentono la connessione intercontinentale. Il traffico internet aumenta ogni anno dal 20% al 25% a livello mondiale, ma all’incirca del 40% sulle linee che collegano gli Usa con il resto del mondo. La crescita è in gran parte generata da Google, Facebook e Microsoft e le loro applicazioni video. Quando Facebook ha deciso di mettere i filmati sulle sue pagine, ad esempio, il traffico video sui cavi sottomarini è quadruplicato in sei mesi [7].

 

SERGEY BRIN E LARRY PAGESERGEY BRIN E LARRY PAGE

Lunedì 14 dicembre una delle sette navi posacavi della flotta di Alcatel Lucent ha lasciato il porto di Calais per lo Sri Lanka, nell’Oceano Indiano, dove poserà cavi di fibra ottica per 5.300 chilometri tra Colombo e Gibuti, a una profondità di circa 1.500 metri. È la parte centrale del sistema di quasi 20mila chilometri denominato SeaMeWe5, che metterà in comunicazione Tolone con Singapore, con allacci verso l’Italia, la Turchia, gli Emirati, il Pakistan, l’India, il Bangladesh e la Birmania [7].

 

server emcserver emc

Simonetta Scarane: «Il cavo sottomarino è stato inventato nel XIX secolo ma dopo l’avvento di Internet e l’esplosione delle comunicazioni elettroniche sta conoscendo una seconda giovinezza. Contrariamente all’idea radicata, i satelliti giocano un ruolo minimo nel funzionamento di Internet. Quasi il 99% del traffico telefonico internazionale e di dati passa dai cavi. Nel 2015, le comunicazioni intercontinentali sono assicurate da 900mila chilometri di cavi sottomarini (più di 340 reti che collegano tutti i continenti) » [7].

 

led verdi dei server goggle in oklahomaled verdi dei server goggle in oklahoma

In Europa i nuovi progetti obbediscono anche alle priorità fissate dagli Stati Uniti, dal momento che Google e Microsoft hanno scelto la Finlandia per costruire centri dati europei. E il governo finlandese ha deciso di costruire un cavo sotto il Baltico verso la Germania. Hibernia Express e AeConnect, due nuovi cavi che collegano l’Irlanda all’America del Nord messi in servizio nel 2015, sono utilizzati principalmente da Microsoft e accessoriamente da Google e Facebook che hanno stabilito le loro filiali europee in Irlanda per motivi fiscali e geografici. Tra il 2016-2017, almeno 35 nuove reti sottomarine saranno posate nel mondo [7].

 

CAVI INTERNETCAVI INTERNET

Negli ultimi mesi sottomarini e navi spia russi sono stati avvistati dagli Stati Uniti nelle vicinanze dei grandi cavi che corrono lungo i fondali oceanici. Marco Valsania: «Le preoccupazioni della Casa Bianca e del Pentagono mettono in luce come lo spettro sia quello di attacchi a infrastrutture vitali per le comunicazioni qualora ci fosse una escalation delle tensioni o un conflitto con Mosca. Un danno ai cavi sarebbe molto arduo da riparare per la difficoltà di raggiungere i fondali, indicano dall’amministrazione americana. E le ripercussioni sarebbero incalcolabili, sia per i governi che per l’intera economia, oltre che per i cittadini» [8].

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...