DEFAULT RAI - VIALE MAZZINI CONTA PERDITE PER 184 MILIONI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2012 - DA BRIVIDI IL CONFRONTO COL 2011: -218 MILIONI - PESA IL CALO DELLA PUBBLICITA’, 114 MILIONI IN MENO IN UN ANNO - COSTI ALLE STELLE PER EUROPEI DI CALCIO E OLIMPIADI” - POLEMICHE SU CORRISPONDENTI DALL’ESTERO E RACCOLTA PUBBLICITARIA – CDA DE CHE? SCONTRO TRA IL CONSIGLIERE DELEGATO DEL TESORO, MARCO PINTO E LA TARANTOLA …

Rosaria Talarico per La Stampa

Di tutto, di più. Anche per i conti in rosso della Rai. Il costo degli eventi sportivi e il calo della pubblicità sono la causa del cattivo stato del bilancio dell'azienda di viale Mazzini. Nei primi nove mesi dell'anno si è verificata infatti una perdita di 184,5 milioni di euro. Una flessione in peggioramento di circa 218 milioni rispetto al corrispondente periodo del 2011. Un trend negativo determinato «principalmente dalla contrazione del fatturato pubblicitario (559 milioni di euro nel periodo considerato), in diminuzione di 114 milioni rispetto al 2011».

A pesare tra le uscite del 2012 sono anche i costi per i grandi eventi sportivi (143 milioni di euro per la fase finale dei campionati europei di calcio di Polonia e Ucraina e le Olimpiadi estive di Londra). Prima ancora che alla stampa, la relazione sui risultati economici della Rai è stata spedita a tutti i dipendenti dal direttore generale, Luigi Gubitosi accompagnata da una sua lettera. In cui si parla di «alcuni esempi di una Rai viva che si sta battendo per tornare a crescere» nonostante gli inevitabili interventi di contenimento dei costi e di una chiusura del 2012 che non sarà certo positiva (-200 milioni). Ma c'è posto anche per la speranza, riposta in un «2013 che sarà il primo anno di un piano triennale al termine del quale avremo una Rai risanata e competitiva».

Per ora non incidono molto sul risanamento gli 82 milioni di euro risparmiati grazie a operazioni di contenimento della spesa per beni e servizi. Aumento invece il costo del lavoro (circa 7 milioni di euro in più) «nonostante la rigorosa politica del turnover e il sostanziale blocco delle politiche retributive» si legge in una nota. E di dipendenti, specie quelli privilegiati delle sedi estere, si chiede conto in un'interrogazione parlamentare dell'onorevole Roberto Antonione: quanti sono i corrispondenti?

E quanto costano, in tempi di spending review? Degli oltre 10 mila dipendenti di cui 20 sono corrispondenti esteri con incarico biennale e rinnovabile. A rispondere per il governo è Massimo Vari, sottosegretario per lo Sviluppo economico: «In caso di trasferte e missioni spettano (oltre a viaggio, vitto e alloggio) 85 euro al giorno per rimborso spese non documentabili».

Nei due giorni di riunione del consiglio di amministrazione non sono mancati gli scontri, come quello tra il consigliere delegato del Tesoro, Marco Pinto e il presidente dell'azienda, Anna Maria Tarantola, che avrebbe chiesto ai consiglieri di deliberare sul piano fiction 2013 in poco più di dieci minuti. Un tempo troppo esiguo, secondo Pinto, per un piano tanto strategico. La replica della Tarantola è che il documento doveva essere letto ben prima di arrivare in consiglio.

Alla fine però non è stato approvato e critiche o proposte potranno essere inviate per e-mail. «Occorre definire al più presto un piano industriale che consenta di mettere i conti dell'azienda in ordine e predisporre un'offerta televisiva che sia segnata da una profonda novità» è l'auspicio del consigliere Rai, Rodolfo De Laurentiis che biasima l'assenza dalle reti del servizio pubblico del confronto fra i candidati del centrosinistra per le primarie: «In questa vicenda ha pesato la mancanza di flessibilità del modello produttivo aziendale».

Visto che i conti della Rai sono in pessima salute, «non si capisce la ragione per cui su alcune questioni, come raccolta pubblicitaria, il nuovo management abbia deciso di mantenere una continuità di fatto con la precedente gestione - si chiede Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione del Pd - Né si capisce perchè si continuano ad ipotizzare organigrammi e nomine invece di immaginare un piano industriale adeguato ad affrontare la crisi dell'azienda, aggravata dalla crisi del mercato».

 

 

gubitosi-tarantolaTARANTOLA GUBITOSIviale mazziniviale mazzini medium antonione robertoRODOLFO DE LAURENTIIS

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