PICCOLE DONNE-BANCHIERE CRESCONO – FRANCESCA BAZOLI IN POLE PER LA PRESIDENZA DEL BANCO DI BRESCIA. ECCO PERCHE' PAPA' CI HA TENUTO A DIRE AL ‘FINANCIAL TIMES’ CHE IL CAPITALISMO DI RELAZIONE E' BELLO!

Da http://andreagiacobino.wordpress.com/

Questa sera a Brescia sarà il tutto esaurito. Al Centro Pastorale Paolo IV, cuore del potere della finanza cattolica della Leonessa, si presenta "Imperi senza dinastie", il libro sull'ex re del tondino bresciano, il defunto Luigi Lucchini.

M c'è da credere che nelle ovattate sale del Centro intitolato a Papa Montini, bresciano doc, si parlerà delle gesta di un altro bresciano a denominazione d'origine controllata: l'ultra-ottantenne Giovanni Bazoli. Il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo che invece ha costruito una vera e propria dinastia. E si parlerà anche molto di questa lunga e strana intervista al banchiere-professore bresciano pubblicata pochi giorni fa sul "Financial Times" e ripresa con enfasi, e senza commenti in Italia, dal "Corriere della Sera" e "Il Sole 24Ore". Un'intervista nella quale Bazoli ha avuto un solo obiettivo: dire che il capitalismo "di relazione" - che lo ha visto e lo vede protagonista da almeno 40 anni - non è il male dell'Italia.

Perché questa uscita così plateale di un banchiere accademico così accorto come Bazoli e dai modi così felpati? Forse per rintuzzare l'ennesimo attacco all'"arzillo vecchietto" scagliato da Diego Della Valle sull'affare Rcs? A Brescia non ci credono, E credono invece di sapere che molto di quest'intervista si deve a una prossima partita di potere che riguarderà una banca cara a Bazoli tanto quanto e forse più di Intesa. Questa banca si chiama Ubi, nata dall'integrazione fra il cattolico Banco di Brescia e la Banca Popolare di Bergamo, dove si prepara un'affollata infornata di nomine: sono in scadenza, infatti, quasi 200 poltrone nei consigli d'amministrazione di tutte le controllate.

Fra queste, appunto, quella - importante e strategica - della presidenza del Banco di Brescia, di cui Bazoli era presidente quando nel 1992 fu chiamato dall'allora ministro del tesoro Nino Andreatta per risanare il Banco Ambrosiano dopo il suicidio di Roberto Calvi. Ebbene: tutti nella città della Leonessa sano che il candidato numero uno alla presidenza si chiama Francesca Bazoli, adorata figlia di Giovanni, detto "Nanni". Francesca Bazoli è consigliere del Banco di Brescia e membro del comitato esecutivo dal giugno del 2013 e siede pure nel cda di Ubi Sistemi e Servizi, cuore dell'information technology del gruppo creditizio.

Già in passato Bazoli papà nel nome del "capitalismo di relazione" aveva cercato di proiettare la figlia alla presidenza della controllata, incontrando qualche resistenza. Il bilancio 2013 del Banco di Brescia, poi, non è stato particolarmente brillante, con un utile - si dice - di soli 9 milioni di euro rispetto ai 23 dell'anno prima.

Ma la "longa manus" di papà Nanni conta ancora molto in città. E contano le sue relazioni. Quelle relazioni di Bazoli che proprio con Lucchini negli ultimi tempi s'erano raffreddate per colpa dell'affare Rcs. Tanto che gli eredi del re del tondino hanno deciso di quasi smobilitare dall'editrice del "Corriere della Sera" quando hanno capito che Via Solferino era ormai in mano alla dinastia Agnelli-Elkann.

 

 

Francesca Bazoli images FRANCESCA BAZOLIFRANCESCA BAZOLIGIOVANNI ED ELENA BAZOLI CON I FIGLI FRANCESCA E STEFANOsito del financial times

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…