piero angela

'LA MORTE? SARÀ UNA SCOCCIATURA. MIA MOGLIE FARÀ SCRIVERE SULLA LAPIDE 'CON TUTTO QUELLO CHE AVEVA DA FARE...'' - PIERO ANGELA L'ETERNO: ''HO PROVATO A FARMI MANDARE SULLA LUNA, NON HO MAI VISTO IL FESTIVAL DI SANREMO E BERLUSCONI IN UN BAGNO MI DISSE COSE MOLTO DELICATE SULLA RAI. FELLINI FU SCOSTANTE CON ME, ERA AMICO DI UN SENSITIVO CHE MI AUGURÒ DI MORIRE DOPO DUE MESI. POI HO VISSUTO ALTRI 50 ANNI'' - E SUL FIGLIO ALBERTO...

PIERO ANGELA - IL MIO LUNGO VIAGGIO

Katia Ippaso per 'Il Messaggero'

 

Forse l’unico posto in cui non è stato è la Luna, ma non si può dire che non ci abbia provato: «Quando avevo seguito in America le missioni 7,8,9, 10, 11 e 12 dell’Apollo, a un certo punto ho incontrato colui che stava progettando lo shuttle e mi sono fatto iscrivere per salirci anche io. Volevo essere il primo giornalista a mettere piede sulla luna». Per ogni capitolo della sua intensa vita, Piero Angela, 89 anni a dicembre, ha collezionato immagini nette seguite da spiegazioni logiche, che poi sono andate a nutrire una carriera “stellare” di giornalista e divulgatore scientifico, 38 libri alle spalle e un bel po’ di lavoro ancora da fare.

 

«Uscire di scena adesso? Mai. Nel 2018 devo preparare le nuove puntate di Superquark». Si potrebbe dire di lui che è l’ultimo degli illuministi. Il primo atto di quest’amore per la dea Ragione si colloca nell’infanzia, quando a Torino il padre, che era un medico, gli regalò l’Enciclopedia dei ragazzi. «Divorai subito il terzo volume, quello dei Perché».

Da quel momento non ha più smesso di indagare tutto l’indagabile: il corpo umano, la mente, il cosmo, la natura. Seduto nel salotto della sua casa romana, il volto illuminato da una lampada di stoffa chiara, Angela parla del mondo che ha conosciuto come ne può parlare un ragazzo che, per andare a esplorare un altro pezzo di universo, è pronto a fare anche l’autostop.

 

Nel finale del suo ultimo libro, Piero Angela, “Il mio lungo viaggio” (Mondadori), lei fa una previsione sul mondo come sarà tra 100 mila anni: «Mi dà l’idea di un posto freddo, dove non ci sarà niente da scoprire». Dice anche che è stato bello vivere nel Novecento.

PIERO ANGELA

«Mi auguro che non sarà così, in fondo vorrei esserci anche io nel futuro! Di certo ho vissuto nel periodo più bello della storia: sarà stato anche pieno di problemi, ma è stato un secolo ricco di scoperte e di umanità».

 

Ma anche di guerre, orrori e ingiustizie.

«Io ho viaggiato soprattutto negli anni ‘50 e ‘60. C’erano zone del mondo in cui si finiva nel Medioevo, o addirittura nella preistoria. Quando ti muovi, ti rendi conto di quello che siamo stati anche noi. Mio padre era un contemporaneo di Garibaldi e quando è nato lui non c’era la luce elettrica. Nell’arco di una generazione si è passati dalla lampada a petrolio alle stazioni spaziali. Noi siamo stati fortunati, mi creda».

 

Come festeggerà i 90 anni, il 22 dicembre del 2018?

«Norberto Bobbio al suo novantesimo compleanno disse: “Alla fine rimangono gli affetti che uno ha intorno». Ecco, a me viene di dire la stessa cosa. Lo festeggerò con la mia famiglia».

 

PIERO ANGELA

Quando incontrò sua moglie?

«Ho incontrato Margherita negli anni ‘50 a Torino, siamo molto uniti e siamo entrambi riservati. Abbiamo due figli, Alberto e Christine, e 5 nipoti».

 

Suo figlio Alberto fa il suo stesso mestiere. All’inizio, la cosa non piacque a tutti

«Una volta mia moglie si è trovata un pipistrello nel frigorifero: ce l’aveva messo Alberto. Questo per dire che era un bambino orientato a studiare la natura. Prima di cominciare a collaborare con me, faceva già il mio stesso mestiere alla tv svizzera. Sono stato più io a sfruttare le sue conoscenze di paletnologo che lui a sfruttare me».

 

Gioca ancora a scacchi?

«Sempre di meno, ma lo consiglio a tutti. Per giocare bene agli scacchi bisogna posizionare i propri pezzi nel modo giusto e saper rinunciare a qualcosa. Non bisogna mangiare subito un pezzo per avere un vantaggio immediato».

 

E lei a cosa ha rinunciato nella sua vita?

PIERO ANGELA

«A nulla. Ho seguito la strada che mi portava a fare il lavoro che mi piaceva».

 

All’inizio studiò da ingegnere

«Ero appena nato e i miei genitori mi vedevano già come ingegnere. Ma la mia vera passione era il pianoforte. Ogni tanto ci troviamo ancora con qualche vecchio jazzista e facciamo delle jam session».

 

Il suo jazzista-mito?

«Oscar Peterson. E’ stato il più grande pianista di jazz di tutti i tempi».

 

18 marzo 1981: la partenza di Quark. Chi c’era accanto a lei?

«La cosa che mi emoziona di più è pensare che da allora i miei collaboratori sono ancora gli stessi: Lorenzo Pinna, Marco Visalberghi e Giangi Poli. Nel tempo ne sono arrivati altri. Ma, con il regista Gabriele Cipolliti, il nucleo storico è quello. Vorrà dire qualcosa, no?».

 

Non si arrabbia mai?

«Lavoro con la stessa redazione da quasi 40 anni e non ho alzato la voce una volta».

 

Qualche difetto ce l’avrà

PIERO ANGELA

«Mia moglie dice che sono distratto».

 

È stato mai tentato dal pensiero di Dio?

«Non mi sono mai dichiarato né ateo né agnostico né credente. Io la penso come la penso. Sono un uomo di scienza e non mi posso esprimere riguardo a Dio».

 

La parola “pensione” per lei non esiste, vero?

«Solo adesso sono riuscito a far partire, con il Politecnico di Torino, un progetto che avevo in mente da tempo. Si chiama “Costruire il futuro” ed è rivolto a 400 studenti tra liceali e universitari: 15 conferenze per raccontare il mondo che verrà attraverso la voce di scienziati, sociologi, demografi, giuristi…».

 

In questi 90 anni, quale è stato l’incontro più forte?

«Ogni uomo è un mondo da esplorare e si impara da tutti, dagli scienziati come dalle persone semplici. Però bisogna essere veramente interessato alle persone. Io conosco un uomo di una intelligenza e di una qualità scientifica altissima, ma se ne frega degli altri. Li considera dei licheni».

 

La dote indispensabile di un giornalista?

«Mettersi nei panni degli altri».

PIERO ANGELA

 

Prima conduttore del Tg2, poi disse no alla direzione del Tg e di una rete Rai. Perché?

«Fu Letizia Moratti a offrirmela, e non ricordo quale delle tre mi offrì. Questo per dire che non ero interessato. Non avevo voglia di occuparmi di canzoni, telenovele, intrattenimento... A me piacciono solo i programmi culturali e i documentari».

 

Cosa vede in tv?

«Cosa non vedo in tv».

 

Cosa non vede allora

«Non vedo lo sport».

 

Non era tifoso della Juventus?

«Da torinese, lo sono per ragioni sentimentali ma se gioca male lo ammetto».

 

Cos’altro non vede?

«Non ho mai visto il Festival di Sanremo».

 

Ci pensi bene. Almeno una volta per sbaglio…

alberto e piero angela

«Beh, in effetti una volta ci sono andato. Rita Levi Montalcini mi chiese di accompagnarla, però non eravamo lì per ascoltare le canzoni ma per raccogliere fondi destinati alla cura della sclerosi multipla».

 

Che cosa vi diceste con Berlusconi quel giorno che vi incontraste nel bagno di un ristorante milanese?

«Non glielo dico. Era l’anno in cui Berlusconi aveva appena comprato Tv Sorrisi e canzoni, il 1985. Mi disse cose delicate che riguardavano la Rai, e non ho mai capito perché».

 

L’unico personaggio che nel suo libro descrive come una figura intimidente è Federico Fellini. Che cosa dovevate fare insieme?

«Lo sa che non l’ho capito?»

rosanna vaudetti alda d eusanio piero angela

 

Come non l’ha capito?

«Io avevo scritto il soggetto di un film sui rifugi nucleari prodotto da Cristaldi e diretto da Giuliano Montaldo, che fu un mezzo flop. Dopo qualche anno, Cristaldi ebbe l’idea di presentarmi Fellini che per me era un mito, ma lui fu scostante. In realtà eravamo molto diversi. Io avevo creato un comitato contro i fenomeni paranormali, Fellini era amico del “sensitivo” Rol, lo stesso che mi aveva “augurato” di morire di cancro in due mesi… poi ho vissuto altri 50 anni».

 

piero angela (2)

Il filosofo Emanuele Severino, anche lui alla soglia dei 90, sulla morte ha scritto: “La legna sta bruciando… Le forme scure del legno si fanno incandescenti, la fiamma si riduce e i tizzoni diventano braci. Queste, infine, diventano cenere”. Lei come se la immagina la fine della vita?

«Anche io la vedo un po’ così. Però è una scocciatura. Mia moglie dice che sulla mia tomba farà scrivere: “Con tutto quello che avevo da fare…”».

Piero Angela

 

Tra il mondo terrestre, animale, marino, il corpo umano, lo spazio, tutto quello che lei ha voluto conoscere, quale rimane il più grande mistero?

«Le cose che non sappiamo. Misteri sono le cose che non abbiamo ancora scoperto».

PIERO ANGELA PIERO ANGELA PIERO ANGELA

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO