1- OGGI SAREBBE MORTO PAOLO BORSELLINO. LUI È VIVO, ALTRI SONO DEI SEMPLICI SOPRAVVISSUTI. PERCHÉ COME DICEVA BORSELLINO, “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO” 2- SUI GIORNALONI POCHE RIGHE SULL’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO E TITOLI IN PRIMA PAGINA PER DELL’UTRI E BERLUSCONI. OK, MA LA BOMBA L’HANNO MESSA SILVIO E MARCELLO? IMPOSSIBILE: IL PRIMO SE NE SAREBBE VANTATO CON LA PRIMA RAGAZZA DA BUNGA BUNGA (“SAI PICCINA, FACCIO DEI FUOCHI D’ARTIFICIO FANTASTICI”) 3- DOMANDA DEL BAMBINO CIELLINO ROBERTO AL CATECHISMO: “MA QUANDO UNO FA VOTO DI POVERTÀ, SE INTESTA TUTTO A DEI PRESTANOME POI GESÙ LO VIENE A SAPERE?” 4- CONTINUANO I GRANDI CIUCCESSI DEL FAMOSO SUPERMANAGER: STOP A FIAT POMIGLIANO

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

Oggi sarebbe morto Paolo Borsellino. Lui è vivo, altri sono dei semplici sopravvissuti. Perché come diceva Borsellino, "chi ha paura muore ogni giorno".

1- LA FAMOSA "RICERCA DELLA VERITA'" ALLA CORTE DI RE GIORGIO...
Poche righe sull'anniversario della strage di via D'Amelio e titoli in prima pagina per Dell'Utri e Berlusconi. E con l'improvvisa scoperta della politica estera, è riuscita (quasi) alla perfezione la delicata missione mediatica "Proteggi Re Giorgio". Anzi, oggi la vittima è lui "che non si può difendere". Non Borsellino.

Il Corazziere della Sera se la cava con una colonna e mezza di Giovanni Bianconi a pagina 9 ("I misteri di via D'Amelio. Vent'anni fa il delitto che inquina la storia italiana"), ma il titolone che copre l'intera pagina è questo: "Napolitano diffamato, non può reagire". Il Quirinale sotto attacco. Il portavoce su Twitter: ‘Lette espressioni gravi'".

Fa di peggio la Stampa dei Lingotti in fuga: sciatto colonnino di 19 righe intitolato "Oggi l'anniversario di via D'Amelio" (p. 9). Inqualificabile il Messaggero: niente pezzi su via D'Amelio e una pagina così titolata: "Stato-mafia, il Quirinale: diffamati senza poter reagire" (p. 8). Attilio Bolzoni e Francesco Viviano ‘salvano' l'onore di Repubblica con una bell'articolo: "Sparito il falso pentito di via D'Amelio. La polizia lo usò anche prima della strage. Scarantino era nascosto al Nord. Il pm: da due settimane non risponde più. La sua ‘verità' mandò in galera sette persone. Poi è stato sbugiardato da Spatuzza" (p. 9).

2- IL VITALIZIO SU QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO...
Altra doppia paginata della Repubblica degli Illuminati: "Dell'Utri indagato per estorsione. Marina Berlusconi citata come teste. Il senatore: Ingroia è pazzo. Il pm: io come Borsellino" (p. 6). In realtà Ingroia l'ha sparata meno grossa. Ha detto: "Pazzo? A volte mi ci sento. Mi piace essere un po' pazzo come Paolo Borsellino perché continuo a credere nella possibilità, nonostante tutto, che si possa raggiungere la verità sui grandi misteri del nostro Paese".

Poi, vai con la storia - non nuovissima - della villa sul lago di Como: "Quei versamenti sospetti a Marcello dai conti comuni del Cavaliere e della figlia. La tesi investigativa è che all'inizio sia stato Dell'Utri a veicolare a Silvio soldi di ‘amici'. Per proteggere la Standa e le antenne tv sarebbero stati pagati 200 milioni di lire annui". Poi le pagine diventano tre con l'intervista di Alessandra Ziniti al fondatore di Publitalia, come al solito densa di messaggi: "Gli ho costruito l'impero. Silvio forse mi deve altri soldi ma non l'ho mai ricattato".

Ricandidarsi? "Doveva farlo, questo è sicuro. Quanto a consultarci, io e Berlusconi è meglio che non parliamo più di niente, meglio che parliamo di donne...". "I soldi li ho spesi. Io ho bisogno di soldi, di tanti soldi. Ho un sacco di spese, di debiti, ho i mutui da pagare. Ho i libri, la mia passione, che costano un sacco di soldi" (p. 7). Ok, ma oggi non era l'anniversario di Borsellino? La bomba l'hanno messa Silvio e Marcello? Impossibile: il primo se ne sarebbe vantato con la prima ragazza da bunga bunga ("Sai piccina, faccio dei fuochi d'artificio fantastici").

Davvero un sacco di soldi allo zio Marcello, comunque. Lo scrive anche la Stampa: "I bonifici sospetti: in dieci anni 40 milioni all'amico senatore. I primi due trasferimenti erano per un ‘prestito', ma per la Finanza quella somma non è mai tornata. Il sospetto dei pm: ‘Quelle dazioni sono per i servigi resi attraverso Cosa Nostra" (p. 7).

Ampiamente giustificato il lamento del Giornale intestato a Paolino Berluschino: "Riaperta la caccia all'uomo. Berlusconi nel mirino dei pm". E Littorio Feltrusconi si vendica delle ipocrisie su Re Giorgio sbattendogli in prima pagina una sua bella foto con Assad. Titolo: "Cavaliere di Gran Croce. Quando Napolitano premiava il dittatore sanguinario Assad".

3- E IL POVERELLO DI LECCO...
"Nove milioni di euro. I soldi di Daccò a Formigoni". Antonella Mascali mette le mani su un'informativa della Finanza e il Cetriolo Quotidiano la spara a tutta prima. "Ville e ristoranti. Soldi per Formigoni. Per gli investigatori sono 20 i milioni di euro pagati da Daccò e Simone. La metà ‘è in contanti'.

La testimonianza dei comandanti: "Lo yacht Ojala? Il vero proprietario è il governatore. Hanno scelto gli arredi, le cabine erano praticamente riservate, vi tenevano effetti personali'. L'intercettazione vendetta dell'assessore scaricato: ‘Siamo nella merda'. Massimo Buscemi si fa ‘beccare' . Società, case e poltrone: "Devi ridarmi un posto".

Domanda del bambino Roberto al catechismo: "Ma quando uno fa voto di povertà, se intesta tutto a dei prestanome poi Gesù lo viene a sapere?".

4- LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE (T'ADORIAM, MONTI DIVINO)...
Titolazione e cucina da urlo per il sedicente "retroscena" di Francesco Verderami: "La tela di Monti da Obama a Berlino. Il lavoro sullo scudo ‘anti-spread' per anticipare i rischi d'agosto. Resta l'ipotesi di approfittare della rete di sicurezza come deterrente, non per attivarla. L'intesa con il presidente. La sintonia del premier con la Casa Bianca è talvolta superiore a quella con i leader Ue" (p. 12). Quella del "deterrente" da non usare, tipo "ho la pistola scarico e ve lo dico pure", è davvero fantastica.

5- MA FACCE RIDE!...
"Tremonti pronto a lanciare la sua lista. E come stratega c'è un ex Prodi boy" (Corriere, p. 14). Non è Paraponzo Ponzellini, momentaneamente sprovvisto di libertà di movimento, ma un amico comune: Gianni Pecci.

6- I GRANDI CIUCCESSI DEL FAMOSO SUPERMANAGER...
"Fiat, crollo delle vendite. Pomigliano fermo ad agosto", spara Repubblica in prima pagina. Lo ammette anche il Corriere a pagina 24: "City car nei piazzali, Pomigliano in cassa'. Fiat: l'impianto della Panda fermo dal 20 al 31 agosto, il mercato è ai livelli del '79. Il blocco per tutti i 2.150 dipendenti. Sciopero Fiom a Cassino. I sindacati da Marchionne dopo i conti".

Dopo le fanfare di ieri sulle maxi-vendite della Pandina, un po' in difficoltà i sorveglianti alla tastiera di Ilustrato Fiat: "Alla Fiat di Pomigliano due settimane di stop. Dopo un semestre a pieni giri lo stabilimento della nuova Panda deve rallentare il ritmo. L'azienda: bisogna riequilibrare la produzione e la domanda" (Stampa, p. 24). Già, "riequilibrare produzione e domanda", questo è il problema.

7- SVENTOLA IL TRICOLORE SU UNIDEBIT!...
Tutto va bene in piazza Cordusio. Altro che barbari alle porte. Lo dice il Corriere di don Flebuccio de Bortoli: "Unicredit, soci italiani più forti. Blitz di Del Vecchio al 2%. Il patron di Luxottica ha investito 200 milioni ai primi di luglio. La mossa dopo l'ingresso dei russi del fondo Pamplona. Via alla riorganizzazione della rete" (p. 27).

8- ULTIME DA UN POST-PAESE...
"Un milione in due, scontro sulla Rai sobria. Maxi compensi a Tarantola e Gubitosi, assunto con un contratto a tempo indeterminato" (Giornale, p. 11). Lo Stato è sempre lo Stato.

colinward@autistici.org

 

 

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