IL POTERE (NEANCHE TROPPO) SOTTERRANEO DELLE LOBBY - DALLE SLOT ALL’ENERGIA, TUTTI I FAVORI PER RIPAGARLE – E LORO RENDONO IL FAVORE METTENDO SUL PIATTO 61 MILIONI PER LA POLITICA…

Fabrizio d'Esposito per ‘Il Fatto Quotidiano'

Anacaitpr. Non è un errore di battitura, magari al posto di Anacapri. Anacaitpr sta per Associazione nazionale allevatori del cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido ed è una delle 84 persone giuridiche portatrici di interessi particolari al ministero delle Politiche agricole, quello di Nunzia De Girolamo. In una sola parola: lobbismo.

In Italia, solo nel mondo dell'agricoltura si è tentato di regolamentare e rendere trasparente questa attività che evoca realtà sinistre che si muovono nell'ombra, capaci di curare solo gli interessi particolari a scapito di quelli della collettività. Un business che è impossibile quantificare e che gira attorno alla politica e alle grandi burocrazie. Ci sono i benefici che si ricavano dalle leggi e dagli assalti alla diligenza. E poi ci sono i contributi a partiti e parlamentari. Per quale motivo un'azienda dovrebbe finanziare un deputato o un senatore?

I settori più invadenti sono questi: assicurazioni, banche, energia, tabacchi, sanità, editoria, gioco d'azzardo. E il governo Letta, come già con Monti, rappresenta il terreno ideale per le lobby. Massimo Micucci, socio dell'ex dalemiano Claudio Ve-lardi in Reti, società di lobbying, ha descritto in una lettera aperta al Movimento 5 Stelle (che vuole cacciare i lobbisti dal Parlamento) la giungla attuale: "Anche questo governo aveva in programma una regolamentazione della rappresentanza di interessi e non se ne è fatto nulla perché quella ‘lobby del caos' che è la tecnocrazia dominante, ha sbarrato il passo al tentativo di rendere davvero obbligatorie interazione e trasparenza".

L'accusa è rivolta a quelli che preferiscono mantenere il loro potere di mediazione, come capi di gabinetto e funzionari ministeriali, e che bloccano ogni tentativo riformista. Micucci si chiede anche che fine abbia fatto l'Unità per la trasparenza del ministero delle Politiche Agricole, incaricata di redigere l'elenco dei lobbisti "agricoli". L'organismo, infatti, non è stato aggiornato dai tempi del ministro tecnico Catania e sul sito del Mipaaf è possibile leggere tra i componenti il nome di Ernesto Carbone, oggi parlamentare renziano. Dice: "È una sciatteria del ministero di cui non so nulla. Da vicecapo di gabinetto di Catania ne facevo parte, ma ora non più. Se non funziona più è un'occasione persa". Nell'elenco c'è di tutto: associazioni di cavalli, allevatori, frantoi, energie agroforestali, industriali di carni, salumi e vino, consorzi della pesca.

Oltre alla filiera ministeriale, c'è poi quella parlamentare. Micucci riassume altro caos: "I presidenti di commissione favoriscono gli emendamenti che gli piacciono, i gruppi fanno spesso da passacarte. La presenza del governo in aula, nonostante tutta l'attività sia di origine governativa, è scarsa o concertata sulla base dei provvedimenti che interessa seguire. Se un provvedimento interessa i commercialisti ci va un sottosegretario che si occupa o ha rappresentato i commercialisti".

Per gli ex politici, e non solo, il lobbismo è una grande occasione per riconvertirsi e mettere a frutto le loro relazioni nel Palazzo. Da qui nascono società come Reti, ma non solo. In Italia ci sono altre quattro società di spessore, che vantano clienti importanti, bisognosi di curare i loro affari presso i "decisori politici": Cattaneo Zanetto (quest'ultimo è stato un forzista molto inserito), Fb e associati (Fb sta per Fabio Bistoncini), UtopiaLab di Giampiero Zurlo, Open Gate di Franco Spicciariello. Cattaneo Zanetto, sul suo sito, si rifiuta di pubblicare l'elenco dei clienti per una questione di riservatezza, Open Gate invece lo fa e c'è persino l'Uefa-Europa League. Nel suo advisory board c'è Giorgio Mulè, direttore di Panorama, caso ufficiale di giornalista-lobbista. Altro esempio è il sito centrista di Formiche, dove informazione e relazioni si legano a doppio filo. Gli incroci di interessi e nomi sono ampi e fittissimi. Da Open Gate (dove siede anche Tullio Camiglieri, ex uomo Sky) c'è un link che rimanda ad Arel, il centro studi di Enrico Letta. Alcuni numeri della pensosa rivista che produce sono aperti da saggi di Giulio Napolitano, docente universitario di diritto e figlio di Re Giorgio. Questo è il lobbismo italico,bellezza.

E questi iserviziche offre. Da una sito già citato: "Mappatura dei principali decision maker e influencer; programma di accreditamento con i decisori politici di Governo e Parlamento; attività diretta di rappresentanza degli interessi del cliente; presentazione di emendamenti e position paper presso le istituzioni; monitoraggio dell'attività legislativa; reporting periodico sull'iter dei provvedimenti legislativi; intelligence sullo scenario politico italiano". Sì anche l'intelligence. Del resto come auspica Micucci, con una regolamentazione "noi faremmo i consulenti politici e non i peripatetici nei corridoi".

2. MATTONE, TABACCO E SANITÀ: QUEI 61 MILIONI AI POLITICI
Carlo Tecce per ‘Il Fatto Quotidiano'

I finanziamenti pubblici stanno per mancare, anni e non mesi di estrema sopravvivenza (forse nel 2017 l'addio), ma i partiti stanno già elaborando il lutto. Il segreto sono le donazioni dai privati, amici o sodali, minuscole società o multinazionali e tante, tantissime cooperative. Il 2013 ha segnato una crescita enorme: 61,1 milioni di euro, l'anno prima erano 39 scarsi. Il documento di 64 pagine, che la Tesoreria di Montecitorio custodisce, può sembrare un elenco telefonico: nome, cognome, cifra. Può sembrare, appunto.

Il duello a colpi di emendamenti, articoli e raffinati commi, nello scorso dicembre, ci ha illustrato il potere di Sergio Scarpellini, l'imprenditore romano che ospita la Camera, il Comune e un tempo il Senato: affitti milioni, contratti infiniti. La Milano '90 di Scarpellini, che in un'intervista al Fatto si definì un po' di sinistra, un po' di destra e un po' di centro, finanzia con insistenza il movimento di Mario Baccini. A qualsiasi denominazione, Associazione o Federazione di Cristiano Popolari, corrisponde un bonifico da migliaia di euro per un totale di 38.000.

MILANO ‘90 ci guida fra centinaia di sigle e parlamentari, più o meno conosciuti, più o meno facoltosi, e finiamo alla voce Ugo Sposetti, leggendario amministratore dei Democratici di Sinistra che, seppur politicamente tumulati, valgono un patrimonio da (almeno) mezzo miliardo. A che servono, a Sposetti, i 10.000 euro di Scarpellini? Il senatore democratico, però, ha stravinto la classifica 2013: in dodici mesi, ha incassato 262.660 euro. A maggio, Sposetti ha denunciato 37.000 euro ricevuti dalla Federazione Italiana Tabaccai. Non sappiamo se sia un accanito fumatore, ma va segnalata, per coincidenza storica, la presenza di Sposetti a una manifestazione della Federazione Italiana Tabaccai. Assieme al deputato Alberto Giorgetti (Pdl), il senatore annunciava un emendamento per la regolamentazione delle sigarette elettroniche (che tanto fanno arrabbiare la Federazione).

Se mettiamo insieme Milano ‘90 di Scarpellini e Federazione Italiana Tabaccai troviamo Fabio Bellini (Pd), consigliere regionale laziale, componente della commissione ambiente, lavori pubblici, politica della casa e urbanistica. Oltre ai 10.000 euro dal palazzinaro e dai tabaccai, Bellini ha incassato 20.000 euro da Seci Real Estate, ancora un'immobiliare, sede a Bologna, che ha rapporti con le istituzioni locali. Quando il pubblico s'è diviso sulla trilogia gli Anni spezzati su Rai1 di Albatross, Maurizio Gasparri su Twitter ha elogiato l'opera televisiva. Un gesto di cortesia. Il senatore di Forza Italia, che siede in commissione di Vigilanza Rai, proprio da Albatross di Alessandro Jacchia ha ottenuto un finanziamento di 15.000 euro. Gasparri ha raccolto 75.000 euro, fra mattone e farmaci, ma il contribuito più significativo ha la firma di Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. Notoriamente esperto in materia, Gasparri ha partecipato ai convegni su politiche agricole e forestali.

Il mistero curioso riguarda Salvatore detto Totò Cuffaro, in carcere dal gennaio 2011 per una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. L'ex governatore siciliano, il 21 maggio 2013, ha dichiarato una donazione di 220.000 euro da Forza Italia, che in quel periodo era in sonno, ancora non resuscitata da Silvio Berlusconi. Fra risposte negate e smozzicate, fonti di Fi confermano il pagamento, ma non sanno chi l'ha disposto e perché. Agli uffici di Montecitorio è stato motivato come "finanziamento per una candidatura". Però Cuffaro, pare evidente, non è stato candidato (e neanche un suo omonimo).

TEMA AMICIZIE. La munifica Daniela Garnero in Santanchè ha ricevuto soltanto una donazione: 20.000 euro da Paola Ferrari, giornalista Rai, amica. Il finanziere Davide Serra, che ha già sostenuto le primarie di Matteo Renzi, ha sponsorizzato con 10.000 euro anche la campagna elettorale di Pietro Ichino.

Tra le numerose aziende che hanno conquistato l'attestato per collaborare con il ministero dei Trasporti, ci sono la Todini Costruzioni Generali (Luisa Todini è in Cda Rai) che ha donato 60.000 euro al gruppo Pdl-Fi e anche l'Impresa Pizzarotti & C. di Parma, 20.000 ad Anna Maria Bernini. Una pagina è dedicata a Nicola Latorre, il senatore segue a ruota il collega Sposetti con 225.000 euro. Ci ha rimesso Ilaria Borletti Buitoni, 710.000 a Scelta Civica di Mario Monti. Mentre i soldi, il Cavaliere li fa girare davvero: a fine aprile, Berlusconi ha versato 17 milioni a Forza Italia.

 

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