PROPOSTA: I GIORNALISTI POTRANNO EVITARE LA CONDANNA PER DIFFAMAZIONE DANDO SPAZIO ALLA RETTIFICA

Lettera di Caterina Malavenda al "Corriere della Sera"


Caro direttore, oggi la Commissione Giustizia della Camera - che l'ha meritoriamente calendarizzata - dovrebbe iniziare l'esame del disegno di legge sulla diffamazione, con il dichiarato scopo di eliminare la reclusione per i giornalisti che abbiano commesso questo reato.

Sembra un film già visto, però, con un finale non scontato, ma sempre possibile: la Commissione prima e il Parlamento poi che si dividono fra chi pensa che il carcere per i reati d'opinione non sia degno di un Paese civile; e chi, al contrario, lo giudica la sola sanzione in grado di ridurre - anche se non di eliminare - la tentazione di usare l'informazione come una clava contro l'avversario. Con la sincera speranza che ciò non avvenga, ai commissari un augurio, alcune note ed una proposta.

Definire la diffamazione un reato d'opinione è l' escamotage usato da chi vuole porre il problema su un piano inclinato, che conduce alla risposta obbligata: certo che non si può mettere in carcere chi esprime un'opinione, anche forte, urticante, eretica, che si può condividere o contrastare, ma si deve sottrarre al sindacato del giudice, sia esso penale o civile.

Quelli, però, che divulgano un fatto falso e disdicevole, consapevolmente o per un errore ingiustificabile non commettono un reato d'opinione, sfregiano, a volte in modo irreparabile, la reputazione altrui. La sola soluzione possibile per coniugare libera manifestazione del pensiero e rispetto della persona è, dunque, una scelta di politica criminale anticipata, un intervento radicale, non sulla sanzione da infliggere, ma sull'attuale struttura del reato di diffamazione.

Occorre stabilire che l'azione penale possa essere promossa solo contro chi diffonde fatti falsi e lesivi, anche attraverso mezzi di comunicazione di massa, depenalizzando tutte le altre condotte, attualmente punite dal codice.

I giornalisti, poi, potranno evitare la condanna, dando spazio alla rettifica, anche spontanea, ma degna di questo nome: tempestiva, visibile, articolata e senza replica, ove si pubblichi su richiesta dell'interessato.

Così limitata la rilevanza penale della condotta - si potrà processare solo chi divulga notizie false e non le rettifica - e devoluta la liquidazione degli eventuali danni residui, anche quelli che derivano dall'insulto gratuito, al giudice civile - fissando un tetto massimo al risarcimento, almeno di quelli morali - troverà effettiva applicazione l'articolo 21 della Costituzione e, soprattutto, ci si potrà occupare più serenamente della sanzione da infliggere a chi non intenda ripristinare la verità e preferisca farsi processare.

La pena, per essere equa, non deve essere troppo afflittiva, rispetto al bene che si intende tutelare, ma deve avere una vera funzione dissuasiva, per non risultare inutile.
Se molti non rubano, pur avendo la tentazione di farlo, è anche perché temono di finire in carcere.

Oggi l'articolo 595 del codice penale prevede la reclusione, in alternativa alla multa.
Ma la sola multa, anche per le diffamazioni più gravi e dolose, avrebbe la forza di fermare il giornalista, determinato a rovinare una reputazione o anche solo di indurre maggiore attenzione, quando il pezzo si deve chiudere e non c'è il tempo per un'altra verifica?

Alessandro Sallusti, uno che ha titolo, più di altri, di intervenire nel dibattito, avendo subito una condanna alla reclusione, ha detto di recente: «Un giornalista deve andare in carcere solo se pubblica volontariamente una notizia falsa, sapendo che è falsa, per danneggiare qualcuno: in quel caso il carcere ci sta».

Se ne può discutere, ma è una scelta che spetta al Parlamento sovrano, assai poco regale l'ultima volta che si è occupato della materia.

 

Caterina MalavendaGIORGIO MULE L'ARRESTO DI SALLUSTIL'ARRESTO DI SALLUSTI

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...