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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - TITOLO DEL PODCAST DI MICHELE SERRA DAL SITO DELLA “REPUBBLICA”: “SE OGNUNO FACESSE IL ‘SUO’ MESTIERE”. “SUO” DI CHI? “SUO” SIGNIFICA CHE “APPARTIENE A LUI, A LEI” OPPURE “DI LUI, DI LEI”. NELLE ESPRESSIONI IMPERSONALI È D’OBBLIGO L’AGGETTIVO “PROPRIO” – “LA VERITÀ”: “VA IN MONOPATTINO COL SEDILE: MULTA AL ‘RIDER NIGERIANO DA 29.000 EURO’”. ESISTE UN RIDER NIGERIANO QUOTATO 29.000 EURO? NO? ALLORA BISOGNAVA TITOLARE: “MULTA DA 29.000 EURO AL RIDER NIGERIANO”

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

massimo fini

• Tetro. In un editoriale sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini si dedica a dipingere come mentitore Antonio Tajani, che avrebbe cercato di «arruolare» da morto il Senatùr.

 

La frase del vicepremier e ministro degli Esteri, incriminata dall’articolista quale totale menzogna, è questa: «Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi».

 

Fini cita come possibili testimoni alcuni personaggi che però hanno il problema di essere deceduti (Gianfranco Funari) o di aver perso credibilità (Antonio Di Pietro, «ora fa campagna per il Sì», e Vittorio Feltri, «voltagabbana») o di aver cambiato mestiere (Mario Capanna «ora fa il contadino»).

UMBERTO BOSSI IN CANOTTIERA

 

A Fini resterebbe un asso nella manica, senonché «di Salvadori, primo ispiratore di Bossi, si è persa ogni traccia». Per cui chi resta sulla piazza, ultimo dei mohicani, a disposizione degli storici e dei posteri? Ovvio: lui. «Insomma ho l’impressione, tetra, di essere rimasto il solo testimone attivo in circolazione».

 

Con un tocco inaspettato di modestia aggiunge: «È un po’ poco, lo ammetto, ma comunque sufficiente per ricacciare in bocca al ministro Tajani le sue stronzate. Bossi disprezzava Berlusconi a tal punto che, da un certo momento in poi, prese a chiamarlo “Berluscaso”, “Berluschi”, “Berluscosa” e “Berluscàz”».

 

SILVIO BERLUSCONI E UMBERTO BOSSI

Dimentica, tra gli appellativi coniati tra il 1997 e il 1999, il famoso «Berluskaiser». Tattica o voltagabbana anche Bossi? Di sicuro, dopo un incontro con Giulio Tremonti, nel 2000 il Senatùr tornò alleato di Forza Italia e divenne il ministro per le Riforme nel governo Berlusconi II. In realtà non saper nulla di Salvadori significa non avere le basi di conoscenza storiche e culturali elementari circa le origini della Lega.

 

Bossi, in molti discorsi, raccontò degli incontri nel 1979 in Val d’Aosta con Bruno Salvadori, allora consigliere regionale, e delle idee rivoluzionarie apprese in quelle occasioni su Europa dei popoli e federalismo. E parlò del trauma vissuto alla notizia della scomparsa del suo mentore, a soli 38 anni, in un incidente stradale a Genova.

 

bruno salvadori

La tragedia accadde nel giugno 1980, molto prima che «l’Umberto» conoscesse Berlusconi e fondasse nel 1984 l’embrione della Lega Nord. Da unico garante su chi fosse davvero Bossi, come pretende di essere, Fini oltre che sicuramente tetro è pure un po’ debole.

 

(Persino negli appellativi, visto che definisce Capanna «già leader maximo del Movimento studentesco», grossolano incrocio fra inglese e spagnolo: l’unico leader massimo, da quelle parti, fu Fidel Castro, ma veniva chiamato Líder Máximo). [22 marzo 2026]

 

• Suo. Titolo del podcast di Michele Serra dal sito della Repubblica: «Se ognuno facesse il suo mestiere». «Suo» di chi? Suo significa che «appartiene a lui, a lei» oppure «di lui, di lei». Nelle espressioni impersonali è d’obbligo l’aggettivo proprio: «Se ognuno facesse il proprio mestiere». [10 febbraio 2026]

 

la repubblica il suo mestiere

• Chi. Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Renzi: “Non dirò per chi ho votato”». Si votava su un quesito referendario non su una persona fisica o un partito. Quindi, l’ex premier avrebbe dovuto dire: «Non dirò per che cosa ho votato», o, più semplicemente, «come ho votato». [24 marzo 2026]

 

• Cadaverici. Dall’editoriale di prima pagina del direttore della Verità, Maurizio Belpietro: «Da ciascuno, americano o non». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché da solo costituisce un’intera frase – è soltanto no. Belpietro, che non deve aver letto Uomini e no di Elio Vittorini, più avanti aggiunge: «A Zorro ranch nel New Mexico sarebbero sepolti i cadaverici di due giovani, strangolate durante un rapporto fetish». Fallo in area di rigore mortis. [21 febbraio 2026]

 

• Intreccio. Alberto Simoni, corrispondente della Stampa da Washington: «A evidenziare l’intreccio è l’agenzia Bloomberg che ha rivelato che il Dipartimento di Giustizia si sta muovendo molto più aggressiva azione di controllo sull’operazione rispetto a casi del passato». Tutto chiaro. [23 febbraio 2026]

 

giulio tremonti e umberto bossi 2001 foto lapresse

• Gender. Editoriale di Goffredo Buccini sulla prima pagina del Corriere della Sera: «Il Board of Peace inaugurato il 19 febbraio a Washington dal presidente americano pare volto a ridisegnare una contemporaneità di “verità alternative” nel quale per fermare una guerra la si chiama pace ed è bell’e fatta». Il gender dilaga. [24 febbraio 2026]

 

• Papa. In un dotto articolo su Caterina da Siena, pubblicato dal Manifesto, lo storico della letteratura medievale Antonio Montefusco ricorda l’opera della santa per il ritorno del papato a Roma da Avignone e scrive che «Urbano VI tornò a Roma».

 

il teschio di santa caterina da siena

Ma sbaglia papa, perché a tornare definitivamente fu nel 1377 il suo predecessore Gregorio XI, il francese Pierre Roger de Beaufort. Fra l’altro, a Roma era già tornato, tra il 1367 e il 1370, anche Urbano V, anch’egli francese, che però rientrò e morì ad Avignone. Alla morte di Gregorio XI, il conclave, riunito di nuovo a Roma dopo 75 anni, elesse il napoletano Bartolomeo Prignano, arcivescovo di Bari. [15 marzo 2026]

 

• Lessinia. «Preso. Giuseppe Sciacca, 47 anni, è lui il “tecnico”, l’esperto “Unabomber” della galassia anarchica», annuncia Stefano Vladovich sul Giornale. E aggiunge: «Sciacca va e viene da Lessinia, Verona, dove viveva assieme alla compagna, a Torino».

 

Non esiste alcun paese con questo nome, in provincia di Verona. La Lessinia è un territorio che si estende fra Veneto e Trentino, corrispondente ai monti Lessini, e che costituisce il Parco naturale regionale della Lessinia, appunto. Ne fanno parte 18 Comuni del Veronese e del Vicentino. Da quale «va e viene» Sciacca? Misteri dolorosi del Giornale. [24 marzo 2026]

alberto simoni

 

• Multa. Titolo dalla Verità: «Va in monopattino col sedile: multa al rider nigeriano da 29.000 euro». Esiste un rider nigeriano quotato 29.000 euro? No? Allora bisognava titolare: «Multa da 29.000 euro al rider nigeriano». [12 febbraio 2026]

 

• Gli. Francesca Negri sul Corriere dell’Alto Adige: «A credere in Onda, ci sono nomi come Marzotto, i Rivetti (imprenditori tessili che hanno lanciato il marchio Stone Island), i Zucchetti dell’omonima software house». Manca solo una maestra che le insegni a scrivere «gli Zucchetti». [26 febbraio 2026]

goffredo buccinimassimo finiumberto bossimichele serrala verita' rider da 29000 euro

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