donna risto

QUANDO UNA DONNA È SOLA AL RISTORANTE. 7 TIPOLOGIE DECISAMENTE HARD CORE (PIÙ UNA) - LA CRACCOMANE - LA RICCA A MIAMI - LA BLOGGER/MARCHETTARA - BELLA INTELLIGENTE GAUDENTE, VA PER GODERE E FARSI I CAZZI SUOI - QUELLA COL FIDANZATO PERMALOSO…

Cristiana Lauro Cristiana Lauro

Cristiana Lauro per Intravino.it

 

Ho girato, mangiato e bevuto nei cinque continenti. Le donne sole al ristorante sono un universo parallelo di cui ora sappiamo praticamente tutto. Vediamo se ne conoscete qualcuna.

 

1)  La craccomane-parinomane-botturomane 
“Cacchio ragazze quel cuoco è un proprio un gran bel figo e poi come cucina, quello che tocca diventa oro! La materia prima nelle sue mani si trasforma in qualcosa di speciale. Una donna può provare gelosia per un ortaggio? Può pensare: Cristo cosa darei per sapere cosa ha provato quella zucchina ripiena al momento dell’imbottitura, nel sentire il tocco erotico di quelle mani che muovevano tanta passione su di lei”.

 

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

La craccomane ha perso la testa per il suo idolo. È una cookshow addicted, social oriented e non sarà facile farla desistere. Finge col fidanzato che da anni pende dalle sue labbra (dalle sue grandi labbra) di uscire con le amiche. Indossa il tubino più stretto e corto della sua collezione, i tacchi a spillo più provocanti che Louboutin abbia mai concepito e, insieme alle sue tette che chiedono pietà invocando per la prossima uscita una taglia calibrata, si dirige verso il tavolo con un sorriso a tanti denti e l’occhio di lince sulle femmine presenti in sala, soprattutto le cameriere.

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

 

2) Quella che va per cuccare/1 
È una Milf in piena regola, guadagna benino e può permettersi più di uno sfizio. Non vuole la storia d’amore, non la forza, cerca solo qualche dopocena/dopolavoro ed è disponibile ad offrire benefici economici e vantaggi di tipo pratico e professionale. La Milf ha finalità puramente ludiche e la ragione per la quale siede sola al ristorante inizia per “c” e finisce per “o”.

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

 

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

Non è il cappero, non è il cardo, non il cavolo e nemmeno il cumino; non è strettamente legato alla cucina, mette d’accordo maschi e femmine ed è opinione condivisa che si conservi meglio dentro a un paio di boxer. La Milf attacca bottone con tutti i camerieri sotto ai 30 anni. Cerca di offrire loro un bicchiere di vino che viene regolarmente rifiutato perché in servizio non si beve. Scatta la business card che nove volte su dieci non sarà cestinata.

 

3) La ricca a Miami 
Bella, colta e intelligente, apostrofata per anni come “la moglie di”, ha sopportato quello sporcaccione fino all’ennesimo tradimento, poi ha deciso di mollarlo. Ma il cretino era lui e nel frattempo è diventato povero, al contrario di lei, ex moglie cornuta, che ha saputo far fruttare i quattrini del divorzio e se la spassa con una paccata di soldi in tasca, case sparse ovunque e filarini giovani da mille e una notte. Mangia nelle tavole più ambite internazionali, beve Champagne di marca e di grandi millesimi e nel dopocena, se non ha voglia di partecipare a uno dei tanti party cui è invitata, può contare su una nutrita agenda di corteggiatori, modelli, attori, riserve e panchine. Se ne ha voglia, dipende.

 

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

4) La blogger/marchettara
Guadagna poco ma nel circuito della rete è piuttosto nota. Quando va al ristorante da sola lo fa per farsi vedere, per conoscere, stringere mani, spararsi un selfie e dimostrare a tutti che ci capisce e conta qualcosa. È specializzata nell’estorcere bacini agli chef che puntualmente posta su Facebook raccattando una media di 30-35 Like, sempre dagli stessi follower, quelli che plaudono anche ai suoi rutti. All’occorrenza millanta con un flap flap di ciglia qualche collaborazione, nella speranza di non pagare. Se lo chef è maschio di solito funziona, ma se per disgrazia c’è la moglie in sala il flap flap si rivela un flop flop: salta il marchettone e tocca mettere mano al portafoglio. Alla blogger/marchettara può succedere di scordarsi le chiavi di casa, ma non la macchina fotografica, strumento indispensabile a darle quel tono da vera esperta che l’ha portata fino a lì.

DONNE AL RISTORANTE DONNE AL RISTORANTE

 

5) BIG
Bella intelligente gaudente, va per godere e farsi i cazzi suoi, prendere appunti, pensare messaggiare, scrivere, leggere e ascoltare divertita gli affari degli altri (che considera mediamente dei perfetti idioti). Ama bere e mangiare molto bene, detesta parlare del più e del meno, non dà confidenza agli estranei, preferisce risultare antipatica pur di tenerli alla larga. Nei ristoranti è totalmente disinteressata al rimorchio sia del pubblico che dei dipendenti, pensa più che altro a bere e mangiare come Dio comanda. Ha il colesterolo e i trigliceridi un po’ alti e questo, nella sua esistenza totalmente autoriferita, è l’unico motivo di moderata preoccupazione.

 

LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON

6) Quella col fidanzato permaloso
Non è sua abitudine cenare in solitario, ma quel buzzurro del fidanzato, a causa di un diverbio in auto, giunto davanti al ristorante l’ha scaricata dalla macchina per poi raggiungere gli amici al pub. Fa nulla, peggio per lui, cenare per la prima volta sola al ristorante sarà un’esperienza nuova. Quella stessa sera lei rimorchierà un tronista che l’appenderà all’attaccapanni mentre il fidanzato permaloso passerà il resto dei suoi giorni a percuotersi la patta delle braghe con un vecchio martelletto dell’Allegro Chirurgo.

LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON

 

7) Quella che va per cuccare/2
Età compresa fra i 20 e i 27 anni, spesso con accento dell’est. Più facile incontrarla nelle grandi città dove frequenta tutti i locali alla moda. Siede preferibilmente al bancone e ordina una portata sola, quella che costa meno. Cerca con lo sguardo uomini ricchi e soli ai quali chiederà se hanno da accendere, benché in Italia sia proibito fumare nei locali pubblici da più di dieci anni. Se abboccano le scatta un’improvvisa voglia di caviale, salmone, tartufo, foie gras e Champagne anche in un’unica soluzione, tanto il conto è svoltato. Tutto il resto conta poco e niente, compresi cibo, vino, chef e camerieri.

 

LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON LA MODELLA CHEYENNE LUTEK IN TOPLESS IN UN RISTORANTE A NEW YORK FOTO DI ALLEN HENSON

E poi c’è una piccola rappresentanza, fuori categoria, di vere appassionate di cucina, di vino e dello stare a tavola. Sono donne che non hanno bisogno di chiacchierare per forza, che non hanno paura della solitudine perché gli è capitato di incontrare uomini che le hanno fatte sentire molto più sole. Ma, ripeto, queste donne sono fuori categoria.

 

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