paolo villaggio

MA QUANTO CI MANCA PAOLO VILLAGGIO? - RITRATTONE DEL COMICO GENOVESE CHE AMAVA DIRE: “GLI ITALIANI QUANDO SONO IN DUE SI CONFIDANO SEGRETI, TRE FANNO CONSIDERAZIONI FILOSOFICHE, QUATTRO GIOCANO A SCOPA, CINQUE A POKER, SEI PARLANO DI CALCIO, SETTE FONDANO UN PARTITO DEL QUALE ASPIRANO TUTTI SEGRETAMENTE ALLA PRESIDENZA, OTTO FORMANO UN CORO DI MONTAGNA…”

paolo villaggio fantozzi

Cesare Lanza per “la Verità”

 

Un genio. E mi intristisco sempre al pensiero di non averlo cercato più frequentemente. Ho incontrato Paolo Villaggio intorno al Duemila, nei programmi televisivi, quando ormai eravamo anziani e anche un po' disillusi. Mi voleva bene. Lui - dieci anni esatti più di me - era in sovrappeso. Molto più di me. E mi scongiurava di usare di notte, durante il sonno, un aggeggio che a lui era stato imposto dai medici, per consentirgli di respirare meglio. Alla fine, stremato, ci provai.

 

Paolo Villaggio e Fabrizio De Andre

Paolo era felice, diceva che mi aveva allungato la vita. Ma non riuscii a resistere, impossibile muoversi con quell' attrezzo legato al corpo; e me ne liberai, dopo qualche giorno. Quasi si offese! Il punto è che Villaggio era un uomo buono, assolutamente diverso da ciò che presumono coloro che non lo hanno conosciuto. Mite, malinconico, altruista, generoso, pronto a dare consigli e a incoraggiarti: le sue battute erano paradossali, con ironia priva di cattiveria. Mai superbo, anzi umile, profondo, un po' triste.

 

ramona badescu paolo villaggio renato pozzetto

Lo tormentavo e provocavo sulla grandezza del personaggio che aveva inventato, Ugo Fantozzi, di valenza universale. Ma non aveva voglia di parlare di sé e della sua creatura. Per timidezza o pudore, non so. Vi trasmetto perciò ciò che ho letto da qualche parte: «Con Fantozzi», ha detto in un' intervista «ho cercato di raccontare l' avventura di chi vive in quella sezione della vita attraverso la quale tutti (tranne i figli dei potentissimi) passano o sono passati: il momento in cui si è sotto padrone. Molti ne vengono fuori con onore, molti ci sono passati a vent' anni, altri a trenta, molti ci rimangono per sempre e sono la maggior parte. Fantozzi è uno di questi. Un miserabile felice, almeno aveva un posto fisso».

 

paolo villaggio paolo fresco

Ecco il ricordo di Milena Vukotic, la brava attrice straordinaria nel ruolo della moglie Pina nella saga di Fantozzi: «Una sera vado a cena a casa Villaggio. Mi viene ad aprire la cameriera che, accogliendomi sorridente, sento che dice a Maura, la moglie di Paolo: "Signora, è arrivata la moglie di suo marito". Il carattere di Paolo? C' era un lato misterioso, che non voleva palesare. La fragilità, la profonda malinconia. E questo era il suo fascino».

 

maurizia paradiso paolo villaggio

Una testimonianza precisa e avvincente arriva da Paolo Paoloni, l' indimenticabile «Megadirettore Galattico» nei film fantozziani: «Con Paolo ho interpretato una serie di film, avendo sempre un rapporto molto cordiale sul set, molto amichevole, nulla di più. Del resto io non frequento nessuno al di fuori dei set. Uno dei momenti più significativi è stato la nascita del personaggio del mega direttore. Il regista Luciano Salce, descrivendomi la figura che dovevo interpretare, mi disse convinto: "Guarda, questo è un cattivo", poi mi avvicinò subito dopo Villaggio che aggiunse: "Questo è un buono".

 

roberto benigni paolo villaggio

Quindi dovevo fare il cattivo ma dando l' impressione di essere gentile e buono... Vorrei poi cancellare un falso mito: i libri su Fantozzi non sono arrivati sulla scorta del successo dei film, come tutti credono. Lui prima ha scritto i libri e poi sono venuti fuori i personaggi. Come il mio, cui ho poi dato corpo e voce, ma devo a lui questa mia strana notorietà. Paolo era un uomo molto colto, con una visione della vita umana molto particolare... una prospettiva dall' alto. Anche se amorevolmente, c' era sempre un giudizio non troppo benevolo di noi esseri umani, smitizzava anche certe figure della storia. Io gli avrei dato il premio Nobel per la letteratura».

 

paolo villaggio benigni

Divertente un' intervista a Repubblica della moglie, Maura Albites:- Quando ha letto i libri di Fantozzi? «Non li ho mai letti. Lui scriveva di Fantozzi dappertutto, anche dietro volantini o carta da pacchi. E io leggevo perché nessuno sapeva leggerli: li trascrivevo io, perché neanche lui capisce quello che scrive».

 

- Come lo conobbe? «Al mare. A Genova, quando sei giovane e marini la scuola vai al mare. Sentivo dire che era molto simpatico ma quando l' ho conosciuto, all' inizio, mi stava un po' antipatico» - E se dovesse raccontarlo a qualcuno?... «È un ufo. Del resto non si può spiegare un genio».

- Cosa ha in comune Villaggio con Fantozzi?

pierfrancesco e paolo villaggio

«Fantozzi è un perdente, Paolo non ha fatto mai la vita di Fantozzi. Neanche quando era piccolo».

- Tutti dicono che possieda una grande cultura. «Adesso uso il vocabolario, una volta chiedevo a lui, le sue letture erano bellissime. Da giovane aveva la mania di Garcia Lorca, poi c' è stata la fissa della rivoluzione francese, amava la storia. Nel tempo libero, alla sera, andava in quei cinema dove danno film noiosissimi.

La voglia di scrivere l' ha sempre avuta».

PAOLO VILLAGGIO

- Ma a lei Fantozzi piaceva?

«Per me era un po' una noia, la nuvoletta, il barone, gli impiegati. La vita a casa era un' altra cosa».

 

Maurizio Costanzo ha avuto un merito fondamentale, nel lanciare Villaggio e spalancargli il successo. «Ero a Genova e il condirettore del teatro Stabile mi disse: "Se hai tempo stasera, guarda questo impiegato genovese". Lo vidi, lo invitai a cena e gli offrii un contratto per il mio cabaret a Roma. Il locale aveva 100-110 posti. Alle 17 aprivano le prenotazioni: alle 17:20 era tutto esaurito. Da Alberto Sordi a Ennio Flaiano, tutti venivano a scoprire questo strano personaggio».

 

Il più struggente, per me, è il ricordo della grandissima poetessa Alda Merini: «Fantozzi? Ero al manicomio, alla fine dei miei giorni e della mia anima, e il suo libro era l' unico che c' era. Lo iniziai a leggere e immediatamente deflagrai in uno scoppio di risa che mi ha fatto desiderare la vita... Fantozzi mi ha salvato la vita, sono viva grazie a lui».

PAOLO VILLAGGIO E MAURA ALBITES

 

Nelle nostre brevi chiacchierate durante le pause di Domenica in, ero semplicemente estasiato nell' ascoltare le sue opinioni. «Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna».

 

Come tutti anch' io una volta gli chiesi se davvero considerasse La corazzata Potëmkin un film tanto brutto. «Non è il film, quanto il fatto che non si potesse dire niente contro il diktat culturale del partito.

MAURA ALBITES E PAOLO VILLAGGIO

 

Per la prima volta da sinistra si levava una voce contro la santificazione di certi miti...

Quando andai a presentare Fantozzi in Unione Sovietica, mi alzai e ripetei la frase del film. E appena dissi che la "Corazzata" era una boiata pazzesca, si scatenò un inferno.

Esplose l' entusiasmo. La gente scattò in piedi, mi applaudì... Uno dei momenti più belli della mia carriera».

 

MAURA ALBITES E PAOLO VILLAGGIO

Timidamente, più di una volta gli dissi che, se lui fosse nato negli Stati Uniti, la sua fama sarebbe stata mondiale, Fantozzi avrebbe uguagliato Charlot. Ricordo le sue risposte: «Intanto, prima di spopolare bisogna emergere, e non è facile, in ogni luogo del mondo». Soddisfatto di sé? Non credo. Memorabile un suo sfogo: «Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse».

 

PAOLO VILLAGGIO E MAURA ALBITES

Era nato a Genova il 31 dicembre 1932, morì a Roma il 3 luglio 2017. Prima di affermarsi come attore, si adattò a molti lavori. Uno di questi, l' impiegato in Italsider, dove si ispirò per l' invenzione del suo mitico personaggio Ugo Fantozzi.

 

Poi cabarettista, cameriere e speaker, attore nella popolarissima (a Genova) compagnia goliardica Baistrocchi. Fino a che Maurizio Costanzo, nel 1967, lo scopre e lo induce a trasferirsi a Roma. Il resto è noto: i libri (best seller) pubblicati da Rizzoli, protagonista Fantozzi, a seguire i film: il primo (1975), regista Luciano Salce, ottiene strepitosi risultati di incassi e gli assicura una fama che durerà per sempre.

 

ROBERTO DAGOSTINO DAGO E PAOLO VILLAGGIO FOTO MARCELLINO RADOGNA

Su Villaggio «c' è tanta altra roba», come si dice oggi. Ha lavorato con maestri del cinema: con Federico Fellini (1990, La voce della Luna, insieme con Roberto Benigni), Lina Wertmuller (1992, Io speriamo che me la cavo), Ermanno Olmi (1993, Il segreto del bosco vecchio), Mario Monicelli (1994, Cari fottutissimi amici) e Gabriele Salvatores (2000, Denti). David di Donatello, Nastro d' Argento e Leone d' oro alla carriera.

 

Anche buon attore di teatro: Arpagone nell' Avaro di Molière. Come giornalista ha firmato popolari rubriche sull' Europeo, Paese sera e L' Unità. In politica, è stato iscritto al Partito comunista e a Democrazia proletaria, successivamente candidato con i radicali di Marco Pannella. Il 18 gennaio 2013 ha annunciato il suo voto a favore dei 5 stelle: «Il mio amico Beppe Grillo rappresenta un cambiamento vero per una classe politica che pensa solo al presente».

paolo e piero villaggio

 

Aveva un fratello gemello, Piero (31 dicembre 1932 - 5 gennaio 2014), professore di Analisi algebrica alla Normale di Pisa. «Non ci somigliamo fisicamente, essendo biovulari: l' unica cosa uguale è la voce...

 

Quando mio padre ha espresso il desiderio che facessimo matematica, ci siamo iscritti a matematica. Mio fratello è diventato un autorevole professore. Io dopo un anno sono scappato a Legge. Poi ho trovato lavoro a bordo delle navi... ».

 

Sposato con Maura Albites (due figli) per circa 60 anni: la seguì quando lei andò a lavorare a Londra. Lì fece il guardarobiere in un night, poi l' agricoltore a Bedford in un campo di patate.

paolo ed elisabetta villaggio

 

È stato amico fraterno di Fabrizio De Andrè. Alla fine degli anni Sessanta collaborarono per la realizzazione dei singoli Il fannullone e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers. Nel 1975 la stesura della Ballata di Fantozzi: Sveglia e caffè, barba e bidet, presto che perdo il tram...

 

Diceva negli ultimi anni, in vecchiaia: «Punto molto sui funerali. Non dico ben venga la morte, l' unico vero bene è aver vissuto felice, ma adesso il funerale è il problema. Dopo quelli di Sordi, a Roma non c' è più spazio. Anche a Genova, dopo quelli di De André, non c' è più storia. Devo trovare una persona che me li organizzi per benino, oppure niente.

PAOLO VILLAGGIO IN FRACCHIA LA BELVA UMANA

Scomparire completamente».

 

«E dopo la morte, cosa può esserci?», gli hanno chiesto. Risposta di Villaggio, che si è sempre dichiarato ateo: «Perfino il Papa è una persona troppo intelligente per credere in Dio... Dopo la morte? Ha senso pensarci? In vita ci sono altre urgenze».

villaggiovillaggio strisciavillaggio fantozzipaolo villaggio 735791 tnpaolo villaggio a sanremoPAOLO VILLAGGIO ASSENTEISMO093908005 67c68b4f 217f 4bca 9f6e ee188cfe5c7c1267764fabrizio de andre' villaggiovillaggio 5villaggio fantozzi 1villaggio kranz fronte ok 640FANTOZZI - PAOLO VILLAGGIO

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!