LA RETE PIANGE AARON SWARTZ, IL CYBERATTIVISTA SUICIDA CHE VOLEVA RENDERE LIBERA L’INFORMAZIONE - NON ERA UN HACKER, PERCHÉ NON AVEVA SABOTATO ALCUN SISTEMA, AVEVA SOLO CREATO UN CODICE CHE RENDESSE POSSIBILE LA PUBBLICAZIONE DEI DATI DELLA BIBLIOTECA DIGITALE DEL MIT, E PER QUESTO RISCHIAVA 50 ANNI DI GALERA - IN RETE, PER RICORDARLO, MOLTI RICERCATORI STANNO RENDENDO LIBERI DOCUMENTI DI STUDIO...

Serena Danna per il "Corriere della Sera"

«Mi fa paura la possibilità che Aaron sia trasformato in un martire, nel simbolo di un attivista geek ucciso dallo Stato. Perché è stato molto più di questo: amabile e imperfetto, appassionato e determinato, brillante e infinitamente stupido. Sarà facile per le folle chiedere vendetta usando il suo nome. Ma non c'è molto da ottenere nello scontro tra "noi" e "loro". Ci deve essere un'altra strada».

Queste parole sono tratte dal blog della studiosa dei new media Danah Boyd. Con la lucidità che accompagna le sue analisi, Boyd - conosciuta su Twitter come @zephoria - ha messo in luce il rischio di una «guerra culturale» in nome di Aaron Swartz, il programmatore informatico e cyberattivista che si è tolto la vita venerdì. Parte della comunità di Internet sta, infatti, collegando - in una relazione di causa-effetto - il terribile gesto all'azione legale intentata dal procuratore dello Stato del Massachusetts contro Swartz, accusato di aver «rubato» circa 5 milioni di documenti pubblici dalla biblioteca digitale JSTOR del Massachusetts institute of technology (Mit).

Accusa per cui l'informatico rischiava fino a 35 anni di carcere. Il Wall Street Journal ha rivelato che, pochi giorni prima del suicidio, il suo avvocato Elliott Peters avrebbe provato a convincere l'accusa a patteggiare, incontrando però parere negativo. «Rubare è rubare - aveva dichiarato il procuratore del Massachusetts Carmen Ortiz nel luglio del 2011 - sia se si utilizzi un computer o un piede di porco, sia se si prendano soldi o documenti e dati».

Su questa frase nasce la «guerra culturale» paventata da Danah Boyd: «Quando il governo federale ha deciso di perseguirlo - continua - non l'ha fatto pensando a una persona che poteva essere responsabile o meno di un reato. Ma a un esempio da dare». Il processo contro questo «brillante, divertente genio», come lo ha definito il suo mentore Lawrence Lessig, doveva forse diventare il processo-simbolo contro la comunità hacker? Dal blogger attivista Cory Doctorow al «fondatore del web» Tim Berners-Lee fino al professore della New York university Clay Shirky sono in tanti a lasciarlo intuire.

Eppure Swartz - nonostante le facili affinità con Wikileaks e la difesa postuma di Anonymous - non era un pirata informatico. Per usare le parole del filosofo digitale David Weinberger: «Era un costruttore». Non ha «sabotato» il sistema JSTOR per scaricare illegalmente i file, ma - ha spiegato Alex Stamos, capo di Artemis Internet -, ha scritto un codice che ne rendesse possibile la pubblicazione.

Non l'ha fatto in un «Palazzo» opaco, ma in quello che è da sempre il laboratorio che utilizza la tecnologia per migliorare l'umanità. «Se addirittura il Mit è diventato un posto poco sicuro per le piccole canaglie che chiedono verità allora siamo messi male», ha dichiarato al New York Times l'attivista Michael McCarthy. L'imbarazzo dell'università è palpabile in queste ore: il presidente Reif ha scritto una lettera alla comunità universitaria, dichiarando l'apertura di un'indagine interna sul caso. «Mi addolora pensare - ha scritto - che il Mit abbia avuto un ruolo in questa serie di eventi terminati in tragedia».

Ha ragione chi sottolinea che con le sue competenze tecniche e il suo estro, Swartz avrebbe potuto diventare un miliardario della Silicon Valley. Eppure, quando ha traslocato con Reddit nella nuova sede Condé Nast (che ha acquistato il sito di social news nel 2006), Swartz ha scritto che aveva un unico desiderio: «Chiudersi in bagno a piangere».
A Swartz non interessava il denaro, ma rendere accessibile la conoscenza. In un manifesto del 2008 scriveva: «L'informazione è potere e come tutte le forme di potere c'è chi vuole tenerla per sé».

Per questo l'azione più opportuna per difendere la sua memoria è sembrata a molti ricercatori e accademici il rilascio - su Twitter attraverso l'hashtag #pdftribute - di documenti, testi e report di valore scientifico. Operazione a cui sta partecipando anche l'Italia grazie all'iniziativa del blogger Andrea Stoppa. Un gesto che sarebbe piaciuto al giovane americano. Più, forse, del tentativo di mitizzarlo: «Era troppo difficile per lui chiedere aiuto - ha detto la fidanzata Taren Stinebrickner-Kauffman - e non voleva che le sue vicende fossero di dominio pubblico». Ora lo sono.

 

AARON SWARTZNON TOCCATE INTERNET IL CONTROLLO SU INTERNET FLUSSI INTERNET MIT MASSACHUSSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGYLAWRENCE LESSIG

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO