1. SONO TUTTI CHARLIE, I NOSTRI CAPI DI STATO. E MARCIANO ABBRACCIATI IN PRIMA FILA. LO SONO ANCHE ABU MAZEN E BENJAMIN NETANYAHU, RICONOSCIUTI CAMPIONI DELLA LIBERTÀ DI STAMPA E DI SATIRA. LO SONO I REALI DI GIORDANIA, IL PREMIER TURCO AHMET DAVUTOGLU, CHE NELLE SUE CARCERI ‘’PROTEGGE’’ UNA CINQUANTINA DI CRONISTI, E IL PRESIDENTE DEL GABON, ALI BONGO, CHE SI ILLUSTRA NELLE CLASSIFICHE DI “REPORTERS SANS FRONTIÈRES” 2. SE SI VOLEVA UNA RAPPRESENTAZIONE PLASTICA DELL’IPOCRISIA DEL POTERE NON SE NE POTEVA IMMAGINARE UNA MIGLIORE. ALMENO PUTIN, ALTRO EROE DELLA LIBERTÀ DI STAMPA E GRANDE AMICO DELLA SATIRA, S’È RESO CONTO DELL’ASSURDITÀ ED È RIMASTO A CASA 3. LA RETORICA, GRAN BERSAGLIO DELLA SATIRA, OGGI LA FA DA PADRONA SU TUTTI I GIORNALI

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. GLI AMICI DELLA SATIRA

parigi   manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione  46parigi manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione 46

Gli amici della satira sono arrivati tutti insieme su un autobus nero dai vetri oscurati come una squadra di calcio. Poi si sono piazzati a semicerchio alla testa del corteo, loro che di solito i cortei li subiscono. Angelona Merkel e Francois Hollande si sono molto abbracciati e per un pomeriggio hanno dimenticato il 3%. C’erano anche David Cameron e Matteo Renzi, con i suoi pantaloni di un blu elettrico che era impossibile non notare in tutte le inquadrature di gruppo. Non c’era Obama, che della lotta al terrorismo ha quasi fatto una professione, e non s’è capito perché.

 

Sono tutti Charlie, dunque, i nostri capi di Stato. Lo sono anche Abu Mazen e Benjamin Netanyahu, riconosciuti campioni della libertà di stampa e di satira. Lo sono i reali di Giordania, il premier turco Ahmet Davutoglu, che nelle sue carceri protegge una cinquantina di cronisti, e il presidente del Gabon, Ali Bongo, che si illustra nelle classifiche di “Reporters sans frontières”. Se si voleva una rappresentazione plastica dell’ipocrisia del potere non se ne poteva immaginare una migliore. Almeno Putin, altro eroe della libertà di stampa, s’è reso conto dell’assurdità ed è rimasto a casa.

parigi   manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione  45parigi manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione 45

 

 

2. PER UN GIORNO È COMPARSA L’EUROPA?

La retorica, grande bersaglio della satira, oggi la fa da padrona su tutti i giornali. Il Corriere della Sera titola a tutta prima: “L’abbraccio di Parigi. Marcia storica, mai così tanti contro il terrorismo: non abbiamo paura”. E’ tanto vero che non abbiamo paura che Francia e Spagna chiedono di rivedere Schengen (ma l’Italia frena). Dentro, più spazio ai potenti che alla gente normale: “I leader del mondo. Avanzano in silenzio davanti al corteo. Hollande: Parigi oggi è la capitale globale. Netanyahu e Abu Mazen però si evitano” (p. 4).

a parigi il mondo in marcia per dire no al terrore  5a parigi il mondo in marcia per dire no al terrore 5

 

Repubblica non è da meno e per la prima sceglie: “La rivolta di Parigi: ‘Libertà’”. Dentro, fa notare in un grande titolo che “mancava solo Obama”. Poi spazio al terrore prossimo venturo: “Allarme per il Vaticano. ‘E’ il prossimo obiettivo dei terroristi dell’Is’. Un rapporto di Cia e Mossad all’intelligence italiana. A Parigi vertice sulla sicurezza: ‘Rivedere Schengen’” (p. 10).

 

Anche sulla Stampa zero retorica: “Parigi, la capitale della libertà. Milioni di persone di tutte le etnie e religioni in marcia contro il terrore e la paura”. Dentro, titolo nonsense: “La folla si riprende Parigi. ‘Il mondo intero è Charlie” (p. 4). Magari.

parigi   manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione  i politici   hollande merkelparigi manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione i politici hollande merkel

 

Il Messaggero dà visibilità a Renzie con un titolo eroico: “Renzi: ‘Più forti delle loro minacce’” (p. 2) e poi raccoglie il messaggio delle comunità islamiche: “Si alza la voce dei musulmani, ‘Noi diciamo no alla violenza’. La risposta degli islamici francesi: colpiti al cuore, dovevamo partecipare” (p. 3). Poi, a pagina 7, il tributo alla retorica: “Quella piazza multicolore battezza il popolo d’Europa”.

 

manifestazione a parigi   hollande e renzimanifestazione a parigi hollande e renzi

E infine, ecco a voi Silvio Berlusconi in versione statista internazionale che ovviamente dice: “La Russia è il nostro naturale alleato contro l’integralismo islamico. L’Occidente ha sbagliato tutto: anche truppe di terra contro l’Isis” (p. 11). Sempre assist all’amico Putin, il Banana.

 

Meno male che c’è il Giornale che titola in prima: “Tanta piazza, pochi fatti. A Parigi tre milioni di persone e i leader mondiali dicono no  al terrorismo. Ma sulle contromisure vince già il buonismo”. Dentro, un riferimento ad alcune imbarazzanti presenze: “Le Pen bandita, ma l’emiro e il turco sfilano tra i ‘buoni’. Per Hollande l’unico nemico è il Front National che gli ruba voti. Non chi finanzia gli estremisti come il Qatar o li accoglie come Istanbul, che ha lasciato andare la super ricercata Hayat” (p. 3).  

AHMET 
DAVUTOGLU
AHMET DAVUTOGLU

 

 

3. IL TERRORISMO E LE IDEE

Il Corriere intervista il filosofo Zygmunt Bauman, che parla di “vendetta contro la libertà d’opinione” e punta il dito contro la nostra superficialità: “La prossimità dello straniero è destabilizzante, ma non si rimuovono le differenze con un click. Il nostro è un multiculturalismo superficiale, una forma di consumismo stile Facebook” (p. 15).

 

Su Repubblica, Abraham Yehoshua dice che “l’Europa deve impegnarsi per una maggiore integrazione delle comunità musulmane” e invita a non condividere la profezia di Houellebecq di una supremazia islamica in Francia nel giro di un decennio (p. 9). Mentre Salman Rushdie si sforza di essere ottimista: “Non ci sarà più nessuna fatwa. Ora il mondo reagisce all’odio. Persino il loro leader Nasrallah ora ha posizioni più moderate e condanna gli attentati di questi giorni definendoli offensivi per la religione musulmana” (Repubblica, p. 12).

vladimir putin 9vladimir putin 9

 

 

4. ROMANZO QUIRINALE

In settimana dovrebbero arrivare le attese dimissioni di Re Giorgio e i partiti si scaldano. Repubblica: “Sul dopo-Napolitano Alfano dà l’altolà al ‘patto esclusivo’ fra Pd e Forza Italia. ‘Nessun assegno in bianco, valuteremo il candidato’. Italicum, sfida dei frondisti su nominati e preferenze” (p. 16). La Stampa racconta gli umori di Arcore: “Berlusconi gioca col veto ma non intende usarlo. L’obiettivo resta la riabilitazione politica” (p. 8).

 

ABRAHAMK YEHOSHUA ABRAHAMK YEHOSHUA

 

5. AGENZIA MASTIKAZZI

“Saluto ai corazzieri e dimissioni. L’ultima settimana del Presidente” (Stampa, p. 8).

 

 

6. LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE

Imperdibile paginata della Stampa di Mariopio Calabresi in gloria di Bella Napoli: “Nelle parole di Napolitano la cautela diventa forza. Niente politichese per moderare i toni senza perdere grinta” (p. 9). Monitate, monitate, qualcosa resterà.

Salman RushdieSalman Rushdie

 

 

7. ULTIME DA FARSA ITALIA

Le voci di un prossimo arrivo di Berto-liso ai vertici del partito agitano le acque in Forza Italia. Corriere: “Forza Italia, su Bertolaso il gelo di Verdini. I malumori interni sull’ipotesi di affidare l’organizzazione del partito all’ex capo della Protezione civile. Berlusconi ha cercato di rassicurare il senatore spiegando che l’incarico non avrebbe natura politica. I timori per i numeri del tesseramento che scade il 31 gennaio” (p. 21).

 

 

8. PD, PASTICCIO DEMOCRATICO

Non gliene viene bene una, di questi tempi, al Pd. “Pasticcio primarie in Liguria. Vince Paita, Cofferati accusa: ‘Non riconosco il risultato’. Polemica per i cinesi e i marocchini ai seggi ‘a pagamento’” (Corriere, p. 18). Il “cinese” sconfitto dai cinesi (veri)? “La rabbia dell’ex leader Cgil che evoca i pm. ‘Tantissime irregolarità, so che si stanno valutando i ricorsi in Procura. Il partito faccia chiarezza” (p. 18).

Intervento di Giorgio Napolitano Intervento di Giorgio Napolitano

 

Successo di pubblico e di critica anche sulla Stampa: “Liguria, primarie alla Paita. Ma Cofferati denuncia brogli. L’ex sindacalista: ‘Ai seggi cose gravissime, non accetto l’esito’. Polemiche sugli immigrati: ‘Voto inquinato da cinesi e marocchini” (p. 11). E se in Liguria il PD fosse davvero una grande forza multirazziale? Duro il Cetriolo Quotidiano: “Liguria: l’Ancien Regime vince con destra e stranieri” (p. 1).

 

 

9. POLTRONE ROVENTI

DENIS VERDINI METIDA DENIS VERDINI METIDA

Non sarà una passeggiata per Tito Boeri, sponsorizzato dal Sor-genio De Benedetti, guidare il gigante Inps. Ecco la fotografia che scatta il CorrierEconomia: “Inps, debiti raddoppiati e conti in perdita. La poltrona che scotta di Tito Boeri. Analisi Bocconi. Dallo Stato 98 miliardi l’anno, ogni contribuente ha sulle spalle una pensione non sua . Indennità di malattia e pensioni sociali costano 50 miliardi. Mentre l’ente è in rosso di 10 miliardi” (p. 4).

GUIDO BERTOLASO GUIDO BERTOLASO

 

 

10. PRIVATIZZAZIONI IMMAGINARIE

Affari&Finanza di Repubblica regala due pagine di intervista a Francesco Caio, gran capo di Poste, il quale si lancia in annunci roboanti: “Investendo per le Poste 2.0 riusciremo a digitalizzare gli italiani”. Gli italiani, con l’anello al naso, ringraziano. Intanto annuncia risultati in calo: “La prima metà del 2014 ha registrato una flessione importante dei margini legata alla contrazione dei volumi postali e non vi sono state inversione nel secondo semestre. Traduzione: quest’anno niente miliardo di utile, ci si fermerà più o meno a due terzi del risultato del 2013” (pp. 2-3).

 

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