guadagnino e chatelet 8

RICHIAMAMI COL TUO NOME - GUADAGNINO: ‘CI SARÀ UN SEGUITO ALLA STORIA DI ELIO E OLIVER’ - UNA BASTONATA A RENZI: ‘CHI DECLINA NARCISISTICAMENTE LA PROPRIA IDOLATRIA, RICEVE UNO SCHIAFFO SONORO DAGLI ELETTORI ITALIANI’ - FILM CON STORIA GAY FORTE? ‘HOLLYWOOD E' CORAGGIOSA A DIFFERENZA DI CIÒ CHE PENSANO ALCUNI’ - IL PROSSIMO LAVORO CON JENNIFER LAWRENCE

1. LUCA GUADAGNINO: "LA STORIA DI ELIO E OLIVER AVRÀ UN SEGUITO IL VOTO? UN SONORO SCHIAFFO AGLI ARROGANTI"

Fulvia Caprara per la Stampa

 

luca guadagnino

«Mi sento molto felice». Seduto davanti al vincitore James Ivory, con le valigie pronte per volare a Milano, Luca Guadagnino dice che quella degli Oscar è stata «una serata magnifica. Ci ha riempito di orgoglio il fatto che un grande regista come James abbia ottenuto un successo così importante alla fine della carriera, con un piccolo film italiano. Mi sembra il segno di come il cinema possa pensare l' impossibile e farlo accadere».

 

La notizia del giorno dopo è che Chiamami col tuo nome avrà un seguito, con gli stessi attori, cui il regista, insieme con l' autore del romanzo André Aciman, sta già pensando: «Ci saranno altri capitoli, ambientati 6 o 7 anni dopo, non ho intenzione di lasciare questi personaggi, vedrete».

 

Guadagnino e Chatelet

Il direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera ritiene che dopo questa affermazione internazionale, le verrà finalmente riconosciuto il ruolo che le spetta.

 

Che ne dice?

 

«Questo, oltre ad essere il successo dei film che hanno vinto e quindi di Chiamami col tuo nome , è anche il successo della Venezia di Barbera che, con grande precisione e intelligenza selettiva, ha reso la Mostra per l' ennesima volta grande protagonista degli Oscar».

 

Ma secondo lei è vero che in Italia non sempre l' hanno trattata come meritava?

«Voglio bene a Barbera, ha battezzato la mia carriera presentando nel 1999 il mio film The Protagonists . Da allora ha seguito il mio percorso con puntualità. Ho un legame con l' istituzione Venezia, e quello che ha detto mi fa molto piacere».

LUCA GUADAGNINO E DAKOTA JOHNSON

 

Adesso che programmi ha?

«Ci rincontriamo tutti a Roma per Suspiria che uscirà in Usa nel novembre 2018».

 

In questo momento che cosa la rende più felice?

«Il condividere tutto questo con la mia famiglia e con i miei collaboratori più stretti che sono tutti qui, a Los Angeles».

james ivory

 

Oggi, in Italia, ci siamo svegliati con i risultati elettorali. Come li giudica?

«Le elezioni italiane sono le elezioni della lesa maestà, di chi ritiene che non esista nulla che non corrisponda alla propria immagine di sé. E invece no, esiste la realtà e quella va guardata, non il proprio ombelico.

 

Quelli che si sono preoccupati di declinare narcisisticamente la propria idolatria, hanno ricevuto un schiaffo sonoro dagli elettori italiani, che tra l' altro sono andati a votare in massa, perché non ha vinto l' astensionismo. Insomma, l' arteriosclerosi di chi pensa che nulla possa esistere al di là di se stesso, ha subito a questo giro uno scossone violento. Cosa succederà ora non è né chiaro né, forse, rassicurante, ma se vogliamo credere nel concetto di democrazia dobbiamo ascoltare come si è espresso nelle urne il popolo italiano».

luca guadagnino roberto d agostino gabriele muccino (1)

 

Qual è la scena del suo film che ama di più?

«Ci sono molti elementi che me lo fanno amare, ma le parole che si scambiano i due ragazzini, quando Elio torna dalla vacanza con Oliver sulle montagne di Clusone e rivede la sua amica e amante Marzia, sono per me molto importanti. Lei capisce il dolore di Elio e i due si dichiarano amicizia eterna, quello, dal mio punto di vista, è un passaggio cruciale. Ed è anche una sequenza cui dobbiamo prestare attenzione, perché dice molto sulle future storie di Oliver e di Elio, due personaggi che seguiremo ancora, in un nuovo film, dal tono diverso da questo» .

james ivory

 

 

2. GUADAGNINO: GIRERÒ IL SEQUEL DI «CHIAMAMI COL TUO NOME»

Valerio Cappelli per il Corriere della Sera

 

Luca Guadagnino il giorno dopo l' Oscar per la migliore sceneggiatura non originale a James Ivory per Chiamami col tuo nome : la statuetta è anche italiana.

 

Lei accennò alla possibilità di un sequel.

«Se tutto va bene, spero diventi un ciclo alla Antoine Doinel (il personaggio che fu per Truffaut una sorta di suo alter ego). Ho già in mente la prima immagine: il giovane Elio a inizio Anni 90, in un cinema di Parigi vede Ancora di Paul Vecchiali, un capolavoro, parla di un uomo che lascia la moglie, si innamora di un altro uomo che lo assiste fino alla fine della sua malattia».

una scena da chiamami col tuo nome

 

Non doveva girare un film con Jennifer Lawrence?

«Sì, Buried Rites , sull' ultima donna giustiziata in Islanda nel 1830 per l' omicidio di due uomini. Ma ora sono preso dal mix del remake di Suspiria di Dario Argento».

 

Ivory ha lodato la sua sensibilità. Lei come ricambia?

«Intanto che la carriera di un signore di quasi novant' anni, sinonimo di un certo tipo di cinema, venga coronata alla fine della sua vita grazie a un micro-film italiano, diretto da un regista italiano e prodotto da capitali franco-italo-brasiliani, fa capire la potenza del cinema come possibilità dell' impossibile, la poetica dell' utopia».

 

una scena da chiamami col tuo nome

Come avete festeggiato?

«Era la mia seconda volta agli Oscar, dopo che nel 2010 accompagnai Antonella Cannarozzi, la costumista del mio film Io sono l' amore . La cerimonia è sempre divertente, sotto la sedia ci avevano messo una borsettina, come quando vai a scuola e hai la merenda, col simbolo degli Oscar e i poster dei film candidati».

 

Era il kit da 120 mila dollari con viaggio in Tanzania, Spa e gioielli?

«No, quella è una piaga, una paccottiglia estranea all' Academy. La donna più elegante? Mia sorella Monica, aveva un abito Prada che portava con regalità».

 

Nel caso, si era preparato un discorso?

una scena da chiamami col tuo nome 3

«No, lo ritengo non qualcosa di cattiva sorte ma di realismo, nella campagna per gli Oscar ho visto la traiettoria, le nostre potenzialità, e non mi sono adagiato in una forma di autoillusione. Così come mi era chiaro che avrebbe vinto Ivory, mi era chiaro che non avrei vinto altri premi, c' erano indicatori su altri film. Il mio preferito? Il filo nascosto , che secondo me con le sue 6 nomination aveva già trionfato: un progetto così sofisticato, con un' attrice ancora sconosciuta».

 

L' emozione più forte?

«E' bello vedere Guillermo Del Toro sul palco, uomo generoso, regista sublime».

 

In fondo i vostri due film dicono la stessa cosa: la libertà d' amare come si vuole.

«E' stato un tema forte di quest' anno, anche Una mujer fantastica , Oscar come film straniero, fa parte dello stesso argomento, così come Coco , il film d' animazione, l' amore entro la famiglia che si deflette nello spazio e nel tempo in una dimensione terrena e ultraterrena».

una scena da chiamami col tuo nome 2

 

Hollywood avrebbe il coraggio di raccontare una storia gay forte, coraggiosa come la sua?

«A differenza di ciò che pensano alcuni interpreti realisti, Hollywood ha la capacità di trasfigurare fatti e eventi del nostro tempo, ha coraggio da cent' anni, è il luogo del sogno in senso freudiano, non banale».

 

Il presentatore ha fatto una dedica ironica del suo film al vicepresidente USA Mike Pence.

ANDRE ACIMAN - CHIAMAMI CON IL TUO NOME

«Ha detto che è un film fatto per lui, l' ultraconservatore Pence, quasi un religioso, dice che i gay vanno riprogrammati perché diventino eterosessuali, una figura cupa; se daranno l' impeachment a Trump per la questione russa, l' America finirebbe nelle mani di questo signore. Ma non ci pensiamo, oggi è giorno di abbracci e di festa».

 

CHIAMAMI COL TUO NOME IL DISCORSO DEL PADRE AL FIGLIO

 

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