ROCK AL MURO! (MALEDETTO ’68) - ALLA PERMANENTE DI MILANO LA MOSTRA “DA BACON AI BEATLES” PERCORRE IL DECENNIO ’56-’67 UNENDO ALLA MUSICA DEL TEMPO LE OPERE DI WOTRUBA, SCHIFANO, ROTELLA, ANGELI, BAJ, HAMILTON, HUGHES ETC. - GUARDI I QUADRI E INTANTO ASCOLTI JOHN & PAUL, ELVIS, DOORS, DYLAN... - DOPO IL ’67, IL PEDILUVIO SESSANTOTTINO: “OGNI TENSIONE SPERIMENTALE E VITALISTICA FINIRÀ INVISCHIATA NEI CONTRASTI SOCIO-POLITICI”...

Luca Beatrice per "il Giornale"

In poco più di un decennio, dal 1956 al 1967, in Europa si compie quella rivoluzione culturale interrotta dai moti violenti del '68, quando ogni tensione sperimentale e vitalistica finirà invischiata nei contrasti socio-politici. Fu infatti proprio l'arte europea a gettare quelle basi che poi in America fecero esplodere la Pop Art come fenomeno di proporzioni globali. È questo periodo, contrastato e fecondo, che viene preso in esame e ristudiato con occhio critico dalla mostra «Da Bacon ai Beatles. Nuove immagini in Europa negli anni del rock», allestita alla Permanente di Milano da dopo­domani al 12 febbraio.

Se il grande pittore irlandese viene preso a simbolo di quell'arte che continua a mettere al centro della propria poetica la figura umana, lacerata, carnale e contro­corrente, mentre tutto attorno si celebra il trionfo dell'informale astratto, i «Fab Four» di Liverpool rispondono al modello di popstar lanciato oltre oceano da Andy Warhol che attraversa tutti gli anni '60 e trova proprio nella collaborazione con due artisti visivi, Peter Blake con la leggendaria copertina di Sgt Pepper's Lonely Heart Club Band nel 1967 e Richard Hamilton, autore della concettualissima immagine del White Album (1968), il passaggio da una dimensione di intrattenimento a quella dell'autorialità.

Londra, con la minigonna di Mary Quant, le Aston Martin di James Bond, i primi dipinti gay di David Hockney, la rivalità tra Beatles e Rolling Stones, i Mods e l'avanguardia architettonica degli Archigram, è la capitale della coolness europea. All'ICA (Institute of Contemporary Art) e alla Whitechapel si tengono le mostre più sperimentali del secondo dopoguerra: tra queste «This Is Tomorrow», forse la prima con un vero e proprio taglio curatoriale, che dichiara la necessità di mescolare alto e basso, inserendo nell'arte le pratiche della vita quotidiana e della comunicazione di massa.

Altra esposizione cui far riferimento, questa volta a New York, è «New Images of Men» (1959), dove l'uomo torna protagonista, nelle sculture esili di Alberto Giacometti, nei collage dello scozzese Eduardo Paolozzi, nell'art brut di Jean Dubuffet e nel postsurrealismo del gruppo Cobra (Appel e Jorn in particolare).

Come si vede è tutta l'Europa, e non solo Londra, a «rispondere» alla nuova onda del Pop americano, che ha in Johns e Rauschen­berg i precursori. Rispetto all'enfasi e alla seduzione dell'oggetto merce degli Usa, nel Vecchio Continente è ben chiara la consapevolezza di un elemento critico, che avverte il lato alienante del consumo fine a se stesso. Così a Parigi (ma con sponda milanese) nasce nel 1960 attorno al critico Pierre Restany il Nouveau Realisme, di cui fanno parte le compressioni di César, le accumulazioni di Arman, il monocromo blu di Klein e i manifesti strappati di Rotella.

Né l'Italia resta a guardare, anzi attraverso il policentrismo che da sempre la contraddistingue, esprime almeno due visioni «pop metropolitane » se non antitetiche almeno complementari, senza dimenticare il ruolo propulsore della provincia, ad esempio nelle rassegne «Alternative attuali»che Enrico Crispolti curava a L'Aquila e che tastavano il polso di un'arte esattamente nel suo farsi. Mentre Roma è il palcoscenico per l'esperienza di Piazza del Popolo, drammatica ed esistenziale, con Schifano, unica rockstar della pittura italiana, Angeli e Festa, a Milano va in scena una visione più leggera e mentale, di artisti in buona parte radunatisi attorno al gallerista Giorgio Marconi, ovvero Emilio Tadini (anche poeta e scrittore), Enrico Baj (autore di uno dei capolavori degli anni ' 60, I funerali dell'anarchico Pinelli ), Valerio Adami, Gianfranco Pardi e lo stesso Mimmo Rotella.

È importante che la mostra fermi l'orologio appena prima dell'avvento dell'Arte Povera: mentre in tutta Italia si autocelebra come unica espressione degna di nota del secondo '900, «Da Bacon ai Beatles» insinua almeno il dubbio che così non sia stato. Accanto a dipinti e sculture rintracciati con rigore filologico, fondamentale è la colonna sonora, senza la quale la mostra non è completa. Dai primi brani registrati da Elvis Presley nel 1954 allo scioglimento dei Beatles, avvenuto nel 1970 dopo Let It Be, gli esordi in questo quindicennio sono poderosi: dai Pink Floyd ai Doors, dai Velvet a Dylan, giusto per citarne alcuni. Le note viaggiano così assieme alle immagini, in un tempo in cui arte e rock andavano a braccetto nel tentativo utopistico di cambiare il mondo.

 

I BEATLESBEATLESPaul e John visti da David Bailey elvis presleythe doorsbob dylan david hockney

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...