rapiniamo il duce

LA ROMA DEI GIUSTI – FINO A META’ FILM MI HA DIVERTITO MOLTO “RAPINIAMO IL DUCE”, SCRITTO E DIRETTO DA RENATO DE MARIA CON PIETRO CASTELLITTO, MATILDA DE ANGELIS, TOMMASO RAGNO, ISABELLA FERRARI, FILIPPO TIMI, CHE SU NETFLIX USCIRÀ IL 26 OTTOBRE. DIVERTENTE MACCIO CAPATONDA CHE FA UN CAMPIONE DI AUTOMOBILISMO PIPPATISSIMO. NON CAPIAMO PERCHÉ INSERIRE CONTINUAMENTE CANZONI MODERNE, COME “SE BRUCIASSE LA CITTÀ” SU SITUAZIONI STORICHE PUR BEN RICOSTRUITE…" - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

RAPINIAMO IL DUCE

Come vanno le cose al Festival di Roma? Direi bene, anche se non vedo grandi cose, ma una valanga di film e serie che vedremo, presto o prestissimo, più in streaming che in sala. Ma va bene anche così, anche perché non è che ci sia tutta questa differenza, ormai, tra i film, soprattutto italiani, pensati per la sala e quelli pensati per lo streaming. Ahimè. Intanto due buone notizie. “Il colibrì” di Francesca Archibugi con Pierfrancesco Favino e Berenice Bejo, uscito ieri al cinema, è andato piuttosto bene.

 

134 mila euro con 20 mila spettatori in 428 sale, cioè 48 spettatori a sala, secondo posto dietro il potente ultimo capitolo della saga di “Halloween”, cioè “Halloween Ends” con Jamie Lee Curtis, 142 mila euro con 19.520 spettatori per 286 sale, 68 spettatori a sala. Il pubblico di Prati-Pinciano-Salario, insomma, anche per mandar giù il nuovo governo della Meloni, ha fatto qualcosa di sinistra e è andato al cinema a vedere il film dell’Archibugi con Favino e Nanni Moretti, che promette di andare un filo meglio di “Siccità” di Paolo Virzì, ieri ottavo con 25 mila euro dietro i 45 mila euro di “Dante” di Pupi Avati, quinto, col suo pubblico di anziani, mentre l’innovativo e curiosamente morettiano al femminile “Amanda” di Caterina Cavalli con Benedetta Porcaroli si è piazzato 15° con 8 mila euro di incasso.

 

RAPINIAMO IL DUCE

Da parte sua, e questa è la seconda buona notizia legata al Festival di Roma, Nanni Moretti ha aperto al neo-Presidente Gianluca Farinelli e al neo-Direttore Paola Malanga le magiche porte del Nuovo Sacher, che stava diventando il parcheggio dell’adiacente e ben più vitale Cinema Troisi al Festival del Cinema di Roma e ha cominciato, proprio ieri sera con “Il colibrì”, a proiettare una selezione di film del Festival tutti scelti dallo stesso Moretti. Si vedranno, in pratica, fino al 25 ottobre, cioè fino a due giorni dalla fine del Festival, i migliori film della rassegna, ampliando e allungando gli spazi e i tempi della rassegna. Anche se, continuo a osservare, che molti di questi film del Festival sono già previsti in streaming tra pochi giorni.

 

 

RAPINIAMO IL DUCE

A cominciare dal film che ho visto stamane, e che passerà al Nuovo Sacher lunedì 17 alle 16, 30, cioè “Rapiniamo il duce”, scritto e diretto da Renato De Maria con Pietro Castellitto, Matilda De Angelis, Tommaso Ragno, Isabella Ferrari, Filippo Timi, ma che ha prodotto Angelo Barbagallo per Netflix Italia e su Netflix uscirà il 26 ottobre. Come mi è sembrato? Fino a metà film mi ha divertito molto.

 

Una sorta di “Freaks Out” di Gabriele Mainetti meno ambizioso e decisamente meno ingenuo, con una ricostruzione visiva della Milano occupata dai repubblichini di Salò piuttosto riuscita e dei bellissimi ambienti illuminati da Gianfilippo Corticelli Pietro Castellitto e Matilda De Angelis, coppia sul set e nella vita, credo sia ancora così, giovani, belli, adorabili, fanno quasi un film a parte. Che vorrei vedere magari più sviluppato. Lui si muove con grazia e intelligenza, lei canta benissimo “Paint It Black” in versione italiana e si divide tra le braccia del giovane ladro e amante Castellitto e quelle avide del gerarca fascista Achille Borsalino di Filippo Timi, torvo e senza cuore, a sua volta sposato con la perfida attrice del cinema dei telefoni bianchi Nora Cavalieri, cioè Isabella Ferrari.

 

Ma aggiungono non poco pepe alla vicenda l’ormai onnipresente, ma continua a piacermi sempre, Tommaso Ragno come braccio destro del ladro Castellitto, un divertente Maccio Capatonda che fa un campione di automobilismo pippatissimo e dalla parte giusta della storia, un Maurizio Lombardi che fa un divertente e svaporato regista di Salò più simile a un Mario Bolognini o a un sub-Visconti che a un Fernando Cerchio, come era nella realtà. De Maria si diverte anche con qualche citazione del cinema del Ventennio.

RAPINIAMO IL DUCE6

 

Qual è il primo nudo del nostro cinema? Quello di Clara Calamai in “La cena delle beffe” o quello dell’oscura Vittoria Carpi in “La corona di ferro” di Alessandro Blasetti? Eppure, a un certo punto, il film perde di interesse e non riesce più a muoversi con la stessa freschezza iniziale. Non so. Magari per colpa della storia un po’ pesante, con le torture ai partigiani, col gerarca Timi, magari per le divagazioni sui personaggi.

 

rapiniamo il duce 2

Ma se De Maria ha la cultura e l’età per poter parlare di un film ambientato nella Milano del 1945, non ha poi la sfrontatezza necessaria di un giovane regista nel muoversi liberamente con modelli più moderni di cinema. E allora non capiamo perché inserisce continuamente canzoni moderne, come “Se bruciasse la città” su situazioni storiche pur ben ricostruite. Così si perdono i pur divertenti innesti comici di Maccio Capatonda in una storia che in fondo ha una base storica credibile. Magari il problema è che De Maria, come altri registi italiani, non è adatto al cinema comico-picaresco di matrice storica. Non ha la leggerezza necessaria.

 

E davvero ci dispiace che il film non funzioni fino in fondo come avremmo sperato, perché per parecchio tempo ci illude di aver fatto un piccolo miracolo, di averci portato non dico ai tempi di “La marcia su Roma” di Dino Risi, ma almeno di “Telefoni bianchi”. Ma Pietro Castellitto e Matilda De Angelis si muovono benissimo su questi set e già mezza magia è compiuta.

rapiniamo il ducerapiniamo il duce 3

 

rapiniamo il duce 1

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”