IBRACADABRA, UN GOL NELLA PORTA DEI SOGNI - LA ROVESCIATA DI ZLATAN IN SVEZIA-INGHILTERRA NELL’OLIMPO DEI “COLPI” PIU’ BELLI DI SEMPRE - ATTENTI PERO’: L’HA SEGNATO IN UN’AMICHEVOLE! - IL GOL PIU’ BELLO DELLA STORIA DEL CALCIO RESTA IL “COAST TO COAST” DI MARADONA CONTRO GLI INGLESI IN MESSICO NELL’86 - ERA UNA SFIDA MONDIALE CON L’OMBRA DELLE FALKLAND E INSIEME A DIEGO C’ERANO TUTTA L’ARGENTINA E NAPOLI…

1 - IL WEB IMPAZZITO PER IL GOL CAPOLAVORO DELLO SVEDESE "ZINGARO" CHE OSCURA ANCHE LA RETE DI MARADONA NELL'86...
Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

Noi siamo in poltrona. Davanti a un computer. Facciamo clic. Riavvolgiamo una, due, dieci volte lo stupore. Un dettaglio. Un'inezia. Play. Rewind. Ibrahimovic intanto è sempre in volo. Altrove. Nel parco della luna. Che giochi in uno stadio vero o ritorni adolescente in una piazza, Zlatan lo zingaro recita da apolide. Ieri l'hanno ammirato decine di milioni di occhi. Appoggiati sull'irrealtà di una rovesciata (quella del suo quarto gol in Svezia-Inghilterra 4-2) che è al tempo stesso gesto folle, azzardo da esperto viaggiatore di commercio, certificazione dell'immortale lampo del pallone e rimpianto per aver visto l'ennesimo talento emigrare altrove.

Ora Zlatan, Zlatan l'insopportabile, quello che mulina gambe e parole, reazioni, isterismi e pugni per riservare l'unica carezza della sua perenne guerra con il mondo alla sola sfera da sfiorare, dirigere, consultare, ha spostato il suo circo a Parigi. Le tende piantano paletti nella memoria e poi si trasferiscono.

Il gol più bello in assoluto non esiste. Può essere casuale e immeritato, ma a contare davvero, è solo la cornice. Se Gaetano Calil illumina a Crotone, nessuno lo saprà. Meglio una partita antica. Un filmato in bianco e nero. Una finale. O un oggettivo miracolo in cui fondere storia e sport, revanche, sangue, retorica e sudore.

Così la meraviglia di Ibrahimovic finirà in qualche compilation di Youtube, ma mai attraverserà le epoche come il coast to coast di Diego Maradona in Argentina-Inghilterra duellata a Città del Messico nel 1986. Vinse Diego, da solo, per 2-1. Anche Maradona segnò come Ibrahimovic tutti i gol della sua squadra, ma dietro, non aveva qualche infreddolito spettatore di Stoccolma né l'impalpabile plauso del web. Aveva l'Argentina. La mano di dio. Il destino della vendetta.

Nel riconoscimento della plastica rappresentazione di un capolavoro, incidono portieri e teatri, importanza della gara e posta in gioco, gusti personali, valutazione della difficoltà e fruizione della visione. In assoluto è complicato sostenere che Ryan Giggs (nel '99 in Fa Cup opposto all'Arsenal ) avesse segnato un gol meno bello dell'omologo di Maradona (quasi un clone) che l'incoscienza di Roberto Pruzzo nel dicembre '83 a Torino in Roma-Juve 2-2 non avesse, con un'altra rovesciata, sfidato le leggi della fisica o che il tacco di Roberto Mancini in Parma-Lazio, 1999, quelle della perfezione.

Un angolo in cui infilarsi. La quadratura perfetta. L'arbitro che invece di sporcare con un fischio "annullato!" la sospensione dell'istante (accadde a Pablo Daniel Osvaldo in Roma-Lecce dello scorso anno) lascia correre. Convalida. Permette alla statistica di avanzare, alle hall of fame di avere un senso, alla nostra smania di catalogare, di incasellare l'emozione in un almanacco. C'è chi con il bello convive (Leo Messi) e con i suoi soli gol tra pallonetti, veroniche e tiri al volo può già stilare un saggio, e chi come Wayne Rooney non ha più trovato il tempo in aria.

Gli successe in un lontano derby con il City. Una gamba dritta. L'altra flessa. Il punto di impatto calcolato al millesimo. Le teste dei difensori alla giusta distanza. Gol. Da allora riprova il gesto, imita e si applica, ma non replica. Per fortuna il calcio è materia per qualche miliardo di lucidi folli. Da Rotterdam a Timor Est. Per leggende e bagliori smarriti. Nostalgie e certezze scolpite. Piola, Eusebio, Pelé, Gigi Riva, Platini, Van Basten che supera Dasaev, Ronaldo a Torino e tutto il resto della storia. Ibrahimovic li accompagna. Ma quella volta in Puglia, Joao Paulo segnò da 60 metri. Era Bari-Bologna. Finì tanto a poco. Il portiere emiliano si chiamava Valleriani. Il ricordo dorme. E per i gol ("Scusa Ameri, qui Ciotti") si aspettava 90° minuto.

2 - L'ULTIMA ROVESCIATA DI IBRA "IL GOL PIÙ BELLO DELLA STORIA"...
Massimiliano Nerozzi per "la Stampa"

Il più mancino dei tiri è una rovesciata, di destro, che Zlatan Ibrahimovic s'inventa a 25 metri dalla porta, cioè fuori dal quartiere dei tiri carpiati: l'acrobazia è roba d'area di rigore, unica via d'uscita nel traffico dell'ora di punta, quando puoi dare un calcione rubato all'amato taekwondo, e non sarebbe stata la prima volta. S'è invece avvitato in mezzo al campo. «Un'opera d'arte», ha riassunto il ct dell'Inghilterra affondata Roy Hodgson, con l'aria di chi era a spasso per il British Museum.

Arte concettuale: il solo averla pensata vale più dell'esecuzione atletica, pure strepitosa. Neppure John Huston, uno pagato per inventarsi sogni, s'immaginò una cosa simile per Pelé, in «Fuga per la Vittoria»: rovesciata, ma a pochi metri dal bersaglio. «Mai visto un gol così», ha confessato Steven Gerrard, nel ramo gol da lontano, critico piuttosto autorevole. Per il catalogo della mostra, ci hanno già pensato i tabloid: «Il gol più bello della storia del calcio». Che rimarrà fuori dai dieci più belli dell'anno per la Fifa: troppo tardi, selezione chiusa. L'arte sovversiva non è cosa da burocrati.

Dell'opera, la rovesciata di Ibra ha però la sublime inutilità, sul gong di un'amichevole, già vinta: l'arte per l'arte di Théophile Gautier. La bellezza come unico scopo. Un tipo banale, o solo più razionale, avrebbe stoppato il pallone e tirato, o dato un'occhiata a un compagno. Uno che è in empatia con chi brucia il rosso dei semafori, può seguire le regole? Qui siamo oltre il talento, che rende facili le cose difficili: nei paraggi del genio, che esplora nuove vie. E pazienza se il ct norvegese Egil Olsen: «Bella fatica, il portiere era a spasso per il campo». Il segreto è lasciar da parte la ragione, e ascoltare Cassano. «Solo un pazzo può fare un gol del genere».

 

LA ROVESCIATA DI IBRAHIMOVIC CONTRO L'INGHILTERRADIEGO ARMANDO MARADONA jpegROBERTO MANCINIpele'riva gigiMARCO VAN BASTEN

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