OLTRE A SAL DA VINCI, C’È UN ALTRO “VINCITORE” DI SANREMO: TONYPITONY – IL CANTANTE MASCHERATO DA ELVIS CONQUISTA IL PUBBLICO, TRIONFANDO NELLA SERATA COVER INSIEME A DITONELLAPIAGA E PORTANDO UN PO’ DI BRIO IN QUESTA MOSCISSIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL – MIRELLA SERRI: “IRRIVERENTE, SCORRETTO, GORGHEGGIA SU TEMI COME "CULO" E "DONNE RICCHE". TRA IRONIA E TURPILOQUIO È IL SORPRENDENTE CHECCO ZALONE DELLA CANZONE ITALIANA?” – FRANCESCO MERLO: “È ALLEGRO E STRAMBO MA NON È GOFFO, NON ESIBISCE TATUAGGI E AMBIGUITÀ SESSUALE, NON FINGE DI RUBARE BACI PROIBITI, NON PREDICA E NON DÀ LEZIONI DI MORALE, DI POLITICA INTERNAZIONALE, DI PACIFISMO” – GINO CASTALDO: “È UN CORTOCIRCUITO VIVENTE E MILITANTE”… - VIDEO
1 - SORPRESA, TONY PITONY SA CANTARE
Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”
Caro Merlo, Tony Pitony che, con gli occhialetti e la cuffia alla Elvis Presley, canta (non a Sanremo) "Mi piacciono le nere, non sono razzista", è arrivato vittorioso sul palco del festival nella serata delle cover. Assieme a Ditonellapiaga, ha duettato alla grande su "The Lady is a Tramp". Di Tony si sa che è siracusano, si chiama Ettore Ballarino è nato nel 1996, ma molto poco si conosce della sua vita.
Irriverente, scorretto, gorgheggia su temi come "Culo" e "Donne ricche". Tra ironia e turpiloquio è il sorprendente Checco Zalone della canzone italiana?
Mirella Serri
Risposta di Francesco Merlo
Lasciandolo agli esegeti, che, se il successo non è un abbaglio, presto lo intontiranno come intontirono Zalone, mi limito a dire che Fiorello, che sa essere generoso, ne aveva già capito ed esaltato il talento. Tony Pitony, un nome che sembra un grido, non c'entra nulla con Sanremo, e infatti non dice commosso "mi avete regalato un'emozione incredibile".
È allegro e strambo ma non è goffo, non esibisce tatuaggi e ambiguità sessuale, non finge di rubare baci proibiti, non predica e non dà lezioni di morale, di politica internazionale, di pacifismo. Starebbe bene in The Singers, che qui abbiamo scelto come gara canora anti Sanremo, il bar dove il più cinico e stropicciato dei bevitori di birra direbbe di lui: "I'll be damned. The little bastard can sing. Che io sia dannato il piccolo bastardo sa cantare".
2 - TONYPITONY, UN ELVIS MASCHERATO E SCORRETTO
Estratto dell’articolo di Barbara Visentin per il “Corriere della Sera”
C’ era chi non lo aveva visto arrivare, né sentito nominare, ma per molti l’ospite più atteso della serata cover di Sanremo era proprio lui, TonyPitony, l’Elvis mascherato e scorretto che con Ditonellapiaga venerdì è salito sul palco, ha dato vita a uno show degno di Broadway e si è preso la vittoria.
Canto, ballo, recitazione, tutto condensato in pochi minuti e tutto di ottimo livello per uno dei personaggi più acclamati, chiacchierati e discussi degli ultimi mesi. Discusso perché, come saprà chi ha sentito almeno uno dei suoi cavalli di battaglia, i testi di TonyPitony abbondano di volgarità. Fra «Donne ricche» o «Mi piacciono le nere» il repertorio offende tutti per non offendere nessuno, sostiene lui, spesso paragonato agli Elio e le Storie Tese o agli Skiantos.
[…] Tony, […] più che un cantante si considera un attore e fra i suoi riferimenti, come ha detto al Bsmt di Gianluca Gazzoli, cita Jim Carrey e Andy Kaufman. Le doti da performer, si è visto, non gli mancano, né la voce. E infatti, da alcuni mesi, ha scalato le classifiche, dominato gli streaming e collezionato sold out, «espugnando» dal basso un mercato musicale che, sostiene lui, con testi «seri» non l’avrebbe mai notato. Il suo tour estivo ha già venduto oltre 130mila biglietti e da ieri si è aggiunta anche una maxi data agli I-Days di Milano, il 4 settembre. Ma ora che anche il pubblico nazionalpopolare sa chi è TonyPitony, è solo l’inizio.
3 - COSA RESTERÀ DI TONYPITONY
Estratto dell’articolo di Gino Castaldo per “la Repubblica”
Cosa resterà di questo festival? Al di là di numeri, confronti, pagelle, amenità, bizzarrie, finte profanazioni, conferme, aspirazioni e altre solite cose, aggiungerei la definitiva consacrazione del cortocircuito come normale strumento espressivo. […]
Di questo festival rimarrà TonyPitony, che è un cortocircuito vivente e militante, rimarrà la felicità di Sal De Vinci, che è un cortocircuito di vita, gli incontri riusciti e mancati tra padri e figli, e infine rimarrà il festival stesso che di cortocircuiti si è nutrito per decenni con noncuranza e sommo dispregio di ogni rischio. "Ho un progetto incentrato sul mandolino elettrico", mi dice un signore che mi ferma in una delle affollate stradine che circondano l'Ariston. "Potrebbe aiutarmi?". La risposta è un po' cruda, ma inevitabile: "Io no, ma si rivolga all'ufficio cortocircuiti del festival".
tony pitony e ditonellapiaga
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