michela murgia amadeus

“SANREMO 2020? MASCHILISTA, SESSISTA, IPOCRITA” - QUANTO CI MANCAVA L’INVETTIVA "FEMMI-NAZI" DI MICHELA MURGIA: “IL FESTIVAL È SEMPRE STATA UNA CORNICE SESSISTA E SOPRATTUTTO IPOCRITA. RIVENDICALO E DICI: ‘SIAMO TRADIZIONALI E PATRIARCALI’. E BASTA CON QUESTA STORIA DEL POVERO AMADEUS. LO TRATTIAMO COME UN FIGLIO CON DEI LIMITI. LA PARTECIPAZIONE DI FRANCESCA SOFIA NOVELLO? E’ STATA INVITATA IN QUALITÀ DI ACCESSORIO DI UN UOMO FAMOSO E…” - VIDEO

MICHELA MURGIA A “L’ASSEDIO”

https://it.dplay.com/playlist/l-assedio-puntata/45541/stagione-1-ep-9-michela-murgia-un-sanremo-sessista-intervista/

MICHELA MURGIA

 

Marco Leardi per https://www.davidemaggio.it/

 

Il Festival di Sanremo è appena terminato. Quello delle assurdità, invece, è ancora in corso. Ne abbiamo avuto riprova ieri sera, assistendo all’intervista rilasciata a L’Assedio – sul Nove – da Michela Murgia. Stuzzicata dalla conduttrice Daria Bignardi, la scrittrice ha sparato a zero sulla kermesse condotta da Amadeus, definendola “maschilista, sessista, ipocrita“. E molto altro. In pochi minuti, l’intellettuale sarda ha inanellato una serie di giudizi filtrati dall’ideologia, a nostro avviso fuori alla realtà.

MICHELA MURGIA

 

Cominciamo proprio dalle dichiarazioni della scrittrice, in riferimento all’ormai nota polemica sulle donne. Reggetevi forte:

 

“Era un Sanremo maschilista, ma proprio sessista! È sempre stata una cornice sessista, ma mai come questo. E soprattutto ipocrita come questo. Rivendicalo e dici: ‘noi siamo tradizionali e patriarcali’. E poi basta con questa storia del povero Amadeus. Lo trattiamo come un figlio con dei limiti, è brutto. ‘Non voleva, non intendeva, non lo ha fatto per male….’. Nelle sue cose è bravissimo, ma nel momento in cui fai quella gaffe, non è che devi arrampicarti sugli specchi. Ti rispetto di più se dici: ‘ho detto una caz*ata, mi è sfuggita’. E mi sta bene“.

MICHELA MURGIA

 

Accidenti. Chissà che shock, per i telespettatori sintonizzati, scoprire che la manifestazione nazional-popolare per eccellenza, quella che ha intrattenuto generazioni di italiani, è in realtà una pericolosa ostentazione di maschilismo, una cornice sessista da cui occorre prendere le distanze. Il buon senso, fortunatamente, ci dice che non è così: in 70 anni, sul palco dell’Ariston sono salite anche donne emancipate ed affermate come Antonella Clerici e Maria De Filippi. Per non parlare delle tante cantanti che in quel teatro hanno dato prova di talento e di carattere.

 

Altrettanto discutibile, il giudizio della scrittrice su Amadeus, che a nostro avviso non aveva commesso alcuna gaffe. E che quindi non avrebbe nemmeno dovuto giustificarsi. Su Francesca Sofia Novello, infatti, il conduttore aveva semplicemente detto la verità (riferendosi – ricorderete – alla sua discrezione nel rapporto con il fidanzato famoso), ma in uno contesto mediatico ossessionato dal politicamente corretto le sue affermazioni sono state trasformate in un motivo di polemica gratuita.

 

francesca sofia novello 2

Proprio sulla Novello, Michela Murgia ha affermato: “E’ stata invitata in qualità di accessorio di un uomo famoso. Penso sia grave, perché quel palco è quello della trasmissione più vista in tutto il Paese nell’arco dell’anno. È un luogo dove si mette in scena una rappresentazione sociale. Se la tua idea della donna è ancora quella che sia l’accessorio di un uomo, e se non fosse chiaro lo chiarisci (…) quella roba lì, le ragazzine la sentono. Quelle che non sono d’accordo si sentono frustrate (…) quelle che non hanno un’idea chiara del ruolo della donna in questa società dicono: ‘per arrivare in un punto visibile devo avere accanto un uomo più visibile di me‘”.

MICHELA MURGIA

 

Dichiarazioni rispetto alle quali rintracciamo una chiara componente ideologica, legata ad un tipo di femminismo che – purtroppo – nuoce spesso alle donne stesse. Biasimare il fatto che una modella possa beneficiare della propria avvenenza o del proprio legame con un persona che è anche famosa, non è in fondo una discriminazione? O forse esiste un modello di donna à la page a cui le signore dovrebbero omologarsi per ottenere il placet della scrittrice? Ancor più assurdo sostenere che, nel 2020, una ragazza abbia bisogno di Sanremo per ricevere riscontri sul ruolo della donna. Questo sì, è anacronistico, ‘patriarcale’, offensivo da credersi.

 

AMADEUS CON LA PARRUCCA

“Il sessismo in questo Paese è una cosa serissima, compromette il giusto diritto alla piena realizzazione di metà della cittadinanza“ ha poi affermato Murgia. E qui siamo ovviamente d’accordo. Infatti, avremmo preferito che questo tema delicato non fosse scomodato per sorreggere una polemica pretestuosa che il pubblico ha ampiamente scansato e che, tuttavia, continua a rimbalzare tra le mura di qualche salotto (televisivo) con un sottile egotismo camuffato dal pretesto della lotta sociale.

stefano coletta francesca sofia novello conferenza stampa sanremo

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…