vessicchio-3

1. “NON PUO’ FINIRE COSI’. E BAUDO CAMBIO’ ‘CON TE PARTIRO’ DI BOCELLI” – IL MAESTRO BEPPE VESSICCHIO RICORDA L'ERA DI ‘SUPERPIPPO’ A SANREMO: "LUI PIU' PRESENTE DI BAGLIONI E CONTI. IL SUO ATTACCAMENTO ALLO SHOW NON HA EGUALI. POSIZIONAVA PERSINO I FIORI - E POI I PARTITI CHE LO CERCANO, LA TRAP ("NIENTE DI NUOVO, È UN GENERE DEL 1830”), 'AMICI' ("NON PRODUCE PIU’ NULLA"), ‘GIGGI IL BULLO’, LA BARBA (“ME LA TAGLIEREI SOLO PER...”) - VIDEO

 

Claudia Casiraghi per “la Verità”

 

Beppe Vessicchio avrebbe dovuto fare l' architetto. Lo aveva promesso al padre, in quel parlare astratto che la coscienza individuale finisce per caricare di significati concreti. «Ventenne, mi barcamenavo tra la vita di studente, di giorno, e  quella di musicista, la notte. Mio padre, una mattina, mi rimbeccò.

 

pippo baudo peppe vessicchio

"Io ti vedo distrutto, sei sicuro che una volta laureato farai l' architetto?". "No", risposi. "Ma allora sei scemo", mi disse lui, e allora capii che aveva ragione». Vessicchio, quel giorno, si liberò dalla tirannia del pezzo di carta e si dedicò alla musica, che negli anni gli avrebbe portato fama e onori. Avrebbe vinto Sanremo quattro volte, come direttore d' orchestra, scritto per e con Gino Paoli, partecipato ad Amici di Maria De Filippi. Avrebbe visto la sua barba, bianca e lunga, diventare un meme. «Me la taglierei solo per una causa di rilevanza sociale», racconta oggi, presentando un progetto insolito.

Dalle 17.45 del 15 dicembre, su Dea Kids (canale 601 di Sky), Vessicchio sarà parte di Monstershop: una sketch comedy per bambini dalle tinte horror.

vessicchio

 

Com' è nato il progetto?

«Me n' è arrivata richiesta tramite l' Antoniano di Bologna. Recito e mi occupo della sigla».

 

Lei si occupa anche dello Zecchino d' Oro. Che rapporto ha con il pubblico più giovane?

«Ho iniziato a fare musica in tv negli anni Ottanta, accattivandomi, attraverso programmi che giocavano sulla memoria e la nostalgia della musica napoletana, un pubblico di nonne. Con Amici, più tardi, sono arrivati i ragazzini, ma i bambini sono speciali».

 

Perché?

baglioni vessicchio

«Perché non sono compromessi culturalmente. La prima, dannata azione che facciamo è quella di proteggerci. Ma fino ai 15 anni le attitudini sono pure. Solo dopo, pensi a cosa ti converrebbe fare, che forse sarebbe più utile essere un medico. Nello stato d' infanzia, è ancora permesso coltivare sogni».

Abbandonarli, spesso, è frutto di una necessità sociale precisa.

«Penso sia frutto, piuttosto, di un vizio culturale. Trovare una collocazione sociale è necessario, ma spesso per una forma di affezione ai principi familiari, o per non contraddire le aspettative altrui, facciamo cose che non vorremmo. È meglio un batterista felice di un medico frustrato».

I talent però oggi insegnano che il talento, anche se grezzo, può riscattare una vita mediocre.

«Lo fanno. E, almeno in ambito musicale, il talento allo stato brado funziona. Solo che non prepara alla vita. Coloro che restano allo stato brado possono cavalcare l' onda oggi e domani esserne sopraffatti. Conoscendo la musica, invece, non sarai sulla cresta dell' onda, ma avrai guadagnato un posto reale nel mondo che ami».

 

Beppe Vessicchio

Perciò Sanremo è ormai incapace di sfornare il fenomeno?

«Credo di sì. C' è una data precisa, che è il 2001, quando Giorgia ed Elisa gareggiarono per il primo posto, in cui si è avuta per l' ultima volta avvisaglia di due interpreti straordinari e di brani forti. Da quell' anno in poi faccio una fatica enorme a ricordare brani che abbiano lasciato il segno»

 

Eppure, il Festival continua ad avere un successo enorme.

«Televisivo, però. Dal punto di vista musicale, Sanremo non è più riuscito a scrivere la storia. In passato, Tutto quello che è un uomo di Sergio Cammariere non vinse e non vinsero Zucchero o Vasco, ma lasciarono una canzone. Oggi anche quelli che vincono, faticano a fare altrettanto. È tutto improntato alla ricerca dell' effetto momentaneo: è tutto trap, tutto rap».

 

Cosa ne pensa della trap?

«Non è niente di nuovo. Di primo acchito potrebbe sembrare sorprendente, ma se prendiamo la storia della musica troviamo che espressioni simili sono già esistite.

Il rap esisteva nel 1830. A Napoli, in piazza Mercato, erano indette gare di freestyle. C' era un bussolotto, l' obbligo di utilizzare un certo tipo di rima e un tema da seguire. E c' era una melodia da creare».

 

vessicchio-3

Nel 1982, recitò in Giggi il bullo di Marino Girolami. Perché smise?

«Quello fu il riflesso di un' altra attività. Per avere l' opportunità di suonare, da giovane, entrai in una compagnia teatrale. A un certo punto, uno dei componenti del gruppo andò via. Mi chiesero di rimpiazzarlo e, quando capirono di poter risparmiare la paga di un attore, la cosa andò avanti».

 

Al cinema come ci arrivò?

«Si creò un' opportunità professionale, ci vollero in un film. Allora, partecipai anche a dei programmi tv, come attore e cabarettista. Però soffrivo il fatto di sottrarre tempo e attenzioni alla musica. Così, come fanno i collaboratori domestici, diedi i miei 30 giorni di preavviso. Fu la loro fortuna e la mia, perché loro trovarono un altro e di lì a poco diventarono i Tre Tre».

 

Cinema e tv, negli anni, non l' hanno mai corteggiata?

«Mi cercano per le pubblicità. Le richieste di partecipazione ai programmi sono tante, ma è difficile che vada. Penso che la coerenza abbia un costo».

 

Perché, all' epoca, disse sì a Maria De Filippi?

peppe vessicchio alba parietti

«Le dissi sì nel 2001, il programma si chiamava Saranno Famosi. Mi chiesero se potesse farmi piacere partecipare all' ipotesi di una scuola d' arte. C' era Bruno Voglino, tra i più importanti capistruttura di Rai 3. C' era l' ipotesi di tirare dentro Galimberti. Si parlava di personaggi con uno spessore culturale enorme».

 

Oggi quel potenziale non c' è più?

«Amici non è più lo stesso di allora. In televisione, come dice la signora De Filippi, per resistere è necessario saper cambiare pelle. E Amici, quanto a numeri, va bene. Solo, trovo sia un po' di tempo che non produce più niente, che vive una sorta di stanchezza».

 

Ha ricevuto offerte politiche?

VESSICCHIO

«Sì, e ho troncato le trattative sul nascere. Mi hanno cercato da tutte le parti. Cosa, questa, che non fa che aumentare lo stato di confusione. Mi sembra che ultimamente si sia più vittime degli schemi dell' organizzazione che protagonisti delle idee».

 

Il binomio Vessicchio-Sanremo non la stanca mai?

«Continuano a chiedermi se farò Sanremo e la verità è che non lo so, né so cosa augurarmi. Sono le case discografiche che mi invitano, a seconda dell' artista inserito in gara. Fossi un calcolatore, potrei augurarmi di non essere chiamato così che tutti potessero rincorrermi».

 

VESSICCHIO

Cosa ricorda dei Festival di Pippo Baudo?

«Ricordo l' attaccamento al programma. Quando cominciava il Festival, dal primo giorno di prova, Baudo era a Sanremo. I conduttori più recenti arrivano gli ultimi giorni».

 

Si riferisce a Carlo Conti e Claudio Baglioni?

«Sì, come attaccamento allo show, Baudo non ha eguali. Ascoltava tutte le prove, sin dalla prima, e correggeva. Ricordo che Bocelli, in Con te partirò, non aveva il finale. Baudo, quando scoprì sul palco come sarebbe finito il brano, si indignò: "Non può finire così". Tornarono in studio di registrazione e aggiunsero una chiusa. Pippo sceglieva fin come dovessero essere disposti i fiori. Era il padrone di casa, direttore artistico a tutti gli effetti».

VESSICCHIO 8

 

Non sente mai la mancanza di un programma tutto suo?

«È una cosa di cui stiamo parlando. Sto lavorando a un progetto che vedremo se destinare alla Rai o ad altri: uno show di divulgazione musicale».

 

Ha scritto un libro: La musica fa crescere i pomodori. Le teorie che contiene ne saranno parte?

«Assolutamente. L' indagine dei valori naturali della musica è molto importante, perché potrebbe essere d' aiuto non solo alle vacche per ottimizzare la produzione del latte, ma agli esseri umani. Io sto collaborando con l' Ospedale oncologico di Paola, in Calabria. Attraverso una serie di mie sperimentazioni stiamo verificando se il sostegno sonoro, udibile o no, possa produrre qualcosa di buono. E abbiamo dei bei dati».

VESSICCHIOVESSICCHIOmaurizio costanzo invoca beppe vessicchiococonuda peppe vessicchiopeppe vessicchioVESSICCHIObeppe vessicchio beppe vessicchio 6Beppe Vessicchio e Sebastiano Somma Il maestro Beppe Vessicchio beppe vessicchio 3beppe vessicchio 4beppe vessicchiobeppe vessicchio 5fazio beppe vessicchio littizzettoil papillon arcobaleno di beppe vessicchiobeppe vessicchio

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...