salini foa

RAI: DI TUTTO, DI PUS! UNA SAXA RUBRA DEL NORD? FUOCO DI SBARRAMENTO DOPO L'OK DEL CDA USCENTE ALLA NUOVA MEGA SEDE DI PRODUZIONE DELLA TV PUBBLICA A MILANO. UN’OPERAZIONE ETERODIRETTA DALLA LEGA ALLE CUI INDICAZIONI IL PRESIDENTE FOA. NEI CORRIDOI DI VIALE MAZZINI MOLTI SI STUPISCONO SUL PERCHE’ L’AD SALINI (ROMANO) ABBIA CONSENTITO QUESTA MOSSA - ASSE TRA I CANDIDATI AL CAMPIDOGLIO: LA TV PUBBLICA DEVE RESTARE A ROMA

Barbara Jerkov per il Messaggero

 

foa salini

 Una Saxa Rubra del Nord. La notizia del via libera da parte del Cda Rai in scadenza di una nuova mega sede di produzione della tv pubblica a Milano ha terremotato la campagna elettorale per il Campidoglio. Perché è evidente che portare a Milano una fetta della produzione tv, rischia concretamente di impoverire l' industria dell' audiovisivo che vede in Roma la sua capitale.

 

marcello foa si sporge per vedere meglio elettra lamborghini 3

AZIENDA SORPRESA Anche in azienda, sussurrano i bene informati di viale Mazzini, c' è stato molto stupore sul fatto che l' ad Fabrizio Salini - romano - abbia consentito questa operazione eterodiretta dalla Lega, alle cui indicazioni, com' è noto, il presidente uscente, Marcello Foa, è assai sensibile. Sta di fatto che un' operazione messa in cantiere anni fa per razionalizzare le spese immobiliari della tv pubblica al Nord, ha finito per assumere i contorni di una scelta politica decisamente anti romana. E piombando in piena campagna elettorale per le comunali, la questione ha di fatto creato un inedito asse tra i candidati sindaco già in campo.

marcello foa foto di bacco

 

«La Rai non può fare a meno di Roma», avverte la sindaca uscente, Virginia Raggi. «È qui che l' Italia si incontra, lavora, sogna, mostra le sue bellezze. È la capitale di tutti gli italiani, quella città che riesce a mettere insieme tutti perché tutti noi, in ogni parte del nostro paese, abbiamo un ricordo legato a Roma. Il Messaggero ha lanciato un allarme: il cda della Rai starebbe dirottando ingenti risorse economiche altrove, dimenticandosi di investire nella città che accoglie gli studi, gli uffici e la stragrande maggioranza dei lavoratori.

 

Questo, lo dico senza alcuna diplomazia, non è accettabile».

marcello foa foto di bacco

«La tv pubblica - continua - ha il suo cuore qui, al centro dell' Italia, ed è qui che si concentrano le risorse legate al mondo dell' audiovisivo, dall' industria del cinema a quella delle grandi produzioni televisive.

 

Roma è la città della ripartenza. Investire su Roma significa investire sull' Italia intera. La Rai custodisce eccellenze di cui l' Italia può andare orgogliosa. Vanno preservate e rilanciate».

 

Roberto Gualtieri, l' ex ministro candidato del Pd, non è da meno: «Monitoreremo con attenzione i passi della Rai», avverte. «Un conto è razionalizzare la presenza a Milano, altro sarebbe compiere scelte strategiche che certo non spettano a un Cda in scadenza. Roma è la capitale della produzione audiovisiva del Paese e questa sua leadership deve essere rafforzata. Sarà una delle mie principali priorità mettere in campo iniziative e proposte per consolidare il ruolo della città in un settore così strategico».

FABRIZIO SALINI

 

ECONOMIA DISTRUTTA Carlo Calenda rilancia e alza il tiro: «In questi anni Roma il tessuto economico è stato distrutto e nessuno lo ha difeso.

Le grandi aziende pubbliche e private, le banche e gli effetti del federalismo sulla centralità della capitale. Non è accettabile che se ne vada neanche un altro singolo pezzo. Anzi il mio lavoro prioritario come sindaco sarà quello di riportare le grandi imprese nella capitale.

Anche potenziando il rapporto con le università».

calenda raggi

 

marcello foa 4marcello foa 2foa

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)