corrado guzzanti mattia torre 9

GLI INTELLO’ SCUREGGIONI AL TEMPO DI RENZI - LO SCENEGGIATORE DI “BORIS”, MATTIA TORRE, SCODELLA UNA NUOVA SERIE SKY CON CORRADO GUZZANTI SU UN INTELLETTUALE DI SINISTRA CHE LA SERA DIVENTA UN COMICO TRUCIDO

Malcom Pagani per il “Fatto Quotidiano”

 

MATTIA TORRE GUZZANTIMATTIA TORRE GUZZANTI

Descritta dallo sceneggiatore Mattia Torre, la storia della nuova serie interpretata da Corrado Guzzanti in onda nei primi mesi del 2016 su Sky: "Un intellettuale di sinistra, il professor Bambea, un fine pensatore amato dal pubblico, abitualmente ospite di giornali e tv ha un incidente stradale.

 

Va in coma e quando si risveglia è diventato un grevissimo comico romano. Si esprime in modo trucido. Ha attacchi improvvisi che non riesce a controllare. Quando non riesce più a sopprimere la sua nuova identità, scappa di casa e intrattiene la gente nei cabaret di Roma.

 

Una badante rumena, l' unica a conoscere il suo segreto, si occupa di riportarlo a casa, ma è quando il caso diventa non più recintabile e l' entourage di sinistra che ne cura l' immagine inizia seriamente a preoccuparsi, che la crepa, la straordinaria separazione tra i due mondi, quello che lo applaude nei teatrini per un peto e quello che lo celebra mediaticamente per le sue opinioni da editorialista, si allarga a dismisura".

BORISBORIS

 

Mattia Torre, romano del '72, con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, scrisse Boris. Tre stagioni superbe per Fox, un film per il cinema in parte incompreso, la possibilità che Gli occhi del cuore, le cagne maledette e gli Stanis La Rochelle conoscano un inatteso ritorno: "Non credo che Boris sia morto, anzi. Con Giacomo e Luca ci siamo sempre detti che quando torneranno le condizioni che permisero l' esperimento, ci rimetteremo le mani". Loro erano gli sceneggiatori che giocavano a tennis, mentre i tuttofare di Manila scrivevano copioni.

 

Quanta verità c' era in Boris?

Era quasi un documentario. Raccontavamo un mondo che conoscevamo bene.

Smettemmo di scrivere perché non volevamo fare la fine di quelle serie in cui avverti chiaramente l' accanimento terapeutico. In realtà avevamo il puro e infantile desiderio di fare altro.
 

CORRADO GUZZANTICORRADO GUZZANTI

Da Boris nacque un vostro film prodotto da Wildside. E dallo stesso gruppo di lavoro l' anno scorso, Ogni maledetto Natale, alternativa d' autore al Cinepanettone.
Un film molto balcanico, festoso, con tanti personaggi e forse troppe cose dentro.
Non era un' operazione a tavolino, malo facemmo con l' idea di partecipare alla gara, di spaccare sul mercato, di non ricevere soltanto l' applauso della riserva indiana.

Invece?
Abbiamo avuto solo quello. Ed è frustrante perché in fase di scrittura ci siamo divertiti moltissimo e perché niente ci interessa di meno di dar vita a un prodotto autoreferenziale che parli a un pubblico che ha già le proprie certezze.

A scrivere Dov' è Mario si è divertito?
Come un pazzo. Corrado che è un amico, ma per me rimane soprattutto un monumento, mi scrive un sms: "Vuoi scrivere una serie con me?". Rispondo 'sì' e iniziano mesi di riunioni nel suo ufficio in cui lui fuma 50 sigarette al giorno e io che ho smesso da qualche anno soffro come un cane.
 

OGNI MALEDETTO NATALE 1OGNI MALEDETTO NATALE 1

Poi?
Abbiamo scritto a ritmi fordisti e ad agosto Edoardo Gabriellini ha iniziato a girare.
La serie prodotta da Wildside andrà in onda in primavera su Sky. Lavorare con Guzzanti è stato incredibile, ma mi sono sentito quasi inadeguato.
 

MATTIA TORREMATTIA TORRE

Non è solo un grande autore, ma è anche uno sceneggiatore sorprendente capace di scrivere 180 battute perfette in 4 giorni. In cuor mio, ed è un paradosso, speravo che la serie la scrivesse interamente lui.

È pigro?
È di una professionalità sconsolante. Ha il grande dono di non essere mai stato ideologico, è potente, sottile, rivoluzionario per quanto è intelligente, ma non soffre la retorica della prevedibilità.

È stato sul set?
Macché? Mi sono ammalato poco prima che iniziassero a girare. Mi hanno scoperto una cosa seria, ho dovuto passare un mese in ospedale e mi sento meglio di prima.

È stata dura?
Mi consideravo invulnerabile, mi sono dato una calmata. È stato un mese eccezionale, ho conosciuto gente incredibile, amici che mi rimarranno per la vita, medici umanamente inarrivabili, corridoi in cui parlare di emoglobina fra pazienti era la norma.

 

TORRE VENDRUSCOLO CIARRAPICOTORRE VENDRUSCOLO CIARRAPICO

Un microcosmo con venature esilaranti che mi ha fatto venire voglia di scrivere in chiave comica la vita quotidiana di un reparto di oncologia.

E lo farà?
Lo sto facendo. Mi sono reso conto di quanto era affascinante e teatrale quel posto, un luogo che come tutti gli ospedali vive di regole proprie, paure e ritualità molto buffe.
Lì la malattia è normale e si annulla. Nessuno ti dice mi dispiace. Ho raccontato in totale libertà e ilarità, anche la miseria umana delle piccole cose, gli aspetti minuscoli ma significativi.

Ha già un titolo?
La linea verticale. Dà l' idea dello stare, comunque, in piedi. È verticale la rabbia ed è verticale la speranza. Sono molto tentato di girarla, molto curioso di fare un salto.

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