SE MI LASCI NON TI CANCELLO, OVVERO QUANT’E DIFFICILE DIMENTICARE IL PROPRIO EX NELL’ERA DI INTERNET

Serena Danna per "Il Corriere della Sera"

L'eterno ritorno digitale dell'ex ha avuto la sua consacrazione romantica nell'ultima puntata della serie tv Girls, quando la protagonista Hannah, in preda a un attacco Ocd (disturbo ossessivo-compulsivo), video-chiama Adam, il fidanzato abbandonato mesi prima. E quello, trasformato nel principe di Brooklyn che deve salvare la principessa dalle sue paranoie, comincia a correre verso casa dell'amata, senza mai staccare gli occhi dall'iPhone che riflette il suo volto.

Quando, sfondando la porta, Adam entra in camera da letto, lei - nascosta sotto le lenzuola - sussurra: «Sei qui?». E lui, finalmente libero dal suo iPhone, sentenzia: «Sono sempre stato qui». Quanto di Facebook e Google ci sia in quell'avverbio dell'eternità usato con disinvoltura dal ventenne coprotagonista è immaginabile: nell'era dell'iPhone riuscire a liberarsi del proprio ex è una missione quasi impossibile.

La tesi arriva dall'ultimo numero del New York Magazine che racconta come - tra profili social, programmi di messaggistica istantanea e blog - spezzare il filo con l'amore finito sia diventato molto più difficile: «Tutti i miei ex vivono online - scrive Maureen O'Connor -, così le loro ex e gli ex delle loro ex. Mi porto dietro sul telefono mezzo Texas. Decine di soap opera che vanno in onda allo stesso tempo su dozzine di schermi differenti e di cui la protagonista sono sempre io».

Un classico da terapia di gruppo amicale per amori finiti è consigliare al neo-single un periodo di distacco radicale: nessun contatto fisico, verbale, cercando di evitare tutti i posti che conosce e che frequenta anche lui. Un'impresa destinata a fallire per chi online passa la maggior parte della sua giornata: lì una foto di lui/lei postata da un amico in comune, un suo pensiero retweettato dal collega o un rimando al blog sono sempre in agguato.

La brutta notizia è che non basta cancellare l'account da tutti i canali della rete. Poteva funzionare ai tempi della poetessa femminista Katha Pollitt, autrice del primo strepitoso saggio (pubblicato sul New Yorker nel 2004) sul cyberstalking del proprio ex. All'epoca i social network erano ancora affare da studenti Ivy League e non eravamo tutti inseriti in una rete di contatti che trascende le nostre scelte.

A Pollitt, che descrive con maestria quando, messa a nanna la figlia, si avventurava - senza apparente motivo - tra forum e siti per seguire le tracce dell'amore lontano, sarebbe bastata la forza di volontà. Convincere gli sconosciuti a non interagire con lui/lei online è più complicato.

Neanche il gesto estremo del «Seppuku» su Facebook e Twitter (termine giapponese che indica il suicidio dei samurai) può essere sufficiente. L'avviso sonoro del compleanno, l'apparizione improvvisa della playlist sul servizio di musica in streaming Spotify, il nome digitato tante volte che prende forma da sola nel testo del messaggio: nel sistema commerciale del web, che si basa prevalentemente su quello che i tuoi amici amano e sulla memorizzazione dei servizi (per migliorarli), l'amico/amica che hai amato di più e che più hai citato nella tua vita recente è peggio di uno zombie.

In attesa di vedersi riconosciuto il diritto all'oblio anche per le relazioni finite, si potrebbe prendere in considerazione l'analisi della comunicazione digitale fatta dal New York Magazine: «Quando comunichiamo con gli ex a volte il mezzo è il messaggio», scrive O'Connor rispolverando Marshall McLuhan.

Esempi proposti: un fidanzato o amante del passato fa «like» a un autoscatto postato online (nome in gergo Internet: «selfie»)? Ti considera ancora sexy. Ignora un sms alle due di notte (i messaggi inviati alla due di notte, malati di lavoro a parte, raramente sono di servizio)? Ti ha dimenticato. Retweetta i tuoi amici? Aveva sicuramente un ottimo rapporto con loro.

Uno studio dell'University of Western Ontario condotto su un campione di 107 neo-single tra i 18 e i 35 anni ha mostrato che l'88% monitora costantemente l'altro sul web e il 31% ha cambiato la foto del profilo per farlo ingelosire. Sbirciando il profilo Facebook della ex, a un amico di Maureen O'Connor è capitato però di trovare - mesi dopo la fine della storia - un'immagine inaspettata: loro due insieme abbracciati e felici (che nella semiotica NY Magazine vuol dire: «Non esce con nessuno, è ancora innamorata di te»). Tre settimane dopo i due sono tornati insieme. Vivranno per sempre felici e connessi.

 

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