mr marra - tommaso ricciardelli - sigfrido ranucci pulp podcast

"LE INDAGINI SULLA BOMBA PIAZZATA FUORI CASA MIA PORTEREBBERO AD AMBIENTI VICINO ALLA CAMORRA" - SIGFRIDO RANUCCI, OSPITE DI “PULP PODCAST” DI FEDEZ E "MR MARRA", PARLA DELLE 220 DENUNCE RICEVUTE: "MI HA QUERELATO GIORGETTI, SUA MOGLIE, LA SORELLA DELLA MOGLIE, FONTANA E SUA FIGLIA, INSOMMA HANNO FATTO L’ALL-INCLUSIVE" - LE ASSOCIAZIONI SEGRETE IN ITALIA: "QUELLE CHE FANNO PIÙ PAURA SONO QUELLE IMPENETRABILI. CI SONO VARIE 'PROFONDITÀ' DI SEGRETEZZA. SONO MOLTO FORTI E HANNO INFILTRATO LE ISTITUZIONI” - LA MORTE IMPROVVISA DELL'EX POLIZIOTTO CARMINE GALLO, AL CENTRO DELL'INCHIESTA SU "EQUALIZE": "SI È PORTATO VIA UN BEL PO' DI SEGRETI. A ME HANNO DETTO CHE..."

 

Comunicato stampa

 

mr marra - Tommaso Ricciardelli - sigfrido ranucci - pulp podcast

È disponibile da oggi, 7 aprile, una nuova puntata di Pulp Podcast, protagonista Sigfrido Ranucci, volto simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano e “Baluardo della libertà di stampa e di espressione.”, affiancato da Tommaso Ricciardelli.

 

Per la prima volta, nel corso dell’episodio, Ranucci entra nel merito dell’attentato subito, un episodio gravissimo: “il 16 ottobre alle 10:17 è esploso un ordigno che è stato messo davanti al cancello di casa che ha distrutto due auto, quella mia e quella di mia figlia, pochi minuti dopo che ero rientrato a casa, io mancavo da una settimana.

 

Quindi la cosa un po' anomale è la tempistica di questo fatto e ancora non si è capito bene la dimensione, la finalità dell’attentato perché da una parte era stato posizionato sulla spalletta del muro;

 

quindi, doveva tendere a esplodere verso l’esterno, non verso l’interno di casa, ma li c’erano due macchine a gas che se fossero esplose avrebbero buttato giù la palazzina. Non si è capito se sapessero delle macchine a gas o meno. Su questo sta lavorando la procura di Roma e da quello che ho capito le indagini stanno andando verso una direzione che porterebbe ad ambienti vicino alla camorra, legate alle inchieste che abbiamo fatto.”

 

libro sigfrido ranucci

Partendo dal libro “Il ritorno della casta”, il dialogo entra nel merito delle trasformazioni della giustizia e dei reati dei colletti bianchi, oggi drasticamente ridotti non perché sono più virtuosi ma perché “è stato messo in atto un modo di operare che ha reso più complicate le indagini”.

 

Dal libro che è un compendio di tutte le riforme della Giustizia da tangentopoli in poi, emerge tutto il conflitto tra politica e magistratura, e che il referendum non è altro che un tassello del nuovo ordine mondiale, dopo aver distrutto il diritto internazionale si punta a indebolire quello dei singoli paesi, perché magistrati scomodi e giornalisti liberi danno fastidio. 

 

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 10

Ampio spazio viene dedicato alla riforma Cartabia, definita da Ranucci “una delle leggi peggiori della storia d’Italia”. Entrata in vigore il 1 gennaio del 2025, i cui effetti saranno visibili in un paio di anni, prevede che molti reati che impattano sulla vita delle persone, se il procedimento dura più di due anni in Corte d’Appello e più di un anno in Cassazione l’imputato può uscire definitivamente dal processo:

 

“quello che la gente non sa è che la legge Cartabia gli consente, oltre a farla franca dal punto di vista giudiziario, anche dal punto di vista reputazionale, l’imputato può chiedere di rendersi anonimo nei confronti della magistratura e  dell’opinione pubblica. Pensate che effetto fa alla persona che lo ha denunciato, vederselo dopo 2 anni per strada”.

 

Ampio spazio è dedicato alla libertà di stampa e alle pressioni giudiziarie. Ranucci racconta delle 220 querele e denunce ricevute, tra cui il caso di Varese per una denuncia di Giancarlo Giorgetti: “MI ha querelato la moglie, la sorella della moglie, Fontana con la figlia di Fontana, insomma hanno fatto l’all-inclusive in questa vicenda. Quella con la figlia di Fontana è finita bene”.

 

sigfrido ranucci - report

Sul tema della libertà di stampa afferma: “Siamo uno dei paesi che ha pagato il prezzo più alto. 30 giornalisti uccisi dal dopo guerra a oggi per raccontare le mafie, i conflitti, il terrorismo nero e quello rosso. Abbiamo avuto 28 magistrati uccisi che cercarono di portare giustizia e verità.

 

Abbiamo 270 giornalisti che sono sotto tutela, 29 che sono sotto scorta” e poco dopo aggiunge “è uscito che ci sono 716 episodi di minacce nei confronti dei giornalisti del nostro paese. Abbiamo il record europeo”.

 

La conversazione entra poi nel cuore delle nuove dinamiche criminali e di potere, del caso Hydra.  Ranucci anticipa la puntata di Report del 12 aprile dicendo “Ci sono fotografie e fotografie”, anticipando il selfie pubblicato oggi da Report tra il rappresentante del clan Senese Gioacchino Amico e la premier Giorgia Meloni, e riflette sul fenomeno mafioso contemporaneo: “non ha più senso parlare di una mafia sola. Le mafie come ha testimoniato in maniera esemplare il caso della Lombardia,  si uniscono e fanno consorzio, un’associazione temporanea di impresa. Fino a quando riescono a gestire bene gli affari sono unite.” 

carmine gallo

 

Non manca una riflessione sull’informazione e sugli assetti editoriali: “Se io diventassi presidente del Consiglio la prima cosa che farei nell’ambito dell’editoria e direi la Rai si sa che è lottizzata …magari giornali come Repubblica, Corriere, Il Sole 24 ore metterei in prima pagina chi sono gli editori e i loro interessi. Così un lettore leggendo un articolo so che se tu sei interventista, a favore delle guerre perché magari  hai l’editore che fabbrica  armi…”.

 

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 1

La puntata entra anche nelle trasformazioni globali del sistema mediatico, con un focus su Jeff Bezos, Amazon e il Washington Post, tra fact checking sulle dichiarazioni di Donald Trump e successivi cambi di linea editoriale nel contesto di accordi miliardari. Si parla di “eugenetica dell’operaio” e di nuove forme di dominio economico e tecnologico.

 

Tra i passaggi più delicati anche quelli su massoneria e associazioni segrete: “diciamo che la massoneria è un po' più sgamata. Ma Il profumo di massoneria continua a farsi sentire, poi ci sono ordini che sono un po' più seri. Quelle che fanno più paura sono le associazioni segrete e impenetrabili. Ci sono varie profondità di segretezza. Alcune, che hanno origine e base nel sud Italia, sono molto forti e hanno infiltrato le istituzioni, quella trapanese ha origini da Licio Gelli”.

carmine gallo

 

E sul ruolo dei servizi segreti, con riferimento al caso di Carmine Gallo: “si è portato via un bel po' di segreti. A me hanno detto che la sua è una morte naturale.” Fedez si interroga se sia lecito avere dei dubbi viste le tempistiche della morte di Carmine Gallo avvenuta una settimana prima della sua testimonianza sul caso Farfalla.

 

Una puntata che attraversa i nodi più complessi del presente: giustizia, informazione, mafie, tecnologia e potere, e offre, come sempre, strumenti per leggere la realtà con maggiore consapevolezza.

licio gelli con il grembiulino

 

Disponibile da oggi, 7 aprile, su tutte le piattaforme.

massoneriacarmine galloMASSONERIA licio gellijuan domingo peron licio gellibomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 3

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