simonetta fiori

‘’LA TESTA E IL CUORE’’ - TRANQUILLI, GLI AMORI DEGLI INTELLETTUALI NON SONO DIVERSI O MENO VIVACI DA QUELLI DI BELÉN O HARRY. PERCHÉ IL CUORE, O FORSE IL CORPO, RAGIONANO SENZA BADARE ALLA TESTA ANCHE LA PIÙ SAPIENTE – DA GIORGIO BOCCA A BENIAMINO PLACIDO, DA MARIO MONICELLI A LINA WERTMÜLLER, NATALIA ASPESI LEGGE LE 30 STORIE D'AMORE MERAVIGLIOSAMENTE SCRITTE DA SIMONETTA FIORI

simonetta fiori

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

Che dolcissima storia d' amore ha vissuto la instancabile, serena signora dai capelli bianchi che gira l' Italia per raccontare, perché nessuno dimentichi mai, mai, l' atrocità dei lager da cui lei, bambina ebrea uscì per ritrovarsi nel grande vuoto di dover reimparare a vivere senza mai dimenticare. Ma ad Alfredo Belli Paci, il marito che l' ha salvata anche da se stessa, Liliana Segre ha fatto una fatica enorme a raccontare le cose. «In realtà volevo godermi il nostro amore, pensare al nostro futuro insieme. Per la prima volta amavo e mi sentivo amata».

 

simonetta fiori foto di bacco

Una storia d' amore davvero grande, unica, mentre forse non sono solitamente diverse dalle nostre le storie d' amore di chi ha l' ingombro della cultura, della fama, della creatività, di una professione che divora e che espone alla curiosità e al giudizio degli altri perché dell' amore se ne serve, e ne scrive, lo recita, lo canta, lo disegna, lo mette in scena, lo cura.

 

Moravia e carmen llera

Leggendo le 30 storie d' amore meravigliosamente scritte da Simonetta Fiori per Repubblica e adesso raccolte in La testa e il cuore (Guanda), credo di poter dire di no: il cuore, o forse il corpo, ragionano senza badare alla testa anche la più sapiente, mentre la testa, sapiente o no, può confondere, esaltare, distruggere allo stesso modo un cuore.

 

Rapaccini Monicelli

Cioè sono quasi sicura che gli amori degli intellettuali non sono diversi da quelli di chi li sbeffeggia in quanto tali, o educatamente li ignora, preferendo affidarsi a quelli molto più vivaci di Belén o Harry: perché per tutti, gli amori sono fragili e difficili, impossibili e affidabili, litigiosi e muti, sublimi e distruttori, spericolati e clandestini, sadici e casti. Le persone che si sono qui rivelate ricordano amori d' epoca, quando le coppie, anche se clandestine, erano rigorosamente eterosessuali: le altre erano nebbia.

Bocca Giacomoni

 

Oggi fa parte della celebrità e del mestiere esibire sui social la propria vita privata sino a diventare influencer di sentimenti o erotismi colti, mentre al tempo di queste coppie tumultuose e no, si sapeva tutto ma solo in forma di sussurro, di battuta, di insinuazione: mai se ne sarebbe scritto e neppure parlato apertamente, perché faceva parte della fama anche dei trasgressivi, una vita borghese, moglie e piccini, oppure da incontentabile scapolone o signorina, per il resto, anche abbondante, silenzio.

 

bocca giacomoni

Ho conosciuto alcuni di questi uomini e donne importanti, ma quasi mai insieme, in quanto coppia. Forse solo il mio crudele e quindi da me temuto collega Giorgio Bocca con la mia colta e simpatica collega Silvia Giacomoni: che prendeva in giro il marito ogni volta che lui mi sollecitava a smettere i miei abiti frou frou per indossare quelli molto Bloomsbury della Silvia, e mi sgridava per il mio italiano tentennante obbligandomi a chiedere aiuto alla Giacomoni. Una cosa tra donne, insomma, tipico di un grande intellettuale che venera la moglie pur non apprezzando le femmine.

 

LUCIANO BIANCIARDI

Giacomoni ha avuto una vita bellissima con Bocca, e da quando lui si è spento otto anni fa rivendica «il diritto ad essere infelice perché ho perso un marito molto amato e molto rompiballe». Cioè si sente ancora in lutto, e devo dire che altre dalla perdita sono invece uscite acciaccate ma anche liberate: come Maria Jatosti, che ha pagato l' amore tormentato che le portava Luciano Bianciardi ed ora, novantenne, ancora bella ed energica, può dire «ne sono uscita a pezzi, completamente azzerata»; lui morto disperato e alcolizzato a 49 anni, lei vive da quarant' anni col poeta Paolo Memmo «che mi ha dato il rispetto e la tenerezza» che l' autore del magnifico La vita agra le aveva negato.

 

Placido Fusini

In queste coppie supreme, più che nelle altre, c' è spesso una grande differenza d' età tipo il Maestro e l' Allieva: 17 tra Nadia Fusini e Beniamino Placido, 18 tra Giacomoni e Bocca, 20 tra Liv Ullman e Ingmar Bergman, 40 tra Chiara Rapaccini e Mario Monicelli, 44 tra Carmen Llera e Alberto Moravia. Si capisce quindi perché tra le 30 storie, luminose, crudeli, non sempre rimpiante, solo due riguardino un lui e una lei insieme (ma nel frattempo Raffaele La Capria ha perso la bella intelligente amatissima Ilaria Occhini), mentre sette riguardano uomini rimasti vedovi e tutte le altre, ventuno, signore più o meno in gramaglie.

 

ilaria occhini raffaele la capria

Quelle che erano quasi bambine, e magari la sapevano già lunga, raccontano della loro accanita responsabilità nel farsi accettare, amare, sposare da questi nonni celebri e stanchi che invano tentavano di scappare: e per esempio Chiara Rapaccini celebra Mario Monicelli così: «È stato autore della sua vita e della sua morte», e Llera ricorda Alberto Moravia come «l' unico uomo che mi ha preso anche se lui non ne è mai stato consapevole».

 

ILARIA OCCHINI LA CAPRIA

Sono rimaste vedove presto non solo perché l' amato era tanto più anziano, ma perché le donne sono più accanite nel sopravvivere: e infatti Lina Wertmüller, 91 anni, ha parlato del suo amore per il marito Enrico Job, di sei anni più giovane, morto a 74 anni, 12 anni fa; e Piera degli Esposti, 81 anni, ricorda con furia e persino un po' di noia il compagno Alberto, 27 anni meno di lei, morto per un incidente d' auto dopo 14 anni di vita insieme; e pure la tuttora incantevole baronessa Beatrice Monti della Corte, 93 anni, continua a vivere e a promuovere le letteratura nella tenuta del Valdarno vissuta col suo grandissimo amore, l' apolide Gregor von Rezzori, che ricordo come gran bell' uomo, autore di un libro indimenticato che si dovrebbe rileggere, Un ermellino a Cernopol : «Grisha non voleva che diventassi una vedova noiosa e lugubre, e l' ho accontentato ».

 

piera degli esposti (2)

Le vedove non so perché hanno ricordi più vivi e spettacolari dei vedovi, per esempio Sultana Razon, che è stata una delle più belle ragazze della comunità ebraica milanese, anche lei scampata ad Auschwitz, pediatra adesso in pensione, ha vissuto una passione divorante e drammatica con il marito Umberto Veronesi, troppo affascinante, come grande chirurgo e come grande uomo, e quindi molto assalito dalle signore. «Era un irrefrenabile Don Giovanni e la gelosia ha reso infelice la mia esistenza. Lui mi ha sempre rassicurato dicendomi che erano solo scappatelle. Ma non è stato sempre così».

umberto veronesi e sultana razon 9

 

altan (4)

C' è una coppia, finalmente un lui e una lei, che si palleggia i ricordi prendendosi in giro con la riconoscenza di chi sta insieme da quasi cinquant' anni continuando a scoprirsi, ed è quella composta dal silenzioso, timido, tuttora molto carino Francesco Tullio Altan con la bella brasiliana Mara Chavez, piena di vita e di allegria, di professione costumista; Mara: «Per me non fu un amore a prima vista. Anche perché ti vedevo poco, Checco. Tra barba scura, baffoni e una cascata di capelli Se fu lui a scegliere me? Difficile dirlo». Francesco: «Beh, io ti ho assunta».Le persone che si sono rivelate a Simonetta Fiori erano, sono, almeno apparentemente, tradizionali, anche se clandestine, cioè eterosessuali: le altre erano nebbia.

ALTAN MARA CHAVES

 

Adesso è un po' l' opposto, paiono più interessanti i coniugi dello stesso sesso soprattutto se ambedue appartenenti al mondo della cultura: docente universitario e antiquario, scrittore e stilista, addetto stampa e ballerino, tenore e scenografo, filosofo e archeologo, psicoanalista e scrittore e ci vorrebbe quindi un nuovo intervento di Simonetta per tenerci al corrente delle gioie e dei drammi delle nuove coppie che paiono più solide, ed addirittura di più, di quelle tradizionali con mamma e papà.

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?