anzaldi fazio

TUTTE LE BALLE DI FABIO FAZIO - ‘PRENDO 2,2 MILIONI L’ANNO’. FALSO: SARÀ ALMENO UN MILIONE IN PIÙ. COSTI, RICAVI E BUFALE SPACCIATE INTORNO AL PROGRAMMA DI FABIOLO: 4 ANNI BLINDATI ANCHE SE DOVESSE FARE FLOP. ANZALDI FA LE PULCI CENTESIMO PER CENTESIMO

Alfredo Arduino per La Verità

 

Il suo compenso sarebbe di 2 milioni e 240.000 euro l' anno, per 4 anni. Totale 8 milioni e 960.000. Il costo a puntata sarebbe invece, il condizionale è d' obbligo, di circa 410.000 euro. «Ma Che Tempo che fa è interamente ripagato dalla pubblicità e con me la Rai risparmia denaro», questo il ritornello che Fabio Fazio, prossimo al debutto domenica sera su Rai 1, va ripetendo da mesi per giustificare il maxi stipendio che è riuscito a strappare, in deroga a tutti i tetti, a Viale Mazzini. Ebbene sono bufale. Quello che dice non è vero sotto vari aspetti.

 

FABIO FAZIO  FABIO FAZIO

E La Verità è in grado di dimostrarlo conti alla mano. Partiamo dal compenso del conduttore savonese che, in realtà, è ben superiore ai 2 milioni e 240.000 euro all' anno sbandierati sui giornali. Cifra per altro già faraonica in sé stessa. Infatti sul suo contratto il presidente dell' Anac (l' Autorità nazionale anticorruzione), Raffaele Cantone, ha acceso un faro.

 

E non solo sul contratto, anche sulla legittimità di affidare un appalto senza gara a una società, L' Officina, di cui è socio il conduttore stesso della trasmissione. Si attendono ancora spiegazioni da Viale Mazzini.

 

Bufala 1: il compenso

 

Il suo compenso, con diritti vari ed entrate extra, supera i 3 milioni e 250.000 euro.

Come spiega Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della Commissione di vigilanza Rai: «Alla cifra che dichiara Fazio vanno aggiunte altre voci. Innanzitutto i diritti per il format della trasmissione: 704.000 euro a stagione. Sembra una barzelletta: una trasmissione che va in onda sulla Rai da 14 anni, mai venduta all' estero e non esportata in nessun' altra forma, è un format i cui diritti vanno pagati allo stesso showman».

 

Ma non è finita: oltre ai diritti del format ci sono gli utili che arriveranno dalla produzione, da quest' anno affidata alla nuova società di cui Fazio è socio al 50%: L' Officina. «Quanto gli frutterà questo regalo della Rai, che avrebbe potuto produrre internamente lo spettacolo?», si domanda Anzaldi, «Non lo sappiamo, ma possiamo scommettere che la sua società non lavorerà per rimetterci».

 

fabio fazio mario orfeofabio fazio mario orfeo

C' è infine altro denaro che confluirà sul conto di Fazio, quello dei diritti Siae che si addizionano a quelli pagati dalla Rai per la licenza del format. Il suo programma, infatti, è tutelato dalla Siae con la categoria dialoghi introduttivi. Proviamo a fare due conti anche su questa voce: il gruppo autori della trasmissione (composto da Fabio Fazio, Claudia Carusi, Arnaldo Greco e Veronica Oliva) avrebbe incassato per la passata stagione circa 380.000 euro, stando alle cifre previste dai listini Siae.

 

 Con lo sbarco a Rai 1, e il passaggio della categoria da dialoghi introduttivi a varietà, la cifra annua che il gruppo percepirebbe sarebbe di 1 milione di euro. Diviso per quattro fanno altri 250.000 euro per il conduttore-autore. Conclude Anzaldi: «Se si sommano tutte queste voci, ricavate da ritagli di giornale e indiscrezioni senza che ci sia stata alcuna operazione trasparenza di azienda e conduttore, si arriva alla ragguardevole cifra annua di 3,25 milioni di euro, senza contare gli utili de L' Officina».

 

Bufala 2: i costi

 

Non è vero che la trasmissione Che tempo che fa costa «solo» 410.000 euro a puntata. Basta analizzare la questione spese-ricavi basandosi sui numeri. Partiamo dalle spese: i 410.000 euro a puntata sono soltanto il prezzo che viene corrisposto a Fazio e alla produzione, ma non si tratta dell' unico costo sostenuto da mamma Rai. A questo vanno aggiunti impianti, personale amministrativo, valore dei marchi e la ripartizione sui programmi a più alta attrattività commerciale delle perdite generate dagli obblighi di servizio pubblico.

FABIO FAZIOFABIO FAZIO

 

Se si considerano anche queste voci, quanto è il costo reale del programma di Fazio?

Ricordiamo che il totale della produzione esterna affidata a L' Officina di Che tempo che fa (32 puntate domenicali in prime time più altre 32 al lunedì in seconda serata) si aggira sui 73 milioni di euro per 4 anni, quello annuale è di circa 18 milioni. Il risparmio di cui parla Fazio, secondo la tesi che «il talk costa molto meno degli show e delle fiction», non convince.

 

Non è affatto vero che è più conveniente di una fiction. Sul fronte dei costi vivi, un qualunque talk show costa meno di uno sceneggiato, ma la differenza è giustificata anche dal fatto che terminata la stagione il programma è esaurito. Ovvero non ha più mercato. Una fiction, invece, può andare in replica a distanza di anni, oppure essere venduta all' estero con profitto. Insomma, paragonare i costi della trasmissione di Fazio, che prevede semplicemente interviste a personaggi famosi, con le complicate macchine di produzione di una fiction, significherebbe cercare di intorbidire le acque.

 

«Si vuole giustificare il super compenso a Fazio, che non ha eguali neanche nella Bbc, con presunti risparmi che non hanno fondamento?», si chiede ancora Anzaldi, «Come si fa a parlare di risparmi quando il conduttore ha avuto un aumento del 50% e tutta la macchina produttiva intorno al suo programma aumenta di costi?».

 

Bufala 3: i ricavi

 

Il ricavo previsto, se gli ascolti saranno confermati, secondo quanto dichiarato dal direttore generale della Rai, Mario Orfeo, sarà di 615.000 euro a puntata. Innanzitutto non si sa se tali calcoli tengano conto o meno della scontistica sui listini e delle provvigioni a Rai Pubblicità, di solito tra il 15 e il 25%.

ANZALDIANZALDI

 

Ma questo è il meno. Infatti il nocciolo della questione è quello messo in luce da Francesco Siliato, analista del settore media e partner dello Studio Frasi: «Molti conduttori immaginano di valere per quanta pubblicità riesca a raccogliere il programma che conducono. Non è così, non è ignorando i costi industriali, i costi fissi e di struttura che si possa stabilire il valore economico di una trasmissione».

 

Sono tanti i fattori da considerare in un' impresa televisiva, per esempio, sottrarre o aggiungere, quanto quel programma realizzerebbe di ascolto e raccolta pubblicitaria con un altro conduttore. Inoltre è assai improbabile che una trasmissione Rai possa ripagarsi con la pubblicità: «Oggi pubblicità e canone sono vasi comunicanti e oltre metà del canone ripaga i mancati ricavi pubblicitari dovuti al basso affollamento».

 

Ma soprattutto vanno presi in esame i vincoli pubblicitari cui la Rai deve sottostare, limiti di affollamento orari e settimanali. Traducendo: ogni spot mandato in onda durante la trasmissione sarà una pubblicità in meno per altri programmi e canali della tv di Stato.

 

Probabilmente il conduttore ligure dimentica che, a differenza delle televisioni commerciali, la Rai ha per legge un doppio limite all' affollamento pubblicitario: uno orario fissato al 12% e un altro settimanale al 4%, per il quale però si devono considerare Rai 1, Rai 2 e Rai 3 nel loro insieme. In sostanza si possono trasmettere fino a 432 secondi di pubblicità all' ora, ma la media settimanale delle 3 reti non può superare i 144 secondi l' ora.

 

filippa lagerback fabio fazio luciana littizzettofilippa lagerback fabio fazio luciana littizzetto

Se il talk show di Fazio in prima serata prevede lo sfruttamento massimo di tutti gli spazi disponibili, per raggiungere i 615.000 euro, significa che la Rai dovrà azzerare gli spot in altre fasce orarie, per rientrare nei limiti. Supponendo che la concessionaria della tv di Stato faccia il pieno per le 3 ore di programmazione domenicale di Che tempo che fa, bisognerebbe cancellare inserzioni pubblicitarie per altre 9 ore: per andare in pareggio, quindi, la raccolta di Fazio dovrebbe coprire almeno i costi di 12 ore di trasmissione. In conclusione se gli euro incassati da viale Mazzini grazie a Fazio non fossero sufficienti a coprire almeno altre 9 ore di tv, l' operazione Che tempo che fa sarebbe un fallimento.

 

Bufala 4: i rischi

 

Bisogna tenere presente, inoltre, che se i target di ascolto non venissero raggiunti, visto che Che tempo che fa andrà in onda in periodo di garanzia, la Rai dovrà ripagare gli inserzionisti. Costo, quindi, a carico della Rai, mentre Fazio e la sua L' Officina per 4 anni non rischiano nulla, grazie al contratto blindato da 73 milioni di euro. Un rischio concreto sul quale alla Rai glissano. E anche Fazio non ha proferito parola in merito.

 

«Lo scorso anno l' audience nel minuto medio della prima serata di Rai 1 era di 4,8 milioni di spettatori, non è un numero banale, ma ascolti inferiori sarebbero un flop», commenta ancora Francesco Siliato. E soprattutto non giustificherebbero le spese affrontate da viale Mazzini per assicurarsi anche quest' anno i servizi del presentatore di Savona. Ci riuscirà? Prima dell' estate il record di ascolto lo ha fatto all' ultima puntata con 3 milioni e 338.000 spettatori.

caschetto littizzetto caschetto littizzetto

 

Complice la presenza di Fiorello, molto amato dal pubblico. Vero è che durante la passata stagione le trasmissioni condotte da Fazio su Rai 3 sono risultate le più seguite di tutta la programmazione della rete. Ma questo basterà a raggiungere i 4,8 milioni di telespettatori?

A fare meglio della fiction Don Matteo, che lo scorso anno negli stessi giorni ha toccato il 15% di share?

 

Fazio intanto mette avanti le mani in un' intervista al Corriere della Sera: «Se anche si facesse il 13% con un programma di parole, sarebbe un cambio importantissimo di linguaggio. Perché l' intrattenimento di Rai 1 si basa sul varietà e sul game. Che tempo che fa invece è un talk show. Questa è la sfida. Non è detto che funzioni ma bisogna provare...». Passi il discorso sul cambio di linguaggio, l' innovazione e la sfida, ma il bilancio in profondo rosso della Rai deve fare i conti con ben altro.

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