rutelli

TUTTE LE STRADE PARTONO DA ROMA – DAL CHILOMETRO ZERO, LA STATUA DI MARCO AURELIO SULLA PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO AL "CAPITOLIUM" DI WASHINGTON, I CUI AFFRESCHI SONO DEL ROMANISSIMO COSTANTINO BRUMIDI, RUTELLI PERCORRE LE VIE “DEMOCRATICHE” DELLA CAPITALE "CHE ATTRAVERSANO TUTTO E DAPPERTUTTO PORTANO" - QUANDO BIDEN LO VIDE LA PRIMA VOLTA, GLI DISSE: “SE AVESSI I TUOI CAPELLI SAREI PRESIDENTE” – L’INCONTRO CON PASOLINI ALL’EUR – IL FUMETTO IN LINGUA VOLGARE DI SAN CLEMENTE (“FILI DE LE PUTE, TRAITE, FIGLI DI PUTTANA, TIRATE) – LIBRO+VIDEO

 

 

Stefano Cappellini per la Repubblica

 

rutelli

Per dimostrarsi romani occorre un test? Non funzionerebbe o non sarebbe attendibile: i fantomatici romani "da sette generazioni" sono una leggenda. Però quello proposto dal libro di Francesco Rutelli, Tutte le strade partono da Roma , ha una sua efficacia.

 

Occorre una certa pratica della città per conoscere anche solo in teoria la differenza tra Infernetto, Infernaccio, vicolo dell' Inferno e valle dell' Inferno. Sono zone ben distanti le une dalle altre e vi basti sapere che l' ultima, valle dell' Inferno, è in zona Vaticano. A Roma succede. Il confine tra santità e perdizione è volatile. Quello tra lecito e illecito pure, tanto che gli antichi provarono invano a separare con un muro le virtù dei Fori dai vizi della Suburra, proprio laddove oggi sorge l' Hotel Forum caro a Beppe Grillo (questa è facile ma obbligatoria).

costantino brumidi

 

Le vie della Capitale, ha ragione Rutelli, «sono democratiche »: attraversano tutto e dappertutto portano, partono borghesi e sortiscono proletarie, ma pure viceversa, svanisce il centro e principia la periferia senza che il viandante abbia mai cambiato strada, e non conta mica solo il davanti e il dietro, anzi è l' unico posto dove il sopra e il sotto contano quasi di più, perché come scrive Montaigne, a Roma si cammina «sul tetto di case antiche» e «i resti sono profondi fino agli antipodi».

rutelli cover

 

Il pregio di questo libro ibrido - compendio storico, guida culturale e memoir personale, lo studio, gli amori e certo la politica dell' autore, Rutelli è stato senza dubbio il miglior sindaco degli ultimi trent' anni - è non trascurare nessuna dimensione. In senso letterale, perché a Roma conta molto anche il contrasto sorprendente tra il grande e il piccolo, che può nascondere meraviglie.

 

Per esempio, sono convinto che solo uno su dieci dei romani o non romani che leggeranno è a conoscenza del fatto che nell' anonimo muraglione che sorregge la ferrovia dalle parti di Porta Maggiore si apre una porticina che conduce a una basilica sotterranea neopitagorica. Lì c' è la tomba in marmo del fornaio Eurisace, morto ricco, tanto da effigiare le pareti del sepolcro con le scene di lavoro del grano e del pane. E consola sapere quanto anche all' epoca funzionasse il genere pizza a taglio, ovvero il negozio che non manca in alcuna via della città.

 

biden a roma

C' è una storia, mille storie, per ogni consolare, l' Appia regina viarum , depredata per secoli, la Tuscolana che in origine partiva dal Colosseo, la Casilina che porta a Tor Bella Monaca passata in vent' anni dagli insediamenti abusivi alle torri di edilizia popolari, l' Aurelia costruita sull' asservimento degli Etruschi, che il gallico Rutilio Namaziano percorre verso casa nel V secolo dopo Cristo raccontando nel De reditu suo (Il ritorno) quanto struggente fosse, e sia sempre stato, l' addio allo splendore della città.

 

Sapete qual è il Km zero di tutte le vie consolari? È la statua del Marco Aurelio nella piazza del Campidoglio (la copia, l' originale si può ammirare ai Musei capitolini).

Campidoglio, potere del nome. Perché la toponomastica romana è così seminale da essere presente in decine di Paesi sparsi nel mondo, a cominciare dal Capitolium più famoso dopo l' originale, quello che ospita il Congresso degli Stati Uniti i cui affreschi, peraltro, sono romanissimi.

costantino brumidi

 

A dipingerli fu Costantino Brumidi, pittore di corte di Pio IX e architetto, arrestato con l' accusa di aver collaborato alla rivoluzione del 1848-49. Prima condannato, poi prosciolto, partì per l' America da Civitavecchia per sfuggire alle vendette dei cardinali: l' Apoteosi di George Washington sulla cupola del Congresso è opera sua, così come L' Europa e l' America che si stringono la mano fuori dall' ufficio postale del Senato (è da quelle parti che Rutelli, in visita negli Usa, incontra per la prima volta Joe Biden, allora presidente della commissione Esteri, e si sente dire: «Se avessi i tuoi capelli sarei presidente»).

 

san clemente

Prima di fuggirsene, Brumidi aveva preparato un progetto per buttar giù mezzo Castel Sant' Angelo e far posto a una strada che collegasse il Vaticano al Quirinale. Il castello è rimasto lì, tutto a Roma resta lì, ma anche se svanisce non è detto che faccia grande differenza tra eterno e provvisorio (come racconta a suo modo il diversissimo ma complementare libro di Nicola Lagioia, La città dei vivi).

 

Persino il Tevere ha rischiato più volte di essere "tombato" o deviato, ben prima delle strepitosa gag di Carlo Verdone in Gallo cedrone che proponeva di asfaltarlo («Ma 'sto fiume ce serve o nun ce serve?»).

marco aurelio campidoglio

L' andirivieni tra presente e passato è continuo, come quello tra pubblico e privato (quest' ultimo quasi sempre legato ai ricordi di scorribande a due ruote, bici, cinquantini, moto Guzzi, Rutelli all' inizio fu il "sindaco in motorino"). In una palazzina dell' Eur a via Eufrate Rutelli incontra Pier Paolo Pasolini in un giorno di fine ottobre del 1975. Gli dice: «È un onore conoscerla, verrò ad ascoltarla tra pochi giorni al congresso dei Radicali a Firenze». Pasolini avrebbe dovuto parlare l' ultimo giorno di lavori. Ma prima imboccò la strada che porta Roma al mare senza lasciare Roma, diretto in un posto detto Idroscalo.

rutellifrancesco rutelli foto di bacco (3)

 

pasolini

costantino brumidi

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