la casa de papel

TUTTI PAZZI PER “LA CASA DE PAPEL” - È LA SERIE NON AMERICANA CHE HA BATTUTO OGNI RECORD SU NETFLIX - IL MOTIVO? È AUTENTICA E FIGLIA DEL SUO POPOLO - NELLO SPIRITO RIBELLE ALLE REGOLE DEL MOSTRO MONETARIO EUROPEO, CHE ANIMA LA SERIE, C'E' L'ANIMA IDEOLOGICA DEL MOVIMENTO DEGLI “INDIGNADOS” PRIMA E DI “PODEMOS” POI, DIVENTATO IL TERZO PARTITO SPAGNOLO

 

Michela Mantovan per il “Corriere della Sera”

 

la casa de papel

“Sto cercando qualcuno che non abbia nulla da perdere», così il Professore, personaggio chiave della serie tv spagnola «Casa de Papel», arruola l' ombrosa Tokyo, voce narrante di questa storia semplice ma molto ingegnosa . Chi non ha niente da perdere? Messa così, la questione riguarda pochissimi di noi, impegnati in una rete di relazioni, desideri e doveri dalla quale è difficile districarsi. Eppure il Professore ci riesce e trova otto complici pronti a realizzare il suo piano-capolavoro, studiato per anni in operosa solitudine.

LA CASA DE PAPEL

 

Occhiali da nerd, non bellissimo, vestiti qualsiasi tendenti alla sciatteria, il burattinaio fa una proposta che è difficile rifiutare: assaltare la Fàbrica Nacional de Moneda Y Timbre, la zecca nazionale spagnola, a Madrid, per stampare 2.400 milioni di euro e poi fuggire verso nuovi paradisi. Nessuno perderà nulla, nessuno dovrà farsi male.

 

Ci sono alcune condizioni da rispettare: il controllo del Professore sarà assoluto, gli otto, che per nome hanno scelto capitali di Paesi, non avranno alcun dio al di fuori di lui, non dovranno rivelare le proprie storie né allacciare alcun tipo di relazione. Per cinque mesi il gruppo si nasconde in una grande casa nelle campagne di Toledo: l'idea è che sia possibile prevedere ogni passo di questa avventura pazzesca e che il caso sia una variabile da addomesticare con la sola forza dell'intelligenza.

LA CASA DE PAPEL

 

Mi piace il diavolo perché coltiva quello che sei, non investe in quello che diventerai. Il diavolo è un sorriso, non un ghigno. È una pacca sulla spalla, non un calcio negli stinchi. Il diavolo è buono come noi ci immaginiamo sia la bontà. Facile. Infatti questo professore diavolo lo amo, perché è figlio del potere e non del dovere. È più umano degli umani, anzi ci insegna a mettere in pratica la nostra vera natura. Il prezzo da pagare è una sfavillante precarietà, con l'eccitante idea che tutto continua.

 

LA CASA DE PAPEL

La «Casa de Papel» è un caso internazionale, nel senso che è la serie non americana che ha battuto ogni record su Netflix. Due sono i motivi: è autentica, figlia del suo popolo. Se evocare la politica spesso è stucchevole, questa volta non si può non vedere nello spirito ribelle alle schiaccianti regole del mostro monetario europeo l' ispirazione del movimento degli Indignados prima e di Podemos poi, che è diventato il terzo partito spagnolo. E questa non è una fiction. La seconda ragione è che la «La casa de Papel» propone un' idea illuministica della vita. Che forse abbiamo archiviato troppo in fretta. Il professore è davvero diabolico. Ci illude e si illude che sia possibile pianificare tutto e questa è l' idea più contraria all' esistenza di Dio che possa esistere, se uno ci pensa.

 

Io non posso e non voglio raccontarvi tutta la storia. Ma alcuni tratti dei personaggi sì.

LA CASA DE PAPEL

Intanto, lui, il mio preferito. Maneggia il computer come Zorro ma è goffo nelle questioni umane come un Sancho Panza qualsiasi. È un uomo diverso da tutti gli altri, un persuasore: «Non ruberemo niente, diventeremo gli eroi di queste persone», spiega agli otto ladri Robin Hood. Che infatti, a una certo punto, si mettono a cantare «Bella ciao». Lo spirito è questo: una scampagnata contro il potere, una beffa ai manovratori dell' economia. Insomma, un atto eversivo.

 

LA CASA DE PAPEL

Le cose funzionano bene dall'inizio, anche se sempre sull'orlo di una crisi: la trama è costruita anch' essa in modo diabolico da Alex Pina, ogni colpo di scena finisce in un altro. Non c'è tregua. Eppure ci sono degli inconvenienti, il principale dei quali è l'amore. Si innamoreranno in quella zecca ed è qui che tutto rischia di incepparsi, come nella vita del resto. Ci cascherà, a modo suo, anche il Professore. Che però è fatto di cervello prima che di cuore, e sa addomesticare la tempesta dei sentimenti. Sa attendere.

 

Un altro personaggio misterioso e interessante è il suo avatar, il misterioso e crudele Berlino, incaricato di gestire dall'interno le operazioni. Il rapporto che lo lega al Professore è un mistero che a un certo punto viene chiarito, state molto attenti. Le donne in questa storia sono figure più estreme, a volte macchiettistiche. Troppo violente, intraprendenti, emotive. Ma non prive di fascino, al punto che la combattiva Tokyo, la sfrontata Nairobi e l'ispettore Raquel Murillo (la parola giusta per definirla sarebbe isterica ma non si può) sono diventate celebrità internazionali.

LA CASA DE PAPEL

 

Alex Pina sta creando una nuova serie e tutti noi affezionati ci chiediamo: quale leva muoverà per convincere il gruppo a riunirsi ancora una volta? Forse quella dell'unicità di una esperienza al limite più abbagliante del colore dei soldi, più saporita di una qualsiasi sfida, più piccante dell'oblio? Diavolo di un professore, che cosa stai preparando per noi?

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