TV ON LINE A MENO DI 8 DOLLARI AL MESE: IL SUCCESSO DI “NETFLIX” CONVINCE SKY E MEDIASET A INVESTIRE (PRIMA DI ESSERE INVESTITI)

Maria Teresa Cometto per "CorriereEconomia-Corriere della Sera"

In America Netflix è entrata ufficialmente nella storia della tv all'ultima edizione degli Emmy Awards, gli Oscar della televisione. È infatti la prima Internet Tv a vincere un premio per una serie pensata, realizzata e distribuita solo per il pubblico online: House of cards, il thriller politico con protagonista Kevin Spacey, il cui regista David Fincher è stato celebrato come il migliore nella categoria «drammatica» alla cerimonia del 22 settembre.

Le innovazioni
Ma Netflix aveva già fatto la storia innescando una rivoluzione nel modo di guardare film e telefilm: in qualsiasi momento, su qualsiasi schermo, in modo semplice e personalizzato. Una formula che in pochi anni ha conquistato il pubblico americano (quasi 30 milioni di abbonati), sfondato a Wall Street - +450% le azioni di Netflix negli ultimi 12 mesi - e ora sta sbarcando anche in Italia.

Mediaset ha annunciato che per Natale lancerà la «Netflix italiana» e secondo voci di mercato anche Sky Italia sta studiando un'offerta speciale su Internet secondo un modello sperimentato in Gran Bretagna da BSkyB.

Per chi ama i video «doc» è una pacchia, anzi un'abbuffata di contenuti di qualità, grazie alla concorrenza che i vari operatori si stanno facendo per attirare la loro attenzione e fidelizzarli.

Una delle novità introdotte da Netflix è proprio la possibilità di guardare un'intera nuova serie di fila: i 13 episodi di House of cards sono stati disponibili online tutti insieme subito per soddisfare ancora meglio il nuovo modo di consumare gli spettacoli.

La scommessa di Netflix è che la Internet Tv rimpiazzerà quella tradizionale. Di certo il suo modello sta influenzando le strategie di tutti i concorrenti, che sono molti: da Amazon e YouTube-Google ai canali premium televisivi.

Il salto
La società fondata da Reed Hastings nel 1997 aveva cominciato distribuendo dvd per posta, con un abbonamento mensile e senza limiti per la durata della visione di ogni film. Poi dal 2007 è passata alla diffusione di video in stream via Internet: per 7,99 dollari al mese negli Usa - con l'opzione di interrompere l'abbonamento a piacere - gli utenti possono guardare un'ampia collezione di film e telefilm su qualsiasi apparecchio collegato al web, dai pc ai tablet, dagli smartphone ai televisori.

Da quest'anno Netflix ha fatto il salto ulteriore come produttore in proprio di contenuti: oltre a House of cards ha lanciato altri quattro show in esclusiva che sono già un cult, come Orange is the New Black. Avendo a disposizione una miniera di dati sui gusti dei suoi clienti e analizzandoli con sofisticati algoritmi può scommettere su quali programmi avranno successo e investire con più sicurezza sulla loro realizzazione.

«Netflix sta davvero cambiando il mondo della Tv, ma ha bisogno di contenuti sempre nuovi e interessanti: le licenze di materiale altrui sono costose e durano solo qualche anno, mentre produrre in proprio serve ad affermarsi come marchio e ad attirare e trattenere nuovi utenti», spiega Guy Bisson, capo della ricerca sulla TV di Ihs screen digest a Londra.

I costi dell'acquisizione dei diritti in tanti mercati con regole e culture diverse, oltre alla minore diffusione della banda larga - indispensabile per godersi i video online - spiegano la cautela con cui Netflix sta espandendosi in Europa. Solo l'anno scorso è partito il suo servizio in Gran Bretagna, Irlanda e nei Paesi nordici; da settembre c'è in Olanda e le prossime tappe dovrebbero essere Francia e Germania. In Italia agli ostacoli sopra citati si aggiunge il peso della crisi che ha diminuito la propensione dei consumatori a sottoscrivere la pay TV.

La risposta
Ma anche in Italia esiste una nuova generazione di giovani - e meno giovani - abituati a passare molto tempo sui loro pc, smartphone e tablet e non interessati ad abbonarsi alla Tv «premium» come quella di Mediaset o di Sky. Finora il mercato è stato nelle mani di Cubovision di Telecom e della Chili-tv di Fastweb.

Ora scendono in campo i big dello show business. Mediaset si è accaparrata il primato di creare la «Netflix italiana»: il suo nome provvisorio è Infinity, sarà indipendente dal servizio «premium» attuale (che realizza il 17,8% dei ricavi del mercato pay Tv italiano, il 77,6% va a Sky, secondo l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) e potrà essere attivata solo online, pagando meno di 10 euro al mese per un catalogo di circa 5 mila titoli, fanno sapere dal quartier generale di Mediaset.

Il debutto di Sky dovrebbe invece avvenire nel 2014 con una formula simile a quella di BSkyB: film e telefilm online con un pò meno scelta e a un prezzo meno caro della normale pay Tv e la visione di eventi sportivi pagando extra.

 

Netflix Building ANTONIO MACALUSO E ANDREA ZAPPIA ANDREA ZAPPIA E LUIGI GUBITOSI James Murdoch e Andrea Ceccherini a Bagnaia al Convegno dell'Osservatorio Permanente Giovani-EditoriJAMES MURDOCH mediaset premiumhouse of cards poster netflix europe Netflix

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