huckleberry finn

HUCKLEBERRY FINE - USA LA PAROLA NEGRO: IL CAPOLAVORO DI MARK TWAIN “HUCKLEBERRY FINN” CANCELLATO DAI PROGRAMMI DI UNA SCUOLA DI FILADELFIA GESTITA DAI QUACCHERI - UN’OPERAZIONE POLITICAMENTE IMBECILLE

Paolo Bertinetti per “la Stampa”

HUCKLEBERRY FINN 3HUCKLEBERRY FINN 3

 

La Friends' Central School di Filadelfia, una delle scuole più prestigiose della città, ha deciso di eliminare dai programmi di studio Huckleberry Finn , il capolavoro di Mark Twain che Hemingway considerava il romanzo da cui nasceva tutta la letteratura americana moderna. Fuori dai programmi, ha deciso il management della scuola; ma non fuori dalla biblioteca, dove potrà rimanere a disposizione di chi lo vorrà leggere.
 

Già poco dopo la sua pubblicazione, nel 1885, il libro era stato oggetto di censura (a Concord, Massachusets, perché considerato una porcheria). Questa volta invece, la messa al bando è stata dettata del fatto che nel romanzo compare spesso la parola nigger, termine spregiativo per indicare quelli che adesso chiamiamo afro-americani.
 

Ansie puritane

All' epoca dell' uscita del libro, in realtà, il termine non era automaticamente spregiativo. Lo divenne dopo. E per questa ragione, in nome del «politicamente corretto», qualche anno fa una casa editrice americana pubblicò il testo di Twain sostituendo, nelle circa 200 occasioni in cui compare, la parola incriminata con la parola «schiavo». L' idea, per quanto balzana, aveva un suo appiglio nel racconto.

Morrison TONIMorrison TONI

 

Huckelberry Finn racconta infatti le avventure e l' amicizia di uno «schiavo» fuggiasco e di un ragazzo bianco, Huck Finn per l' appunto. Ma che da un romanzo caratterizzato dal fatto di essere una delle più belle opere letterarie di denuncia dello schiavismo e della mentalità schiavista debba essere tolto il vocabolo con cui venivano indicate le vittime della schiavitù, è un' operazione che affonda nel ridicolo. Politicamente corretta? Imbecille, piuttosto.
 

HUCKLEBERRY FINN 1HUCKLEBERRY FINN 1

La Friends' Central School è andata più in là. Non lo ha modificato: lo ha eliminato.
La scuola di Filadelfia è una scuola gestita dai Quaccheri. I quali, puritani rigidissimi in ambito teologico, contrari alla guerra e a ogni forma di violenza, furono anche convinti avversari dello schiavismo. Se adesso, in nome della ricerca di «pacifiche soluzioni dei conflitti», vedono in Huckleberry Finn un libro che va nella direzione opposta e non nella stessa direzione dei loro principi, è perché lo leggono con le lenti deformanti del politicamente corretto.
 

 

Il caso Morrison

Per coerenza, dovrebbero allora togliere dai programmi scolastici Amatissima di Toni Morrison, in cui la parola compare assai di frequente, in quanto usata sistematicamente dai bianchi ( white folk nell' originale: a proposito, ma non è per caso offensivo e scorretto usare quell' espressione?). La parola nigger , data l' epoca in cui si svolge la vicenda narrata nel romanzo della scrittrice afro-americana, non potrebbe assolutamente non esserci.

 

Vogliamo quindi bandire anche Amatissima dai programmi? E pure nelle pagine di L' uomo invisibile , il capolavoro di Ralph Ellison, ambientato non nel Sud ma a New York, nigger compare decine di volte. Così anche in Gridalo forte di James Balwin, ambientato nella Harlem degli anni Trenta.

 

HUCKLEBERRY FINNHUCKLEBERRY FINN

Fuori dai programmi anche questi due romanzi? Romanzi di scrittori afro-americani, si badi, che riportano la parola che veniva usata in modo insultante dai bianchi per sottolineare il disprezzo razzista nei confronti dei neri; ma che forse, per questa ragione, non aiutano la «pacifica soluzione dei conflitti».
 

Una simile aberrazione logica non sarebbe da escludere. D' altronde, è notizia dell' altro ieri che il Rijksmuseum di Amsterdam ha deciso di cambiare i titoli dei quadri contenenti parole politicamente scorrette, come negro o indiano, e ha già trasformato quello del ritratto di Ragazza negra di Willem Maris in Ragazza con il ventaglio .
 

MARK TWAINMARK TWAIN

Il fatto è che il politicamente corretto talvolta assomiglia al sonno della ragione. Gli studenti della New Hampshire University, ad esempio, oltre ad avere proposto la sostituzione di tutta una serie di parole assolutamente neutrali perché ritenute insultanti con altre parole «corrette», erano giunti a sostenere che non bisogna mai dire «americano» ma «statunitense», in quanto il vocabolo correntemente usato farebbe pensare che gli Usa sono l' unico stato presente nell' intero continente.

 

Che non fosse soltanto una volontà di precisione «geografica», lo suggerisce il fatto che la presidente della University of California ha dichiarato che, pena il licenziamento, non deve essere usata, per indicare gli Usa, l' espressione «il Paese delle grandi opportunità», in quanto essa sarebbe sotterraneamente razzista.
 

Ancora oltre sono riusciti ad andare i politicamente correttissimi studenti del Goldsmith College dell' Università di Londra, che hanno votato quasi all' unanimità contro la proposta di commemorare l' Olocuasto. Perché era un proposta «eurocentrica», spiegò una studentessa; perché era «colonialista», spiegò uno studente. Quello stesso giorno fu bocciata anche la proposta di condannare il terrorismo dell' Isis, in quanto condannare i terroristi era una forma di «islamofobia».
 

L' Ulisse

JOYCEJOYCE

Visto che ci sono, gli studenti di Goldsmith dovrebbero approvare un' altra proposta: chiedere di eliminare dai programmi l' Ulisse di Joyce. Anche lui infatti usa diverse volte la parola nigger . E se nell' episodio Circe , ad esempio, ci sono due guitti travestiti da africani, con dei «labbroni da negri», nell' episodio I lestrig oni c' è addirittura un vecchio capo tribù negro («nigger») che si mangia il reverendo MacTrigger!
Scorrettissimo il buon vecchio Joyce. Ma scorretto anche il vecchio negro.

 

 Mark Twain Mark Twain

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…