verdone tony effe

"AVREI FATTO CANTARE TONY EFFE AL CONCERTONE. IL POLITICAMENTE CORRETTO È UNA MODA FASTIDIOSA" – CARLO VERDONE: "OTTO MIEI FILM SAREBBERO ELIMINATI IN NOME DEL POLITICALLY CORRECT. IN 'ACQUA E SAPONE' VADO A LETTO CON UNA RAGAZZINA CHE NON HA ANCORA 18 ANNI, MA È UNA FIABA. ANCHE CAPOLAVORI COME “VIA COL VENTO” OGGI NON SI POTREBBERO PIÙ GIRARE - IL GIUBILEO? UNA GRAZIA PER I TASSINARI - ELON MUSK PARLA DI ANDARE SU MARTE MA CHI SE NE FREGA DI ANDARE LA QUARTA VOLTA SULLA LUNA CON I PROBLEMI CHE ABBIAMO QUI...”

Maurizio Caverzan per la Verità - Estratti

 

carlo verdone acqua e sapone

Ciao Rosa, vorrei intervistare Verdone sul Natale. Rosa Esposito (ufficio stampa di Carlo Verdone): «In questi giorni sta girando la quarta stagione della serie. Non ha un minuto, è regista e attore». Proprio perché non ho perso un episodio voglio vedere se sono l’unico a cui riesce a dire di no. «Va bene, Maurizio: glielo chiedo…». Un paio d’ore dopo, su whatsapp: «Carlo prova a chiamarti oggi».

 

(…)

«Mi sono divertito, e mi diverto, a far trovare i regali sotto l’albero a Giulia e Paolo, i miei figli. Mi spiace quando sento dire: “Il Natale che tristezza, non vedo l’ora che passi”. Dovrebbe essere una festa che dà serenità e pacifica. Oggi le famiglie sono cambiate e non c’è più quel momento di aggregazione in casa, una volta la cena insieme era quasi una legge».

 

È stata una festa caciarona o intima?

carlo verdone acqua e sapone

«Non amo il Natale caciarone. L’ho trascorso con i miei figli e mio fratello. Una serata semplice. Ho la fortuna di avere una casa che sta in alto e di godermi il panorama del Gianicolo».

 

(…)

Adesso i presepi non si fanno per non irritare i non cristiani.

«Non capisco molto questi problemi. Se andassi in un Paese islamico non contesterei le loro tradizioni».

 

Spesso siamo noi ad autocensurarci.

«È un’ipocrisia intellettuale, una cautela dei salotti, non una cosa che parte dal proletariato».

 

Negli ultimi anni il suo è un Natale più religioso?

roberto gualtieri bacia tony effe creato con ia

«Forse lo era di più qualche anno fa, quando speravo che il mondo seguisse strade meno tormentate, con meno guerre, meno tensioni. Andando avanti con gli anni si prova un grande dolore se alcune persone alle quali si è voluto un bene dell’anima, persone che non hanno mai fatto male a nessuno, improvvisamente se ne vanno e magari sono più giovani di te.

 

Questo fatto mi sconvolge...

Ma ce n’è un altro che mi turba ancora di più».

 

La ascolto.

tony effe

«Sono rimasto due giorni intristito dopo aver visitato i bambini affetti da tumore all’istituto oncologico. Con che coraggio diciamo che la vita è meravigliosa? La vita dipende dalla buona sorte. Sì, poi c’è una democrazia perché tutti dobbiamo morire. Ma quando vedi un bambino di sei anni che non riesce a parlarti perché ha un tumore ai polmoni, non reggi… Mi sono inventato una scusa per uscire dalla stanza e non mostrare che piangevo... Perché accanirsi con un bambino? I suoi genitori sanno bene che non ce la farà. Se fossi il Padreterno avrei risparmiato loro questo supplizio».

 

CARLO VERDONE PRETE

Il dolore dei bambini è un mistero inspiegabile.

«Insopportabile. Manda in crisi la mia fede. Poi, magari rifletti, e pensi che siamo nati con il certificato di morte in mano. Ma non si può dire a cuor leggero che la vita è meravigliosa».

 

La misura di Dio è diversa dalla nostra?

«Una volta, dopo che aveva visto un mio film, andai a trovare monsignor Ersilio Tonini, un sacerdote vero. Mi disse: “Caro Verdone, non si lasci prendere dallo sconforto. Avete un’arma che usate male: la preghiera. Telefoni a Gesù...”. “Io lo chiamo, ma non sento nessuna voce”, replicai. “Ma lui ascolta tutto. Avrà una bella sorpresa quando finirà questo cinematografo che è la vita”».

 

Di recente ha detto che quando si diventa maturi e qualche persona cara non c’è più «esplode ’sta bomba della fede». Che tipo di esplosione è?

«Senti la necessità di pregare di più. Non importa se in chiesa o prima di dormire, importa che sia una preghiera che viene dal cuore, non a macchinetta come alle scuole elementari. Anche se non avviene quello che chiedi, ti aiuta a non mollare e ti trasmette serenità, dopo. Non è una suggestione».

CARLO VERDONE PRETE

 

Questa fede riguarda l’aldilà?

«Non so com’è l’aldilà, però credo di avvertirlo nella presenza delle anime dei miei genitori, un padre e una madre molto speciali, che ancora mi aiutano».

 

È una fede dettata dalla paura della morte?

«Certo. Anche un non credente prima o poi finisce per dirla una preghiera. Avevo un caro amico che faceva dell’ateismo la sua bandiera. Un giorno si è ammalato e gli furono diagnosticati due anni di vita. Una volta, entrando in una chiesa me lo sono trovato inginocchiato sul primo banco. Gli ho voluto ancora più bene vedendo quella sua disperazione aggrapparsi all’ultima fune».

 

Senza aspettare il tempo che si accorcia si può credere pensando che, se tutto finisse, chi ci ha dato la vita ci avrebbe fatto uno scherzo crudele?

«Sì, sarebbe un teatro dell’assurdo. Nulla nasce dal nulla. Da pagani possiamo dirla anche con Seneca: nulla si estingue, ma tutto si decompone per ricomporsi in una forma che a noi ancora non è chiara».

 

Quindi, è fiducioso sul dopo?

MEME SUL CONCERTO DI CAPODANNO BY GUALTIERI

«È l’ultima speranza che mi rimane. Seguo l’esempio di mia madre che, nell’orrenda malattia che la colpì, nonostante i mancamenti e i vuoti di memoria, continuava a dire il rosario anche negli ultimi giorni. Non sbandierava il suo essere cattolica.

 

Quelli che m’infastidiscono sono i cattolici di professione, che vivono i dogmi senza riflettere. E poi credo un’altra cosa. Abbiamo il calendario dei santi: penso che di santi ce ne siano tanti nel mondo, non solo delinquenti, ladri, opportunisti… Voglio raccontarle una storia».

 

 

 

(...)

 

Questa bomba della fede vale anche per l’aldiquà?

VITA DA CARLO - TERZA STAGIONE - CARLO VERDONE

«Se ne avessimo di più forse non ci sarebbero tante brutte situazioni. Mi vengono in mente le pubblicità sui bambini africani, ci sono zone dove il 60% sono ciechi.

Perché non facciamo qualcosa? Elon Musk parla di andare su Marte… Chi se ne frega di andare la quarta volta sulla luna con i problemi che abbiamo qui? Basta... Userei quelle risorse per aiutare quei bambini, per ridar loro la vista».

 

In Vita da Carlo il fatto più divertente è la sua generosità che la rende vittima di sé stesso.

«È una questione di rispetto... L’ennesima richiesta d’intervista sulla Roma e Claudio Ranieri la respingo. Qualcuno mi rimprovera che do troppe interviste, ma oggi un ragazzo prende 15 euro ad articolo. Se mi fa una proposta intelligente e posso aiutare il suo curriculum perché non devo farlo?».

 

VITA DA CARLO - TERZA STAGIONE - CARLO VERDONE

Dopo il film d’autore, il sindaco di Roma e il Festival di Sanremo quale sarà la sfida della quarta stagione?

«Paramount mi chiede di non dare anticipazioni. Posso solo dire che desideravo interagire con molti giovani, un gruppo di studenti pieni di passione per il cinema e la cultura».

 

VITA DA CARLO - TERZA STAGIONE - CARLO VERDONE

Il Giubileo appena iniziato è grazia o disgrazia?

«Per hotel, ristoranti, Uber e tassinari sicuramente una grazia».

 

Da romano?

«Roma è ridotta a un posto di aperitivi, ristoranti giapponesi, thailandesi, vinerie. Un’immensa Capri. Dalla città degli imperatori e dei grandi monumenti siamo passati alla città culinaria, con i funghi a calore per riscaldare chi cena all’aperto».

 

CARLO VERDONE

E da credente?

«Può essere una grazia. Viviamo un momento così complicato… Se afferriamo il senso della speranza di cui continua a parlare il Papa possiamo recuperare l’etica che abbiamo perso. Per chi ha questa sensibilità può essere un’occasione e per chi non ce l’ha, anche».

 

Avrebbe fatto cantare Tony Effe al Concertone?

«Non ho seguito tutte le polemiche però sì, l’avrei fatto cantare».

 

Tanto più che andrà a Sanremo…

«Vasco Rossi quando ci andò la prima volta aveva scritto Portatemi Dio, una canzone che diceva: “Metteteci Dio sul banco degli imputati”. Poi si è rivelato una persona generosa…».

CARLO VERDONE PRETE

 

Questo politicamente corretto ci sta facendo andare fuori di testa?

«Su alcune cose si può capire, ma è sbagliato non contestualizzare le situazioni. Via col vento dovrebbe essere bruciato perché la mami è nera? Suvvia. Il Sorpasso è maschilista, ma è un capolavoro. Con i criteri di oggi, quanti film di Alberto Sordi, Ugo Tognazzi o Vittorio Gassman dovrebbero andare al rogo? E i miei? In Acqua e sapone vado a letto con una ragazzina che non ha ancora 18 anni, ma è una fiaba. Sette otto miei film dovrebbero essere eliminati. È una moda fastidiosa, diffusa sempre dai soliti salotti intellettuali, il popolo non si pone questi problemi».

dago in vita da carlo 2dago e carlo verdone 3CARLO VERDONE

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