anita pallenberg

VITA, DROGHE, SESSO E AMORI DELL’ATTRICE, MODELLA E STILISTA ANITA PALLENBERG: “IO E BRIAN JONES CI FACEVAMO UN SACCO DI ACIDI, MA LUI LI REGGEVA MALE, AVEVA DEGLI INCUBI. QUANDO CI BECCARONO A LONDRA ANDAMMO IN MAROCCO E BRIAN DIVENTO' VIOLENTO. FINÌ IN OSPEDALE. COSÌ IO E KEITH RICHARDS LO LASCIAMMO LÌ E CI METTEMMO INSIEME”

anita pallenberganita pallenberg

Alain Elkann per “la Stampa” - Traduzione Carla Reschia

 

Anita Pallenberg è attrice, modella e stilista. Nata in Italia nel 1944 da padre italiano e madre tedesca, è stata la compagna di Brian Jones e quindi di Keith Richards dei Rolling Stones. «La mia vita si è basata sul fascino - dice di sé - sono una vagabonda. Un'avventuriera. Non ho un talento specifico. Magari lo avessi avuto».

 

Com'era la sua vita a Roma da giovane?

mick jagger e anita pallenberg   mick jagger e anita pallenberg

«Mario Schifano è stato il mio primo ragazzo, frequentavo artisti, intellettuali e il mondo del cinema. Ci vedevamo al Caffe Rosati: c'erano Furio Colombo, Giorgio Franchetti, Cy Twombly, Giulio Turcato. Era molto amica della cantante Gabriella Ferri, che mi ha insegnato il romanesco».

 

Come ha conosciuto Brian Jones?

«Avevo 22 anni e stavo lavoravo come modella in Germania e il fotografo mi consigliò il concerto del Rolling Stones a Monaco di Baviera: non erano ancora famosi, non avevano scritto Satisfaction. E ho conosciuto Brian, che parlava tedesco ed era molto colto».

 

brian jones e anita pallenbergbrian jones e anita pallenberg

Come mai passò da Brian Jones a Keith Richards?

«Eravamo amici e stavamo insieme. Ci facevamo un sacco di acidi, ma Brian li reggeva male, aveva degli incubi. Quando ci beccarono a Londra decidemmo di andare in Marocco e Brian iniziò a diventare violento. Finì in ospedale. Così io e Keith lo lasciammo lì e a questo punto iniziò la nostra relazione».

 

Che è durata per 15 anni?

«Biologicamente era l' uomo giusto per essere il padre dei miei figli. Tra noi c'era più rispetto e amicizia che amore folle. Keith è molto generoso. Non pensavamo a mettere su famiglia ma sono rimasta incinta. E poi siccome dovevo girare un film, Sadismo, dovetti abortire. Ne risentii molto, e così finito il film sono rimasta di nuovo incinta. Se non eri Sophia Loren con Carlo Ponti alle spalle era difficile essere trattate correttamente».

anita pallenberg nel 1967anita pallenberg nel 1967

 

Qual è stato il suo primo film?

«Il primo film l'ho fatto quando ero con Brian, lui ha scritto la musica con Jimmy Page. Era un film di Volker Schlöndorff , Un macello . Poi ho recitato in Barbarella con Jane Fonda. Il regista era Roger Vadim. Facevamo una sola ripresa al giorno attorno alle 6,30 di sera. Era così noioso aspettare, probabilmente mi sono data alle droghe per quello. Vadim era divertente.

 

Pensava di essere un ragazzino e si comportava come un ragazzino. Jane Fonda era molto professionale, ha avuto una vita molto tragica. Keith veniva a trovarmi e Jane si innamorò di lui. Dopo il film venne a casa nostra in Cheyne Walk a Londra dove avevo avuto Marlon, mio figlio, e Keith non la fece entrare. Diceva che gli ricordava sua zia».

 

Vedeva molto Mick Jagger?

«Io e Marianne Faithfull venivamo sempre lasciate sole, perché Keith e Mick registravano ed eravamo amiche. Giravamo insieme, ci drogavamo insieme, e andavamo da John Paul Getty, alla Rossetti House, perché aveva sempre un po' di droga».

anita pallenberg e keith richardsanita pallenberg e keith richards

 

Com' era Londra a quei tempi?

«Era tempo di hippy, ma io non sono mai stata una hippy. Mi ricordo che rimasi scioccata dalle ragazze hippy che camminavano a piedi nudi in Kings Road.

In Italia solo i poveri camminavano senza scarpe. Londra era un piccolo gruppo snob di persone che lavoravano nelle gallerie... artisti, musicisti... alcuni aristocratici».

 

Come è stato crescere due figli con quello stile di vita?

«Eravamo sempre in tour, e ho portato Marlon ovunque. Non l' ho mandato a scuola fino a 8 anni. Gli ho insegnato io a leggere e scrivere, mentre la madre di Keith si occupava di mia figlia Angela (nota anche come Dandelion). Ho portato anche lei con me in viaggio, ma meno: con una ragazza è diverso, è un ambiente malsano».

 

Ha incontrato molte persone interessanti?

anita pallenberg e kate mossanita pallenberg e kate moss

«Non direi. Le persone sono persone. Non ero una fan. Per dire, non ero entusiasta all' idea di incontrare John Lennon. Non è nel mio carattere. Provavo molto rispetto per Jimmy Page, ecco. Uscivo anche per conto mio, per andare a vedere i Pink Floyd o Jimi Hendrix. Non avrei potuto farlo perché tutte le rockstar sono maschi sciovinisti: se tu eri con i Beatles, o con gli Who, non potevi stare con i Rolling Stones».

 

Perché vi siete lasciati con Keith?

anita pallenberg e brian jonesanita pallenberg e brian jones

«Perché i figli sono cresciuti: la cosa difficile con Keith è che dormiva tutto il giorno, e idealmente avrei dovuto stare con i bambini tutto il tempo. Non avrei potuto reggere i tour senza l' aiuto delle droghe. Quando sono rimasta sola ero felice di potermi gestire le mie droghe. Ho avuto alcuni fidanzati, ma niente di serio. Poi ho iniziato a disintossicarmi. Ero anche un' alcolista molto malmessa e mi ci sono voluti vent' anni per uscirne. Sono andata in un centro per tossicodipendenti, alle riunioni degli Alcolisti Anonimi e tutto il resto».

 

Pensa ancora alla droga?

«È il grande amore della mia vita. È una storia d' amore a cui ho dovuto rinunciare. Ma non avevo scelta: ero rimasta sola, la mia famiglia non voleva più vedermi. Ero disgustosa, aggressiva, bevevo un sacco. Ero astiosa, non ero un' ubriaca felice. Volevo vivere. Volevo avere cura di me stessa. La gente moriva, c' era l' Aids. Era un periodo cupo».

anita pallenberg con la siringaanita pallenberg con la siringa

 

È riuscita a smettere da sola?

«Come si può smettere, se non da soli? È la sola cosa importante. Da 14 anni non tocco droga né alcol. Dovrei poter dire da trent' anni, ma ho avuto una ricaduta. È stata una grande battaglia, ora è finita, a meno che non mi ammali gravemente e mi prescrivano la morfina, ma non lo faranno! Oggi posso sedere a un tavolo davanti a persone che consumano cocaina o bevono, senza problemi. Mi annoio e basta. Le persone che bevono diventano molto noiose».

 

Come è diventata una stilista?

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«Ho ottenuto un baccalaureato in tessili alla Central St Martins. Ho studiato. Poi ho lavorato con Vivienne Westwood. Ho fatto un sacco di cose, ogni sorta di cose per salvarmi la vita».

 

È stato difficile trovare la sua identità?

«Non voglio rimanere bloccata negli Anni Sessanta come le scarpe con la zeppa. La moda è probabilmente la cosa che mi è più vicina, a cui ho dedicato più tempo, ma non mi piace».

 

Chi le piace nel mondo della moda?

«Vivienne Westwood. Poi sono diventata io stessa una regina dello stile. Tutti vogliono fotografarmi e scrivere articoli su di me e sul mio stile».

anita pallenberg 5anita pallenberg 5

 

E qual è il suo stile?

«Stivali, cinture, cachemire, cappelli, occhiali da sole, anche pellicce. Non sono politicamente corretta. Questo sta rovinando il mondo. Mi piacciono i tessuti di lamé, ho lavorato in India per sei mesi. Mi piacciono i gioielli, tutti. Ne portavo molti. Ora sono più sensibile, a malapena posso indossare qualcosa. Non ho affatto paura del cambiamento. Penso che il cambiamento sia la cosa migliore che si può fare, onestamente».

 

Dove vive? E cosa fa nel tempo libero?

«Vivo a Londra ma passo l' inverno in Giamaica. Faccio un sacco di giardinaggio. Ho un giardino a Londra con un amico tedesco, uno in Italia. Mi occupo del giardino di Marlon e del giardino giamaicano di Keith.

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Quest' anno per la prima volta abbiamo avuto due raccolti di banane. Dipingo e disegno. Faccio quadri botanici, un' arte antica. Mi piace tutto ciò che è lì da molto tempo. Ho smesso di uscire la sera dopo che è stato introdotto il divieto di fumare».

 

Vive da sola?

«Vivo da sola da vent' anni. Se voglio vedere qualcuno lo chiamo, ma non mi piace essere chiamata. Ho un paio di buoni amici dagli Anni 60. Non esco, ci sono solo paparazzi. Non mi piace, mi sono stufata».

 

Siete ancora amiche lei e Marianne Faithfull?

«Siamo molto vicine. Ora vive a Parigi, ma ci siamo viste di recente. Lei è una donna incredibilmente forte, ha talento».

 

Qualche rimpianto?

«Non ne ho. Mi piaceva di più prima, quando non esisteva il politicamente corretto e ci si annoiava molto meno».

 

Ha paura di invecchiare?

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«Sono pronta a morire. Ho fatto così tante cose qui. Mia mamma morì a 94 anni. Non voglio perdere la mia indipendenza. Ora ne ho 72 e onestamente non pensavo che sarei arrivata oltre i 40».

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