eco houellebecq

1. TRA LE VITTIME (COLLATERALI) DELLA STRAGE DI PARIGI VA AGGIUNTO ANCHE UMBERTO ECO 2. LA STRAGE DEL “CHARLIE HEBDO” ACCENDE SUBITO L’ATTENZIONE DEI MASS MEDIA SUL LIBRO “SOTTOMISSIONE” DI HOUELLEBECQ, E IL LIBRO DI ECO, USCITO IL 9 GENNAIO, VIENE COSÌ OSCURATO DAI FRATELLI KOUACHI, CHE HANNO SCELTO DI METTERSI A SPARARE DUE GIORNI PRIMA DELL’USCITA

1. DAGOREPORT

UMBERTO ECO - NUMERO ZEROUMBERTO ECO - NUMERO ZERO

 

Tra le vittime (incruenti e collaterali) della strage di Parigi occorre aggiungere anche Umberto Eco e la casa editrice Bompiani, gruppo Rcs. Dopo una latitanza di 4 anni dalle librerie e dopo aver rifilato al povero lettore un mattone illeggibile come “Il Cimitero di Praga”, Eco si riaffaccia con uno smilzo libro, “Numero zero”, dove romanza gli orrori del giornalismo, “macchina del fango” compresa.

 

tullio pericoli umberto eco tullio pericoli umberto eco

Gran caciara da parte dei soliti trombettieri sul Corriere (gruppo Rcs che ha in corpo la Bompiani) e su “Repubblica” (che ha Eco come suo collaboratore), per annunciare il lieto evento, ovviamente novello capolavoro. Ma il destino cinico e baro ha colpito ancora.

 

La strage del “Charlie Hebdo” accende subito l’attenzione dei mass media sul libro “Sottomissione” di Houellebecq, un plamphlettone che dipinge una Francia alla mercè dell’Islam. E il libro di Eco, uscito il 9 gennaio, viene così oscurato del tutto dai fratelli Kouachi, che hanno scelto di mettersi a sparare ai vignettisti due giorni prima, il 7.

Umberto Eco Umberto Eco

 

E l’unico libro che tiene banco e “si deve leggere” è l’illeggibile “Sottomissione”, libro-feticcio per il lettore radical-chic. Chi ne fa le spese è il povero Eco che deve lottare – gomito a gomito - ogni settimana con lo scapigliato scrittore francese, che è edito dalla sua stessa casa editrice, Bompiani, che mai si sarebbe aspettata in tempi normali un Houellebecq in testa alle classifiche dei più venduti.

 

 

PERCHÉ SERVE LEGGERE HOUELLEBECQ

Cesare Martinetti per “La Stampa”

 

Umberto Eco e Stefano Bartezzaghi Umberto Eco e Stefano Bartezzaghi

Un’inutile lezione, dice Baricco. E invece leggere Houellebecq può essere molto utile. L’intelligenza tagliente è assicurata; i suoi libri, talvolta fastidiosi «fino alla ripugnanza», si possono detestare e tuttavia anche amare. Proprio come dice Baricco. Ma perché «inutile»? La verità è che, gusti letterari a parte, questo Houellebecq con il romanzo «Sottomissione» ha messo le mani dentro le nostre viscere e ce le ha mostrate. La contemplazione non è sempre piacevole. Però.

 

Romanzetto di fantapolitica? Mah. La vera fiction che qui va in scena non è quella della Francia governata nel 2022 da un Presidente musulmano, ma quella di una politica che si autoriproduce in un cerchio chiuso e sempre più ristretto.

 

MICHELLE HOUELLEBECQ SOUMISSION SOTTOMISSIONEMICHELLE HOUELLEBECQ SOUMISSION SOTTOMISSIONE

È vero per la Francia, ma non lo è forse anche per noi? Scrive Houellebecq: «Lo scarto crescente, divenuto abissale, tra il popolo e quelli che parlavano nel suo nome, politici e giornalisti, doveva necessariamente condurre a qualcosa di caotico, violento e imprevedibile». È l’impasse di un sistema politico, il denudamento di un mito – liberté-égalité-fraternité – che teneva insieme la Francia eterna e che si è rotto ben prima delle fucilate contro i vignettisti di Charlie Hebdo e i quattro clienti ebrei del supermercato kasher.

Michel HouellebecqMichel Houellebecq

 

michel houellebecq 4michel houellebecq 4

Nella «Sottomissione» di Houellebecq, non c’è solo o non soltanto la decadenza dell’ultimo maschio europeo e nichilista simboleggiato dal professore quarantenne che si converte all’islam (ne ha scritto benissimo Antonio Scurati su «Tuttolibri» del 10 gennaio); c’è la fiction di un sistema politico che dopo lo choc del 7 e 9 gennaio, ora prova a ritrovarsi specchiandosi nei due milioni che hanno sfilato due giorni dopo. Hollande: più 21 per cento di popolarità... Valls più 17...

 

Michel HouellebecqMichel Houellebecq

Ma questo è il pallottoliere consolatorio della vecchia politica. Certo che Hollande nella tragedia ha trovato finalmente una statura presidenziale (laddove Marine Le Pen l’ha persa, emarginandosi in una patetica contro manifestazione di duecento persone). Ma quei due milioni di parigini non erano lì per lui, non volevano una dolciastra riconciliazione nazionale, chiedevano che la Francia tornasse ad essere la Francia. E là in mezzo c’erano le istituzioni dei musulmani, ma non i musulmani, c’erano invece molti elettori di Madame Le Pen e molti lettori del libro di Éric Zemmour ( «Il suicidio francese»») che fa da tamtam populista a tutti i rancori e le nostalgie frontiste ed è bestseller da settembre in perenne ristampa.

 

i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  3i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 3

Infatti, passata la nebbia dell’emozione, ora i giornali scoprono che la gente delle banlieues non c’era alla «manif», che da quelle parti proliferano le teorie complottiste secondo cui è stata tutta una montatura di Israele e Washington per dare addosso ai poveri musulmani. Ne è convinto, ha detto la ministra dell’Istruzione, almeno un ragazzo ogni cinque. Al liceo di Châteauroux, ha confidato una studentessa a «Le Monde», nessuno dice più JeSuisCharlie perché «abbiamo paura di farci menare».

 

CHARLIE HEBDO CHARLIE HEBDO

È l’insostenibile paradosso di un «Paese sempre più a destra che continua ad eleggere un presidente di sinistra», ha detto lo scrittore francese l’altro ieri a Colonia alla sua prima apparizione in pubblico dopo gli attentati. È la messa in scena dello scarto tra la pancia del Paese e la sua rappresentazione politica la ragione per cui la «lezione del professor Houellebecq» non è per niente inutile qui da noi dove si sta per eleggere il presidente. Regole diverse, Paese diverso.

 

CHARLIE HEBDO ISLAMCHARLIE HEBDO ISLAM

Però la simbologia della carica ha una sua sacralità. Disperderla in un patto di equilibrismo tra la vocazione cesarista di Renzi e l’eterno conflitto di interessi di Berlusconi (che all’opposizione è persin più visibile di quand’era al governo) sarebbe un errore che, come si sa, è peggio di un crimine. Ed è destinato ad allargare fino all’abisso houellebecquiano lo scarto tra il popolo e quelli che parlano nel suo nome. Ci vuole un uomo o una donna che sappia parlare a tutti e da tutti sia riconoscibile.

Houellebecq 
Michel 
SOTTOMISSIONEHouellebecq Michel SOTTOMISSIONE

 

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...