chiara ferragni

IN QUALE SECOLO SIAMO? - 'VOGUE' CHE ACCUSA LE FASHION BLOGGER PERCHÉ SI FANNO PAGARE DAI MARCHI FA VERAMENTE RIDERE. OGGI SONO 'INFLUENCER', CHIARA FERRAGNI È ORMAI UN'IMPRENDITRICE A CAPO DI UN TEAM NUMEROSO, LEANDRA MEDINE HA CREATO UNA COMMUNITY AL FEMMINILE BRILLANTE E AGGIORNATA - UN'INTEMERATA POCO AUTOIRONICA DI UN MENSILE CHE NON DECIDE PIÙ COSA È ''IN'' E COSA È ''OUT''

Silvia Schirinzi per www.rivistastudio.com

 

leandra medine chiara ferragnileandra medine chiara ferragni

Quella dell’insulto, degli strali lanciati per distruggere la reputazione di qualcuno a suon di battute sagaci, è una forma di arte che non è facile padroneggiare: lo sapevano bene alcuni poeti dell’antica Grecia o di Roma, i quali facevano satira con motivazioni precise, per smontare l’avversario politico di turno o prendere in giro un determinato tipo umano.

 

Un genere non facile, dicevamo, perché per il mic drop definitivo bisogna calcolare molti fattori o, quantomeno, fare largo uso dell’(auto) ironia. Nel suo recap della Settimana della moda di Milano, la redazione di Vogue.com ha bellamente ignorato queste regole fondamentali, lanciando le più importanti firme del proprio staff contro il nemico giurato del giornale di moda, la fashion blogger.

 

anna wintour  anna wintour

Le editor ci sono andate giù pesante e, tra un elogio a Prada e uno a Marni, sono volati gli epiteti: «Se dovete cambiarvi ogni ora, cercatevi un altro lavoro, state uccidendo lo street style» (Sally Singer, creative digital director), e ancora «è patetico vedere queste ragazze andare avanti e indietro, nel traffico, rischiando anche l’incidente, nella speranza di farsi fotografare» (Sarah Mower, chief critic), per poi concludere perentorie «cercare un po’ di stile fra chi si fa pagare per indossare i vestiti è come cercare l’amore in uno strip club» (Alessandra Codinha, news fashion editor).

 

La prima reazione di chi ha letto è stata di spaesamento temporale: in che anno siamo? Nel 2009? Marissa Cooper è già morta? Sono già state create le sue emuli? Chiara Ferragni sta ancora con Ricky?

 

la fashion blogger chiara nastila fashion blogger chiara nasti

No, è il 2016. Mischa Barton l’abbiamo tutti dimenticata (tranne chi scrive, pare ovvio), mentre Chiara Ferragni è un’imprenditrice a capo di un team numeroso, è testimonial di marchi come Pantene, seleziona accuratamente le sfilate a cui partecipa e può essere a buon diritto inserita nella lista delle persone che ce l’hanno fatta. Non è un critico, non lo è mai stata, non si fa più chiamare blogger da un bel po’ di tempo e oggi è una digital influencer, come tutti quelli (in realtà pochi, perché la selezione naturale funziona) che come lei sono entrati nel mondo moda proprio attraverso lo strumento del blog, agli albori della digitalizzazione dell’industria.

 

 la fashion blogger tavi gavinson la fashion blogger tavi gavinson

 

CHIARA FERRAGNICHIARA FERRAGNI

L’articolo di Vogue, quindi, era datato già nell’individuazione dell’avversario, identificato con una nomenclatura superata e non più corrispondente ai fatti.  Poi, la mancanza di coerenza: per puntare il dito in maniera così inequivocabile bisogna essere (o almeno apparire) senza macchia.

 

Va bene essere aristocratici, ma qualcuno in riunione di redazione avrebbe dovuto far notare che le critiche arrivano dallo stesso giornale che per primo ha inserito le celebrity in copertina, copre ogni mossa delle Instagram girls Kendall Jenner/Gigi Hadid, quindi ha cavalcato e cavalca ancora oggi il fenomeno street style, pubblicando le gallery degli scatti di Phil Oh, in cui le “blogger” come Chiara Ferragni, Susie Lau o Leandra Medine sono sempre presenti.

 

Quindi, punto veramente centrale, criticare qualcuno perché si fa pagare dai marchi per indossare dei capi e farsi di conseguenza fotografare, fa un po’ ridere se si pensa a come funziona – da sempre – il product placement all’interno dei redazionali dei giornali.

fashion blogger leandra medinefashion blogger leandra medine

CHIARA FERRAGNICHIARA FERRAGNI

 

La prima a sottolineare la contraddizione è stata naturalmente Susie Lau di Style Bubble su Twitter, che scema non è e già si era scontrata niente meno che con Suzy Menkes nel lontano 2013, quando pensavamo di aver raggiunto l’apice definitivo della questione. E invece… Su Studio abbiamo affrontato l’argomento da più punti di vista: innanzitutto chiedendoci in che direzione si sta muovendo l’editoria del settore, quindi analizzando da vicino il caso di Vogue America, la nave ammiraglia di Condé Nast, in occasione del Met Gala. I punti su cui riflettere sono tanti, ma ci sembrava di aver raggiunto una pacificazione almeno intorno ai nodi principali.

 

fashion blogger bryanboyfashion blogger bryanboy

Tanto per cominciare, non tutte le influencer sono uguali: una cosa è Leandra Medine, un’altra è Chiara Ferragni. La prima ha creato un sito, Man Repeller, che si è sviluppato come una community al femminile brillante e aggiornata, che affronta trasversalmente argomenti come i trend di stagione o la loro totale inconsistenza e i consigli di beauty, ma parla anche di politica, problemi di coppia, carriera e amicizia.

 

Quando sui social le hanno detto che era brutta e che avrebbe dovuto truccarsi di più, Leandra ha scritto un articolo in cui spiegava perché il make-up non faceva per lei, dimostrando come parlare di creme e di rossetti può diventare un’occasione per dire anche altro.

 

Il Fashion blogger Prince Cassius Il Fashion blogger Prince Cassius

 Chiara, invece, ha puntato tutto sul seguito social, diventando di fatto il veicolo pubblicitario migliore che determinati marchi possono desiderare. Meglio specificare: non c’è un giudizio di valore dietro alla distinzione appena fatta, entrambe rappresentano target più o meno diversi, talvolta interscambiabili, entrambe sono state brave a costruire intorno a se stesse il loro business, dimostrando capacità imprenditoriali affatto indifferenti.

 

leandra medineleandra medine

E se Man Repeller rappresenta un’ottima alternativa al classico femminile, quello che viene da chiedersi è come un giornale, che pure ha fatto negli ultimi anni sforzi enormi per colmare il gap digitale di cui soffriva, possa ancora oggi mantenere un atteggiamento così inutilmente snob, tra l’altro non supportato dalla coerenza editoriale, ottenendo come unico risultato che vengano sbeffeggiate alcune delle sue firme più autorevoli.

CHIARA FERRAGNICHIARA FERRAGNI

 

Non è la prima volta, poi, che Vogue.com fa uno scivolone di questo tipo, nonostante sia un ottimo sito: era successo quando si erano accorti, sempre con tragico ritardo, che andavano di moda i sederi grandi, oppure con l’improbabile iniziativa della “skate-week”, in cui la glamourizzazione di un fenomeno street raggiungeva livelli imbarazzanti. Sembra quasi un lascito  duro a morire della versione cartacea.

 

La questione, semmai, è quella di come veicolare contenuti di livello diverso all’interno di determinate piattaforme. Perché sì, Sarah Mower merita di essere letta per chi si interessa di moda, ma come giustamente si chiede Tyler McCall su Fashionista, ha senso la critica di moda nell’epoca del see-now, buy-now? Perché aspettare che WWD o Tim Blanks esprimano il loro giudizio su una collezione quando posso trovarla già in negozio?

anna wintouranna wintour

 

C’è spazio per il fantomatico contenuto di qualità o la critica di costume, oggi? E se sì, dove? Niente paura allora, giornaliste, lo spazio c’è, perché come dice Leandra nel suo editoriale sulla questione, Internet è come un supermercato in cui possiamo scegliere cosa comprare, basterà imparare a editare i nostri feed e sceglierci la nostra nicchia. Perché i tempi in cui Vogue diceva cos’era in e cosa out, beh quelli sì, sono passati.

leandra  medineleandra medine

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)