1. “PAPÀ, MA SE TI CONFESSASSI CHE SONO GAY?”. “AH, AVEVO PAURA MI DICESSI… COMUNISTA” 2. CHISSÀ SE QUESTO DELIZIOSO, DIVERTENTE, PROFONDO PICCOLO FILM DI CHECCO ZALONE SU CHI SIAMO E COME STIAMO VIVENDO, FARÀ I 47 MILIONI DEL PRECEDENTE. DIMOSTREREBBE SOLO CHE UN PUBBLICO ESISTE PER UNA COMMEDIA PIÙ INTELLIGENTE E NUOVA 3. PIENO DI BATTUTE E DI GAG VISIVE, SENZA PERDERE MAI DI RITMO, DUNQUE CHISSA’ LA CRITICA PARRUCCONA DE’ NOANTRI QUALI RECENSIONI PREPARA PER DOMANI MATTINA

Sole a catinelle di Gennario Nunziante

Marco Giusti per Dagospia

L'Italia è così. Il problema principale che dilania oggi il paese non è il futuro di Renzi o da dove sia uscita fuori la Giaguara tettona della Leopolda, se scenderà in campo Marina o Barbara Berlusconi, che farà Grillo dopo il disastro del suo partito nel Trentino, con chi sia fidanzato Raoul Bova, ma se il nuovo film di Checco Zalone, Sole a catinelle, diretto da Gennaro Nunziante e prodotto da Pietro Valsecchi, in uscita giovedì con 1300 copie (in Italia abbiamo 3200 schermi!), dopo i 47 milioni incassati dal film precedente, Che bella giornata, possa incassare 20, 30, 40 milioni o più.

"So' comunisti, a papà!", se ne esce a un certo punto Checco col figlioletto Niccolò, il bravissimo Robert Dancs, per descrivere le stranezze della famiglia di ricchi composta dalla bella Zoe, l'inedita Aurore Erguy, e il suo ragazzino con problemi di mutismo selettivo, Ruben Aprea, avuto da un regista di film impegnati, sta girando un delirante ‘'Eutanasia mon amour''.

Il contagio del comunismo, visto come una malattia ideologica dei ricchi, è il principale terrore di Checco: "Papà, ma se un giorno ti confessassi che sono omosessuale?" - "Ah, avevo paura mi dicessi... comunista". Perché Checco non è altro che un bravo ragazzo del sud cresciuto dentro vent'anni di berlusconismo vissuti nel nordest, a Vicenza, che ne hanno fatto quello che è, un venditore di aspirapolvere che aspira a una vita da vip, quindi nella crisi massacrato dai prestiti a strozzo e da Equitalia ("Siamo di Equitalia" - "Noi siamo cattolici, qui!"), mezzo mollato anche dalla moglie operaia in lotta, la deliziosa Miriam Dalmazia, che deve però rispettare la promessa fatta al suo ragazzino: "Se sarai promosso con tutti dieci papà ti regala una vacanza da sogno".

E quando Niccolò prende davvero tutti dieci in pagella, anche in condotta visto che non dice nemmeno una parolaccia, Checco è costretto a portarlo in vacanza. Prima in un paesino sperduto del Molise, si tratta di Provvidenti, abitato nella realtà solo da 80 anime, a casa della tirchissima zia Ritella, Matilde Caterina dalla pronuncia molisana impeccabile, dice "rumaure" per rumore, poi, ma per un puro caso, nelle ville da ricche della bella miliardaria Zoe.

Lì conoscerà la vita da sogno che ha immaginato per tanti anni, tra amministratori delegati truffaldini, Marco Paolini e simili Briatori, Augusto Zucchi, mentre la moglie sta lottando per il posto di lavoro nel vicentino proprio nella fabbrica di proprietà di Zoe amministrata, malamente da Marco Paolini.

Erano anni che non si vedevano le bandiere della Cgil, i padroni e gli operai in un film italiano, per non dire in una commedia, oltre tutta prodotta da Medusa. Erano anni che non si parlava di comunisti al cinema, e proprio ieri sera, a "Piazza pulita", abbiamo sentito Carlo Freccero che si scusava di essere ancora di sinistra, rispetto al centrismo di Matteo Renzi.

Zalone e Nunziante, anche se si scusano preventivamente anche loro sostenendo di non aver fatto un film ideologico, si sporcano le mani col comunismo, con la crisi, con vent'anni di berlusconismo che hanno formato il loro assurdo protagonista che pensa sempre positivo, che è sempre ottimista, anche se Equitalia gli ha tolto tutto e sua moglie sta per perdere il posto.

Lo mettono di fronte agli amministratori delegati che stanno spolpando il paese portando i soldi alle Cayman, ai vari "Cortina Incontra" spostati a Portofino, con Edoardo Camurri come presentatore della serata. Lo fanno entrare in una loggia massonica deviata senza che nulla abbia capito, al punto che confonde le logge della massoneria per le masserie pugliesi.

Checco viaggia in un'Italia dalle idee poco chiare, vecchissima come la casa della zia Ritella, ma con la foto di Papa Bergoglio in bella evidenza, e modernissima, con le opere finto Cattelan ben esposte. Può dormire in un letto dove ha dormito Hegel, anche se non è un grande "estimatore di Eva Hegel", e spiegare cosa sia un Taeg.

Le sue contraddizioni, la sua incultura, sono le piaghe del paese, costretto a scegliere, come la Zia Ritella, tra staccare la spina dell'alimentatore che la tiene in vita per risparmiare, o non staccarla pagando una bolletta più salata e rovinarsi. Non è che Checco nel corso del film si trasformerà in un comunista militante o dimostrerà davvero di aver capito, ma almeno ricostruirà la sua famiglia, salverà i sentimenti importanti salvando anche la fabbrica della moglie dal fallimento.

Chissà se questo delizioso, divertente, allegro, profondo piccolo film su chi siamo e come stiamo vivendo farà i grandi incassi del film precedente. Dimostrerebbe solo che un pubblico esiste per una commedia più intelligente e nuova del solito. Di certo è un passo avanti sia per Nunziante che per Zalone, qualcosa di più strutturato e complesso con cui confrontarsi, diciamo dalle parti di Una vita difficile di Dino Risi con Alberto Sordi, cioè un viaggio nelle contraddizioni di un paese in crisi dove alla fine si dovrà scegliere da che parte stare.

Non tutto è riuscito perfettamente e il film soffre, specialmente nella parte centrale, di qualche parte un po' più ovvia, la gag della cucina vegana, la partita a golf, ma non perde mai di ritmo, è pieno di battute e di gag visive, spesso costruite, alla Tex Avery, una dentro l'altra. E la battuta sulle vacanze in Molise è scorretta, ma fantastica: "Se un papà porta il bambino in vacanza in Molise è... un coglione!".

C'è un po' di buonismo, ma non diventa mai quel buonismo veltroniano ormai fuori moda nell'era Renzi, e il rapporto tra Checco e il bambino funziona, è credibile. Tutto il film, inoltre, è costruito come un musicarello se non proprio un musical, con una festa di canzoni e di rimandi musicali divertenti che diventeranno dei tormentoni, come "Superpapà, è nella merda, ma ce la farà" o "forse ti ha offeso la lavastoviglie, tu con le mani fai meraviglie, forse ho sbagliato se non ti ho mai detto che per me c'era un unico oggetto e quello eri te".

Per non parlare della versione Gipsy King della sua celebre "Gli uomini sessuali" che diventa "Gli hombre sessuali". O delle rielaborazioni dei temi di Piero Piccioni per i film di Alberto Sordi.

 

Sole a catinelle checco zalone Sole a catinelle Sole a catinelle checco zalone SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE CHECCO ZALONE SOLE A CATINELLE

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…