ZEMAN, CON QUESTO CALCIO MARCIO NON HA NULLA A CHE SPARTIRE - IN UN CAMPIONATO DECENTE SAREBBE IL BOEMO A ESONERARE SABATINI – IL CASO ENNESIMA DIMOSTRAZIONE CHE IN ITALIA CHI DICE LA VERITA’ NON DURA - ALLENARE I VIP DEL PALLONE COME RAGAZZINI CHE GIOCANO IN STRADA FUNZIONA CON I CAMPIONI (TOTTI) MA NON CON I “SIMIL-CAMPIONI” – IL CALCIO DE’ NOANTRI CI LASCERA’ NELLE MANI DELLA TRIADE AGNELLI-CONTE-MAROTTA? …

Oliviero Beha per il "Fatto quotidiano"

Due tesi di base: si gioca a calcio molto di più ma anche molto peggio di anni fa e sia in campo che fuori l'Azienda Pallonara è assai meno credibile e presentabile che in passato. C'è insomma una china lungo la quale sta rotolando sempre più rapidamente il calcio giocato e quello organizzato, sostituiti da quello televisto e da quello parlato. Ora, se il prodotto della principale Industria del tempo libero degli italiani (nonché tra le prime 10 del Paese pur nella sua anomalia) deperisce vistosamente come spettacolo e come organizzazione, dal punto di vista dello standard economico e dell'immagine generale, forse c'è qualcosa che non va.

Molto di quello che non va lo tira fuori, spesso a silenzi parlanti e fumanti, la cosiddetta "coscienza di Zeman", un po' Vyckpaleck e un po' Italo Svevo, una tradizione familiare di stampo anche juventino con lo zio, un atteggiamento culturale mitteleuropeo che lo distingue da chiunque altro nel settore. Adesso pare che lo vogliano cacciare, sia la società sia i tifosi (non tutti, proporrei un referendum...).

Pochi punti, molto gioco, attacco senza paura ma spesso senza equilibrio, non si pareggia 0-0 ma casomai 3-3 perché pali o sfortuna hanno impedito un abituale 5-5... Insomma, dati alla mano e soprattutto in un calcio così un esonero potrebbe starci tutto. Dunque, si obietta, attacchi Zeman? Al contrario, amo la sua fenomenologia e lo difendo persino tatticamente cioè in quelle alchimie dispositive in cui troppo spesso le sue squadre hanno mostrato la corda (del risultato, mai dell'enfasi futbollistica).

Figuriamoci se non lo difendo ai vari livelli in cui si esprime, in pubblico e in privato, fino all'ironia di genere tottesco della pubblicità di un'auto che ne celebra la esuberante laconicità. Dicunt: ma Zeman parla chiaro, va al cuore delle cose e di un calcio malato (cfr. sopra...), non ha paura di scatenare polemiche ecc. Insomma, "dice la verità", definizione che parrebbe contenere un errore concettuale perché dice quella che lui ritiene essere la verità e lo fa senza schermi dialettici difensivi.

Eppure tutti sanno che è la verità, quello che pensa e dice Zeman, solo che ne evincono che "la verità non si può dire" con il sottinteso che per dirla devi essere abbastanza forte per farlo e quindi vincere in proporzione. Così sembra un cane (una Lupa...) che si morde la coda. Ma chi sono gli altri, quelli che obiettano su Zeman? I dirigenti? Quali? Un po' tutti, è il mondo del calcio che si rivolta se Zeman parla perché "smonta il giocattolo".

Se potesse, lo farebbe in senso proprio come ai tempi del mitico Foggia, allenando anche i campioni o similcampioni superpagati (cfr. la prima tesi di questo articolo) come se fossero dei ragazzini, senza pensare all'usura o all'amministrazione della carriera. Giocare per giocare, come se l'Olimpico fosse la strada di una volta... Naturalmente i campioni o similcampioni solitamente non ci stanno, ma quando uno lo fa (cfr. il Totti di quest'anno) esce ringiovanito dalla cura.

E l'avrebbe fatto anche De Rossi, Capitan Futuro, se la società non lo avesse preso in giro con un tiramolla nei confronti dell'estero per far rientrare un po' di capitali. Ovviamente anche il fardello De Rossi è stato addebitato a Zeman , che casomai ha il torto di essere venuto alla Roma "per l'ultima grande chance della sua carriera" troppo poco zemaniano nel tratto, troppo condiscendente con chi lo ha preso come foglia o ramo o tronco di fico. Adesso il ds Sabatini dice pubblicamente che "l'esonero è possibile". In un calcio decente (cfr. la seconda tesi di questo articolo...) sarebbe casomai Zeman a esonerare Sabatini.

Come nessuno, nella dirigenza calcistica italiana, si potrebbe permettere di frantumare il boemo e il suo cristallo calcistico prendendolo in giro. Invece accade, perché il calcio nostrano, quello che va tanto male, è quell'altro, dove Zeman poco ci azzecca . Zeman che vuole regole, Zeman che chiede codici etici, Zeman che vuole il gioco per il gioco ma anche contesti accettabili in società che lo producano. E invece all'opposto di tutto ciò ci sono le solite polemiche arbitrali, e la galleria di personaggi da Crozza live che insistono nel frusto copione.

Adesso l'arbitro Guida "ha esagerato", è perfino di Torre Annunziata... penalizzando la Juve, e il trio Lescano Agnelli-Conte-Marotta è andato giù pesante, il presidente difendendo i due dipendenti con uno stile lievemente difforme da quello del nonno, il duo da campo e da mercato sbroccando e venendone rimeritati dal giudice sportivo con un po' di squalifiche, Bonucci e Chiellini compresi.

Così, tanto per riguadagnare uno straccio di autorevolezza invece ormai smarrito da un pezzo. Quella degli arbitri è una sceneggiata continua, non in campo dove fanno solitamente ciò che loro conviene o "ciò che si sentono o non si sentono" in quel momento come volgarizzerebbe Conte, ma fuori, negli uffici dell'Associazione Italiana Arbitri tanto male in arnese e in quelli della Lega di A dove in tre-quattro fanno e disfano, e in quelli della Federcalcio dove fioriscono le mummie nella conservazione dei loro sarcofaghi di potere.

Loro sono responsabili del degrado del pallone, perché evidentemente sta loro bene così salvo quando qualcuno "si distrae" ed esce dal seminato, per rientrarvi - vedrete - quasi subito (il tal modestissimo Guida non arbitrerà più la Juve per tutto il campionato...). È un pallone sgonfio, senza coscienza. Quella di Zeman è soltanto un fastidio da rimuovere mentre il calcio rotola come un barattolo.

 

 

zemanZDENEK ZEMAN jpeger capitano FRANCESCO TOTTI foto mezzelani gmt WALTER sabatinifranco baldini e tottipallotta thorne baldini foto mezzelani gmt JAMES PALLOTTA

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO