1- MONTI COPIA INGROIA! GIÀ IL PM AVEVA CONVOCATO TUTTI PER NON DIRE UN CAZZO, RIMANDARE L'EVENTUALE CANDIDATURA, E SMERDARE CHI LO HA PORTATO IN POLITICA 2- “DECIDERÒ SULLA CANDIDATURA ENTRO IL 29 DICEMBRE. DI PIETRO, FERRERO E GLI ALTRI POLITICI FACCIANO UN PASSO INDIETRO. VORREI INVECE LANDINI, DON CIOTTI E SANTORO” 3- LEOLUCA ORLANDO PIGLIA PER IL CULO TONINO: “TI HANNO CHIESTO DUE PASSI INDIETRO, NON UNO, DUE!”. E LUI PROVA A RIMETTERSI IN CAMPO: “PARLA DEL SIMBOLO, NON DI PERSONE”. MA ORMAI L’ITALIA DEI VALORI È STATA ROTTAMATA DA DE MAGISTRIS E DAGLI ARANCIONI 4- ALDO GRASSO: “INGROIA HA UNA RETORICA DA TOTO CUTUGNO. IL COMIZIO NON HA CERTO GIOVATO ALLA SUA REPUTAZIONE, MA ALIMENTA IL SOSPETTO CHE L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA, SPECIE SE CLAMOROSA, È INTESA COME OPPORTUNITÀ PER UNA CARRIERA POLITICA” 5- IL PM COME JESSICA RABBIT! “NON CERCO LA SOVRAESPOSIZIONE, MI CI SONO TROVATO”


Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

1- INGROIA BATTEZZA POLO'ALTERNATIVO',MA NO ETICHETTE KERMESSE MOVIMENTO 'IO CI STO';EX PM, PASSO INDIETRO DA POLITICI
Paola Spadari per l'ANSA - Il si' definitivo alla sua candidatura ancora non arriva (''dovrete aspettare'') ma poco ci manca visto che Antonio Ingroia parla ormai da politico consumato battezzando il suo ''nuovo polo'' al teatro Capranica di Roma, ''l'unico alternativo al Berlusconismo, al Montismo''. E senza mezzi termini l'ex pm chiede un passo avanti alla societa' civile e un passo indietro ai politici: ad Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Angelo Bonelli in sala ad ascoltarlo, in sintesi tutti i cespugli a sinistra del Pd (Vendola escluso).

Secondo Ingroia, il modo migliore per far fare un passo avanti alla societa' civile e' quindi fare un passo indietro. Specificando che cio' non significa sparire, perche'- dice - ''vi vogliamo con noi nella battaglia''. Il '''nuovo polo, non e' secondo a nessuno'' - dice - ''non deve essere un collage, un'accozzaglia di colori, un arcobaleno, ma una nuova identita' che nasce e che dobbiamo portare a sintesi unitaria. E poi Dobbiamo osare. Apriamo il libro dei sogni - dice - non vogliamo un polo giustizialista e manettaro.

Da Ingroia arriva quindi la disponibilita' a scendere direttamente in campo: ''se riusciamo a realizzare tutto questo, sono disponibile a candidarmi per portare questa battaglia avanti anche in parlamento. E in attesa della sua discesa ''chiama'' Landini e Santoro:'' Abbiamo bisogno di associazioni, sindacati dei cittadini, di partigiani della Costituzione''. E si rivolge quindi al segretario della Fiom. '' Il primo a cui mi rivolgo e' Maurizio Landini. Poi si appella anche a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, don Luigi Ciotti, Michele Santoro e Sandro Ruotolo.

''Non e' un invito a candidarsi - spiega - ma l'invito ad accompagnarci al nostro fianco. Se poi volete candidarvi, ancora meglio''. Ingroia si dichiara disposto al confronto con il Pd. ''Da questa assemblea di oggi - dice - io chiedo un confronto con il segretario del Pd Bersani e chiedo un confronto senza pregiudizi. Lo chiedo perche' conosco molte personalita' del Pd che hanno le mie idee. E lo faccio con l'orgoglio della nostra autonomia come polo politico in costruzione''.

Quanto a chi lo accusa di essere un magistrato politicizzato, Ingroia lancia la sua sfida: ''Dobbiamo respingere chi dice che se fare politica per un magistrato significa che tutte le indagini sono politicizzate, non dobbiamo avere paura di questo argomento''. ''Non e' una prova della politicizzazione delle indagini il fatto che un pm si candidi ad una carica politica - ha aggiunto Ingroia - lo si deve dimostrare al fine delle indagini. Io so solo che il senatore dell'Utri, non lo chiamo signore, e' stato condannato per associazione mafiosa, allora dov'e' la politicizzazione della mia indagine se poi la condanna e' stata definitiva?''.

In mattinata in una lettera a Lucia Annunziata Ingroia riferendosi anche al movimento di De Magistris che lo aveva ringraziato per il suo impegno definito ''un atto di grande generosita''' aveva chiarito: ''l'arancione e' un bellissimo colore, come lo e' il rosso che mi appiccicavano sulla toga, con una certa malizia, diciamo. Ma Sorensen diceva: 'mettetemi un'etichetta e saro' un uomo finito'. Direttore, non mi faccia finire subito, almeno non prima di questo pomeriggio...''.


2- INGROIA, DECIDERO' SU CANDIDATURA ENTRO 28-29 DICEMBRE
(AGI) - "Ancora non e' definitivamente imboccata ma siamo gia' sulla strada. Ieri ho fatto un appello alla societa' civile e a quella parte di politica che ha avversato il berlusconismo e il montismo per impegnarsi e stare al fianco al progetto che abbiamo lanciato. I tempi sono stretti perche' le elezioni sono vicine, e quindi ci siamo dati una settimana alla fine della quale, tra il 28 e il 29 al massimo, tirero' le somme e valutero' se quelle condizioni che avevo poste sono soddisfatte e dichiarero' la mia eventuale candidatura". Cosi il magistrato Antonio Ingroia a Palermo, a margine della presentazione del libro "Io so" ai Cantieri culturali della Zisa, rispondendo ai giornalisti sulla sua eventuale candidatura a premier.

3- INGROIA, NON HO CERCATO IO LA SOVRAESPOSIZIONE MA MI CI SONO TROVATO
(Adnkronos) - "Non ho cercato io la sovraeposizione, mi ci sono trovato. Fin dall'inizio, nel 1992 mi sono ritrovato a essere ingestitatore su potenti come Bruno Contrada ed ero testimone cdi quello che era accaduto poco prima a Palermo nelle stragi del '92. Gia' da allora mi sono ritrovato nella doppia veste di testimone ei nvestigatore, di colui che sapeva come cittadino e come investigatore". Lo ha detto Antonio Ingroia presentando il siuo libro 'Io so' a Palermo.

4- INGROIA, PROVENZANO VOLEVA PENTIRSI? NO, HA FATTO SOLO ALLUSIONI
(Adnkronos) - "Non c'erano apparentemente dei segnali di effettiva volonta' di collaborazione di Bernardo Provenzano. C'erano state un paio di frasi allusive, ma non mi sembra il caso di entrare nel merito". Lo ha detto Antonio Ingroia parlando del boss mafioso Provenzano da alcuni giorni in coma dopo un intervento chirurgico al cervello. Nei mesi scorsi Ingroia aveva interrogato il capomafia per chiedere se si voleva pentire. "In un paio di frasi ammetteva implicitamente di sapere delle cose riservandosi di riprendere il tema e l'argomento - dice - dopo di che si possono fare illazioni di tutti i tipi, immagino che i colleghi della Procura stiano approfndendo la vicenda sulla sua condizione di salute attuale".

5- UNA RETORICA DA CANZONETTE DEL PM QUASI-CANDIDATO
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"

Quelli come Antonio Ingroia non si accontentano di fare bene il loro lavoro, vogliono anche redimere il mondo. Per loro la spada della Giustizia è sempre senza fodero, pronta a colpire o a raddrizzare le schiene. Dicono di impegnarsi ad applicare solo la legge senza guardare in faccia nessuno, ma intanto parlano molto delle loro indagini anche fuori dalle aule giudiziarie, contenti di esibire la loro faccia.

L'esposizione mediatica, gli interventi ai congressi di partito sono un diritto, ma per dimostrare la propria imparzialità non bastano frasi a effetto, intrise di retorica alla Toto Cutugno: «Partigiani della Costituzione», «Il libro dei sogni», «Un tesoro smarrito sul fondo dell'anima» (non della schiena, dritta per intenderci).

Dopo un periodo di pausa attiva (da due mesi stava svolgendo un lavoro investigativo patrocinato dall'Onu in Guatemala contro i narcos), dopo il via libera del Csm, Ingroia ha offerto la sua disponibilità a candidarsi (io ci sto!) chiedendo ai vari Di Pietro, Ferrero, Diliberto di «fare un passo indietro». Tra i fan del nuovo líder máximo spiccano i nomi di Moni Ovadia, Sabina Guzzanti, Fausto Bertinotti, Gino Strada, Vauro. L'ex procuratore aggiunto vorrebbe anche Maurizio Landini e Michele Santoro.

In Guatemala ci è finito mentre si chiudeva «la madre di tutte le indagini» della Procura di Palermo, quella sulla presunta trattativa Stato-mafia, con le famose intercettazioni riguardanti anche il Colle (che non pochi problemi hanno creato nei rapporti istituzionali) e il consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio, un tempo stretto collaboratore di Giovanni Falcone, stroncato poi da un infarto.

A Palermo ha abbandonato l'inchiesta nella sua fase più delicata e il comizio di venerdì non ha certo giovato alla sua reputazione (già incrinata dalla gestione di Massimo Ciancimino) e alla credibilità della magistratura italiana, alimentando il sospetto che l'attività giudiziaria, specie se clamorosa, venga intesa da alcuni come opportunità per una carriera politica.

Le debolezze del magistrato non lo rendono più umano, ma soltanto più simile a un cittadino al di sotto di ogni sospetto.


6- CHE BOTTA PER DI PIETRO: "NON SI FA COSÌ"
Beatrice Borromeo per "il Fatto Quotidiano"

Antonio, ti hanno chiesto due passi indietro, non uno! Due!". Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando segue Di Pietro in un angolo del backstage del teatro Capranica di Roma. Passi essere il numero due, pur di evitare la batosta alle urne che l'Idv prenderebbe se si presentasse sola alle elezioni. Ma il discorso di Ingroia, che sul palco si è rivolto ai leader di partito confluiti nel Nuovo Polo chiedendo loro di fare "un passo indietro", li ha spiazzati. Tanto che la platea è ammutolita e lo staff dello stesso Ingroia si è fissato con aria stupefatta. Il volto dell'ex pm di Mani Pulite invece è rimasto immobile.

Almeno fino a che il leader Idv non si è accorto di essere inquadrato da una telecamera (ha poi tentato un tiratissimo sorriso). Perché Antonio Di Pietro sapeva che quella di ieri non sarebbe stata una serata facile. E sapeva che Ingroia avrebbe chiesto a lui, a Paolo Ferrero di Rifondazione e a Oliviero Diliberto del Pdci di abbandonare i simboli di partito per confluire in una lista unica, senza colori.

Ma non si aspettava di essere lasciato quasi a margine del lungo discorso , staccato di almeno mezz'ora dai ringraziamenti al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dalle lodi a "Cambiare si può" del professor Marco Revelli e dagli appelli a Don Luigi Ciotti di Libera, a Maurizio Landini o a Michele Santoro perché lo appoggino (possibilmente candidandosi). Soprattutto, Di Pietro non si aspettava i toni. É lo stesso Ingroia, dietro le quinte, a tranquillizzarlo: "Non c'è nessuna preclusione per le candidature, mi riferivo solo ai simboli".

Una posizione, questa, largamente condivisa dalla gente sia in sala che fuori (dove una cinquantina di persone ha tentato di sfondare il portone d'entrata del teatro già strapieno) ma che ha definitivamente tolto lo scettro di azionisti di riferimento a quei politici che, proprio come Di Pietro, si aspettavano di poterci mettere la faccia. E De Magistris, scendendo le scale del Capranica, rincara: "Io sono per una forte discontinuità, e in lista metterei una maestra, un precario, un operaio. Di Pietro? Se metto questi vuol dire che non c'è posto per altri...".

Una frase che il leader dell'Idv non prende bene: "A voi dice questo, ma a me Luigi ha sempre detto il contrario, non si può andare avanti così!" (mentre Orlando sussurra "Guarda che per molto meno... per molto meno..."). Di Pietro alza le braccia: "Sono 5 anni che faccio opposizione da solo, 5! La posso avere un po' di compagnia in Parlamento?!". Come verranno scelti i candidati però ancora non si sa: "Per le primarie il tempo è un po' pochino", ammette Ingroia.

Intanto rimbomba la musica del Boss Bruce Springsteen, sui muri vengono proiettate frasi fluo prese dalla Costituzione e le facce di chi si mette in fila per uscire sono sorridenti e di tutte le età. Ingroia, Di Pietro e De Magistris si sono visti ieri sera. Per parlare degli equivoci non c'era neanche tempo: mancano meno di due mesi alle elezioni.

7- DI PIETRO, PRONTI A PASSO INDIETRO SU SIMBOLO
(ANSA) - ''L'Idv e tutti gli altri partiti a disposizione di questo progetto unitario con grande senso di responsabilita' realizzeranno un'unica lista con un unico simbolo che non racchiude altre liste perche' non vogliamo rifare l'esperienza arcobaleno ma sulla qualita' e professionalita' delle persone. l'Idv partecipera' con le sue migliori professionalita'''. Cosi' Antonio Di Pietro sulla nuova lista o sulla creazione del quarto polo Ingroia ha chiesto ai partiti di fare un passo indietro sui simboli.

Antonio Di Pietro nel corso dell'incontro a Montenero afferma poi: e' ''nostro dovere mettere insieme professionisti, partiti, movimenti, societa' civile che in un'unica lista rappresentano un'alternativa di governo, non quarto polo ma il vero polo di centrosinistra''. E a questo punto arriva anche un 'invito' al Pd: ''In tal senso invitiamo anche il centrosinistra a uscire dalle primarie, a uscire dalle secche del compromesso con i cosiddetti moderati che altro non sono che quelli che stanno al centro aspettando di mettersi a destra o sinistra a chi gli offre di piu'. All'interno di questa lista insieme la societa' civile, associazioni, movimento che con noi vogliono realizzarlo''.

 

Antonio Ingroia Antonio Ingroia Capranica De Magistris e Orlando Felice Belisario Elena Cucci Di Pietro saluta De Magistris Antonio Ingroia Manifesto Oliviero Beha Oliviero DiLiberto e Manuela Palermi Paluzzi Ezio Paolo Ferrero Beatrice Borromeo intervista Paolo Ferrero Antonio Ingroia De Magistris Di Pietro e Orlando Angelo Bonelli Russo Spena Vittorio Agnoletto e Luigi De Magistris Carmine Fotia Rosa Rinaldi

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...