marco bucci il secolo xix

BUCCI DI BANANA – LE OPPOSIZIONI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL GOVERNATORE LIGURE DI CENTRODESTRA, MARCO BUCCI, PER IL CASO DEL DOSSIERAGGIO DELL’UFFICIO STAMPA DELLE REGIONE NEI CONFRONTI DEI GIORNALISTI DEL “SECOLO XIX” – ANDREA ORLANDO: “SE È VERO CHE BUCCI HA FATTO PREPARARE CON SOLDI PUBBLICI DOSSIERAGGI E LISTE DI PROSCRIZIONE DI CRONISTI SGRADITI, IN UN QUALUNQUE PAESE CIVILE DOVREBBE LASCIARE L’INCARICO” – LA PROCURA DI GENOVA HA APERTO UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI PER IL REATO DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA, IN SEGUITO ALL'ESPOSTO PRESENTATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO, MICHELE BRAMBILLA, CONTRO FEDERICO CASABELLA, PORTAVOCE DI BUCCI, CHE AVEVA  PARLATO DI UN PRESUNTO ACCORDO TRA LO STESSO BRAMBILLA E IL GOVERNATORE…

Articoli correlati

L'UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE LIGURIA HA CONFEZIONATO DOSSIER SUI GIORNALISTI DEL SECOLO XIX

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOSSIER SECOLO XIX, PROCURA APRE FASCICOLO DOPO ESPOSTO DEL DIRETTORE

marco bucci e silvia salis

(ANSA) - GENOVA, 11 MAR - La procura di Genova ha aperto un fascicolo dopo l'esposto presentato dal direttore del Secolo XIX Michele Brambilla contro Federico Casabella, portavoce del presidente della Regione Liguria Marco Bucci per le dichiarazioni rilasciate nel corso di un'audizione davanti all'ordine dei giornalisti della Liguria in cui avrebbe parlato di un presunto accordo tra lo stesso direttore e il governatore Bucci.   

 

L'esposto è stato depositato in Procura il 6 marzo e ipotizza il reato di diffamazione aggravata. Il fascicolo d'inchiesta al momento è contro ignoti. La vicenda nasce nell'ambito del presunto dossieraggio nei confronti dei giornalisti della testata genovese da parte dello staff del presidente Bucci durante la campagna elettorale per le elezioni comunali che giudicavano gli articoli troppo sbilanciati nei confronti di Silvia Salis.

 

ORLANDO, BUCCI CHIARISCA CONTORNI TORBIDI DOSSIERAGGIO

scazzo tra andrea orlando e marco bucci 6

(ANSA) - GENOVA, 11 MAR - "Questa mattina ho chiamato il direttore del Secolo XIX per esprimere la solidarietà alla redazione per le notizie di un presunto dossieraggio messo in atto dallo staff del presidente Bucci sui giornalisti per provare a condizionare la campagna elettorale per le comunali contro Silvia Salis.

 

Una notizia, se confermata, gravissima che rappresenta un vulnus inaccettabile per la libertà di informazione nella nostra regione e nel Paese".

 

michele brambilla

Lo scrive in una nota l'ex ministro della Giustizia, attuale consigliere regionale ligure ed esponente Pd Andrea Orlando. "Non si tratta purtroppo di un caso isolato perché, come abbiamo visto in questi mesi con vicende di spionaggio e dossieraggio contro altri giornalisti, di querele temerarie verso la stampa, di gogna verso giornalisti, la tentazione di una certa politica, ed in particolare della destra, è sempre quella di non avere intralcio, di non essere infastiditi, di comprimere gli spazi del diritto di critica e di cronaca - conclude Orlando -.

 

Ci auguriamo che il presidente Bucci chiarisca quanto prima i contorni torbidi di questa vicenda traendone le conseguenze visto lo strappo istituzionale determinato con la stampa in seguito a questa vicenda".

 

DOSSIERAGGIO SECOLO XIX: BENIFEI (PD), 'SE CONFERMATO BUCCI SI DIMETTA'

MARCO BUCCI E GIOVANNI TOTI CON IL PESTO

(ANSA) - GENOVA, 11 MAR - "Se fosse confermato che il presidente della Regione Liguria Bucci ha fatto preparare con soldi pubblici dossieraggi e liste di proscrizione di giornalisti sgraditi, inviandoli agli editori per mettere pressione per far cambiare linea a un giornale, in un qualunque Paese civile questo stesso Presidente dovrebbe rassegnare le dimissioni perché sarebbe un abuso di potere intollerabile per interessi propri realizzato alle spalle e sulla pelle dei cittadini, aldilà di tutti i risvolti giudiziari."

 

Lo scrive in una nota l'eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, a seguito delle inchieste giornalistiche sui presunti dossieraggi da parte dell'ufficio stampa della Regione Liguria.   

 

"La mia piena solidarietà al direttore e ai giornalisti del Secolo XIX e agli esponenti politici e istituzionali che sarebbero stati presi di mira, come la sindaca Silvia Salis: non abbiamo ancora tutti gli elementi, ma quello che sappiamo già per certo è che nel contesto di crescenti intimidazioni alla stampa che avvengono nel nostro Paese, la maggioranza politica che sostiene il Presidente Bucci è la stessa che al governo dell'Italia ha deciso di non recepire ancora lo European Media Freedom Act e si distingue per frequenti attacchi alla libertà di stampa.

 

Mi auguro che il Presidente Bucci dia rapidamente spiegazioni convincenti su quanto sta emergendo o ne tragga le conseguenze politiche", conclude Benifei. 

 

LIGURIA: PIRONDINI (M5S), 'SOLIDARIETÀ A SECOLO XIX, BUCCI DEVE DIMETTERSI'

MARCO BUCCI - ALDO SPINELLI - GIANLUIGI APONTE - GIOVANNI TOTI

(Adnkronos) - "La vicenda che emerge oggi sul Secolo XIX è gravissima e non può essere minimizzata. Secondo quanto riportano Fatto Quotidiano e Repubblica, per mesi l’ufficio stampa della Regione Liguria, quindi una struttura pagata con soldi pubblici, avrebbe monitorato e schedato i giornalisti del quotidiano e il direttore Michele Brambilla, arrivando a compilare report e segnalazioni da inviare all’editore sui cronisti ritenuti sgraditi.

 

Non semplici critiche politiche, ma un sistema di pressione costruito dentro un ufficio pubblico per controllare e condizionare il lavoro di una redazione. Se tutto questo venisse confermato, saremmo davanti a un fatto incompatibile con qualsiasi idea di democrazia. Per questo Marco Bucci deve dimettersi. Un presidente di Regione non può usare la macchina pubblica per schedare i giornalisti che lo criticano.

 

Michele Brambilla

Non può trasformare un ufficio istituzionale in uno strumento di controllo sull’informazione. A tutte le giornaliste e a tutti i giornalisti del Secolo XIX va piena solidarietà. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia e chi prova a metterla sotto pressione dimostra di non essere all’altezza delle istituzioni che rappresenta". Così il capogruppo M5s al Senato, Luca Pirondini.

 

 

 

giovanni toti marco bucciMARCO BUCCI ANDREA ORLANDO

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…