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PERCHÉ I PAESI DEL GOLFO TRACCHEGGIANO E NON RISPONDONO AI MISSILI LANCIATI DA TEHERAN? - I SOVRANI SANNO CHE ATTACCARE VUOL DIRE METTERSI CONTRO LA POPOLAZIONE SCIITA PRESENTE NEI LORO PAESI, CHE È TUTT'ALTRO CHE ESIGUA: IN BAHRAIN È LA MAGGIORANZA (TRA IL 65 E IL 75%), MA LA MONARCHIA È SUNNITA - IN KUWAIT AMMONTA TRA IL 20 E IL 25%. IN QATAR GLI SCIITI SONO IL 10%, COME NEGLI EMIRATI E IN ARABIA SAUDITA, MENTRE IN OMAN SONO TRA IL 5 E IL 10% - OGGI SI SONO RIUNITI I MINISTRI DEGLI ESTERI DELLA LEGA ARABA, CHE HANNO CONDANNATO GLI ATTACCHI IRANIANI: "SONO SCONSIDERATI E NON GIUSTIFICATI" - UNA LORO RAPPRESAGLIA POI COSA AGGIUNGEREBBE? SOLO ALTRI BOMBARDAMENTI DALL’ALTO. MA SE SI VUOLE RIVOLTARE IL REGIME SERVE OPERAZIONE DI TERRA CHE I PAESI DEL GOLFO NON POSSONO FARE...

TEHERAN UNA BRUTTA ARIA PER TRUMP - LA STRATEGIA DELL'IRAN PER SPINGERE I PAESI DEL GOLFO A UNA RIVOLTA CONTRO TRUMP: BOMBARDARLI, A COSTO DI RISCHIARE UNA LORO RAPPRESAGLIA -GLI EMIRATI ARABI UNITI SONO STATI PRESI DI MIRA DALLE FORZE DI TEHERAN CON CIRCA 200 MISSILI E OLTRE MILLE DRONI - I RICCHI EMIRI SONO INCAZZATI NERI: DOPO AVER FINANZIATO A SUON DI PETROLDOLLARI TRUMP, ORA, SI TROVANO SOTTO LE BOMBE DI UNA GUERRA SCATENATA DA "THE DONALD" - LA RABBIA DI KHALAF AHMAD AL-HABTOOR, MILIARDARIO EMIRATINO, NEI CONFRONTI DI TRUMP: "HAI CALCOLATO I DANNI COLLATERALI PRIMA DI SPARARE? HAI MESSO I PAESI DEL GOLFO NEL CUORE DI UN PERICOLO CHE NON HANNO SCELTO"

https://www.dagospia.com/politica/teheran-brutta-aria-per-trump-strategia-dell-iran-per-spingere-i-paesi-466675

 

 

Lega Araba, 'attacchi iraniani sconsiderati, la smettano' '

PERCENTUALE DI MUSULMANI SCIITI NEI PAESI DEL GOLFO

(ANSA-AFP) - IL CAIRO, 08 MAR - Il segretario generale della Lega Araba ha dichiarato che gli attacchi iraniani contro diversi Stati membri sono stati "sconsiderati", esortando Teheran a porre fine a quello che ha definito un "enorme errore strategico".

 

Intervenendo a una videoconferenza di emergenza dei ministri degli Esteri arabi al Cairo, Ahmed Aboul Gheit ha affermato che gli attacchi "non possono essere giustificati con alcun pretesto o scusa" e ha ripagato gli sforzi di pace dei paesi del Golfo con "razzi insidiosi e attacchi con droni".

 

L’IRAN SI SCUSA (E POI MINACCIA) TRUMP: VI DISTRUGGIAMO

 

Estratto dell'articolo di Anna Momigliano per il "Corriere della Sera"

 

consolato americano a Dubai colpito da un drone iraniano

Ieri è stato il giorno delle scuse iraniane (subito ritirate) e delle minacce americane. Il presidente Donald Trump ha (di nuovo) tuonato: l’Iran «sarà colpito molto duramente», rischia la «distruzione totale», gli Stati Uniti ora si preparano ad allargare l’offensiva su nuove «aree e gruppi di persone». Il giorno prima aveva chiesto la «resa incondizionata».

E il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con le nazioni del Golfo per averle colpite con droni e missili:

 

«Ritengo necessario porgere le scuse ai nostri vicini che sono stati attaccati». A mo’ di rappresaglia per l’offensiva americana e israeliana, la Repubblica islamica ha lanciato raid contro otto Stati arabi (Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati, Qatar e persino l’Oman, che si era fatto mediatore con gli Usa) e ha colpito Azerbaigian e Cipro, oltre che Israele. La ritorsione non era inattesa, ma ha sorpreso per la sua portata e natura indiscriminata, visto che tra i bersagli ci sono hotel e infrastrutture civili. L’obiettivo era mettere paura alle monarchie del Golfo affinché facessero pressione sugli Usa per fermare l’offensiva. Non ha funzionato.

RIUNIONE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI DELLA LEGA ARABA

 

Dalle parole del presidente sembrerebbe che Teheran ora voglia correggere il tiro: «Da ora in poi, non attaccheremo Paesi vicini a meno che non ci attacchino prima loro», ha detto in un video trasmesso in mattinata dalla tv di Stato. Peccato che, proprio mentre Pezeshkian parlava, il ministero della Difesa del Qatar annunciava di avere intercettato un attacco missilistico dall’Iran.

 

E peccato che, stando a quanto si sa, non è Pezeshkian a comandare in questo momento. Infatti, poco dopo Mohammad Bagher Ghalibaf — il presidente del Parlamento, che sta di fatto tenendo le redini del Paese, insieme al segretario del Consiglio supremo di difesa nazionale Ali Larijani e al capo dei pasdaran Ahmed Vahidi — ha mandato un messaggio opposto: fino a quando ospiteranno basi militari americane, i Paesi del Golfo «non avranno pace».

 

abu dhabi colpita dagli attacchi iraniani

Ieri, oltre al Qatar, l’Iran ha provato a colpire anche Emirati e Bahrein: tutti i missili sono stati intercettati, anche se a Dubai una persona è rimasta uccisa dai detriti della contraerea. In Israele, l’allarme è suonato a Haifa e Gerusalemme. Forti esplosioni, poi, in Iraq, dove sono attive milizie filo-iraniane: colpite Baghdad ed Erbil.

 

Teheran sostiene anche di non stare bloccando lo stretto di Hormuz («È aperto, colpiamo solo israeliani e americani») anche se nei fatti il commercio è pressoché paralizzato. Nel complesso, però, la ritorsione di Teheran si sta smorzando, per via delle munizioni che scarseggiano, tanto che l’aeroporto di Dubai ha riaperto, seppure a capacità ridotta.

 

abu dhabi colpita dagli attacchi iraniani

Invece l’offensiva americana e israeliana prosegue massiccia. Ieri gli israeliani hanno bombardato l’aeroporto di Teheran e un sito di stoccaggio di petrolio. I dati della Mezzaluna Rossa danno l’idea della devastazione: più di seimila edifici distrutti, inclusi cinquemila abitazioni e 14 ospedali.

 

Israele ha colpito, nuovamente, le aree del Libano dove fa base Hezbollah, i quartieri a Sud di Beirut e attaccato anche via terra la valle della Bekaa (41 morti). C’è un esodo del personale iraniano dal Paese arabo: temono raid mirati. Trump evoca anche l’invio di truppe di terra per prendere il controllo delle scorte di uranio arricchito.

abu dhabi colpita dagli attacchi iraniani

 

Forse le parole contrastanti di Pezeshkian e Ghalibaf sono solo taarof , la danza verbale codificata nei costumi persiani che può tradursi nel dire tutto e il contrario di tutto. Più probabilmente, indicano una frattura nel sistema di potere, decapitato con l’uccisione dell’ayatollah Khamenei. È quello che si augura Trump: un regime diviso, dove una fazione è disposta a cedere.

 

Da otto giorni la teocrazia non ha una Guida suprema: Mojtaba, il figlio di Khamenei, per ora non ha ottenuto la nomina. Ieri fonti israeliane riferivano che è stato colpito in un raid: ferito, ma vivo. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è rivolto all’opposizione in Iran: «Il momento della verità è vicino, la liberazione dell’Iran dipende da voi». [...]

DUBAI - PRIMA E DOPO ATTACCO IRANIANO

abu dhabi colpita dai droni iraniani KHAMENEI E Pezeshkian DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH masoud pezeshkian alla manifestazione pro regime a teheran, in iran 7MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN TRUMP GUERRA USA IN IRANmasoud pezeshkian alla manifestazione pro regime a teheran, in iran 7 influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 3

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