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TEHERAN UNA BRUTTA ARIA PER TRUMP - LA STRATEGIA DELL'IRAN PER SPINGERE I PAESI DEL GOLFO A UNA RIVOLTA CONTRO TRUMP: BOMBARDARLI, A COSTO DI RISCHIARE UNA LORO RAPPRESAGLIA -GLI EMIRATI ARABI UNITI SONO STATI PRESI DI MIRA DALLE FORZE DI TEHERAN CON CIRCA 200 MISSILI E OLTRE MILLE DRONI - I RICCHI EMIRI SONO INCAZZATI NERI: DOPO AVER FINANZIATO A SUON DI PETROLDOLLARI TRUMP, ORA, SI TROVANO SOTTO LE BOMBE DI UNA GUERRA SCATENATA DA "THE DONALD" - LA RABBIA DI KHALAF AHMAD AL-HABTOOR, MILIARDARIO EMIRATINO, NEI CONFRONTI DI TRUMP: "HAI CALCOLATO I DANNI COLLATERALI PRIMA DI SPARARE? HAI MESSO I PAESI DEL GOLFO NEL CUORE DI UN PERICOLO CHE NON HANNO SCELTO"

Estratto dell'articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

consolato americano a Dubai colpito da un drone iraniano

Khalaf Ahmad Al-Habtoor non è un leone da tastiera, ma un miliardario dell’establishment degli Emirati Arabi Uniti. Non è un oppositore di Donald Trump, ma un ex diplomatico che aveva creduto di poter fare affari ancora migliori grazie al presidente degli Stati Uniti. Eppure giovedì ha pubblicato una lettera in cui rivolge una serie di domande e osservazioni taglienti al tycoon della Casa Bianca:

 

«Hai calcolato i danni collaterali prima di sparare? Hai messo i Paesi del Golfo al cuore di un pericolo che non hanno scelto». E ancora: «Le tue iniziative del “Board of Peace” sono state finanziate dagli Stati del Golfo» scrive Al-Habtoor, pensando al miliardo di dollari che l’amministrazione ha chiesto a ciascuno di loro per sedersi al tavolo: «Dov’è finito questo denaro?»

 

La lettera di Al-Habtoor si conclude ricordando che «la vera leadership non si misura dalle decisioni di guerra, ma dalla saggezza, dal rispetto per gli altri e dalla spinta verso il raggiungimento della pace».

 

DUBAI - PRIMA E DOPO ATTACCO IRANIANO

Tutta questa amarezza è comprensibile. Le ultime stime indicano che gli Emirati Arabi Uniti, che hanno negato agli Stati Uniti l’uso delle proprie basi per attaccare l’Iran, sono stati presi di mira dalle forze di Teheran con circa duecento missili e 1.072 droni; una ventina di missili e una settantina di droni hanno superato la contraerea colpendo fra l’altro l’aeroporto di Dubai, vari grandi alberghi, due data center di Amazon Web Services e il principale centro di desalinizzazione.

 

In confronto altri centri del Golfo sono meno bersagliati. Il Bahrein, che ospita la quinta flotta americana, ha avuto circa 75 missili e 130 droni; il Qatar, dove si trova la più vasta base statunitense nella regione, ha ricevuto di un centinaio di missili e una quarantina di droni. L’Arabia Saudita non pubblica i dati sugli attacchi ma, benché la sua principale raffineria sia stata colpita due volte, sembra meno presa di mira.

 

abu dhabi colpita dagli attacchi iraniani

C’è del metodo in questi colpi indiscriminati. Gli Emirati sono i grandi bersagli degli iraniani non solo perché, con gli Accordi di Abramo, riconoscono Israele. Anche il Bahrein lo fa ma, in confronto, viene risparmiato. Sembra piuttosto essere il modello Dubai il vero obiettivo di Teheran, il simbolo dell’integrazione blasfema degli arabi del Golfo nelle élite globali del denaro.

 

E forse ciò che la Guardia rivoluzionaria iraniana vuole è proprio il tipo di reazione Al-Habtoor, il miliardario emiratino che ora accusa Trump. In Israele esiste qualcosa che va sotto il nome di «Opzione Sansone»: l’idea di far crollare le colonne del tempio sopra di sé e dei nemici filistei, ossia attivare l’arma atomica in una sfida esistenziale con l’Iran.

 

abu dhabi colpita dagli attacchi iraniani

L’Iran stesso sta probabilmente sperimentando qualcosa che va nella stessa direzione. Vuole portare all’estremo lo stress dei vicini arabi nel Golfo, a corso di rischiare la loro rappresaglia, pur di spingerli a una rivolta contro Trump. Non è difficile immaginare i pensieri dei monarchi assoluti di Abu Dhabi, Doha o Riad in questi giorni.

 

La domanda di Al-Habtoor sul destino dei fondi per il «Board of Peace», ancora una volta, dice tutto. I regnanti del Golfo hanno versato miliardi di petrodollari a Trump e ai suoi cari; pensavano di avere il tycoon sotto controllo, di fare affari con lui, ma nemmeno la massa immane di denaro accumulato grazie al potere della Casa Bianca può sedare la sua imprevedibilità. I re del Golfo hanno arricchito Trump contando di controllarlo; in cambio ne hanno missili e droni iraniani di una guerra che non hanno mai voluto.

 

PETROLIERA COLPITA DALL IRAN NELLE ACQUE DEL GOLFO PERSICO

Eppure avevano pagato. Il Qatar ha messo a disposizione di Trump un aereo da 400 milioni di dollari. Un fondo sovrano dell’Arabia Saudita ha versato due miliardi nello hedge fund di Jared Kushner a Miami chiamato Affinity Partners e così hanno fatto il Qatar e il principe di Abu Dhabi Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan con centinaia di milioni ciascuno, sempre a favore del genero di Trump. Il caso più gravido di conseguenze riguarda però proprio il governo degli Emirati Arabi Uniti.

 

A gennaio di un anno fa ha investito mezzo miliardo per il 49% della nuova piattaforma di criptovalute appena lanciata da Trump con il suo factotum Steve Witkoff (i gestori della società sono i figli dei due). La famiglia Trump ha incassato direttamente 187 milioni di dollari, quella di Witkoff 31. Subito dopo, nel suo ruolo di presidente degli Stati Uniti, il tycoon ha dato agli Emirati accesso ad alcuni dei semiconduttori più avanzati prodotti in America da Nvidia per l’intelligenza artificiale. [...]

emirati arabi uniti DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN TRUMP PASDARAN IRANDONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH MEME SUL MONDO MANGA CHE SOSTIENE TRUMP E IL REGIME ISLAMICO IN IRANabu dhabi colpita dai droni iraniani

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