petrolio stretto di hormuz barile barili greggio crisi energia

SONO OLTRE 800 LE PETROLIERE FERME AL "CASELLO DI TEHERAN", DOVE PASSA UN QUINTO DEL PETROLIO E DEL GAS PRODOTTI AL MONDO - DOPO L'ANNUNCIO DELLA TREGUA E DELLA RIAPERTURA DELLO STRETTO DI HORMUZ, DUE IMBARCAZIONI HANNO TENTATO DI ATTRAVERSARE IL TRATTO DI MARE SOTTO IL CONTROLLO DEGLI IRANIANI. DOPO I RAID ISRAELIANI IN LIBANO, LE AUTORITA' DI TEHERAN HANNO COMUNICATO ALLE NAVI: "CHI TENTERÀ IL TRANSITO SENZA AUTORIZZAZIONE SARÀ DISTRUTTO" - L'INGORGO DELLE BARCHE NON SI SCIOGLIERÀ IN TEMPI BREVI: UNA PETROLIERA DEVE STARE FERMA AL TERMINALE 48 ORE PER EFFETTUARE UN CARICO DI GREGGIO - IL PEDAGGIO ILLEGALE IMPOSTO ALLE NAVI (1 DOLLARO PER OGNI BARILE DI PETROLIO TRASPORTATO)

1 - IL "CASELLO DI TEHERAN" CONTROLLA IL TRAFFICO MA NON SI APRE

Estratto dell'articolo di Francesco Manacorda per "la Repubblica"

 

nave cargo - stretto di hormuz

Il "casello di Teheran" controlla il traffico ma non si apre. Al mattino, la notizia del cessate il fuoco ancora fresca, due navi si avventurano a passare lo Stretto di Hormuz. Lo fanno mentre i mercati finanziari esultano: in orbita le Borse, a fondo le quotazioni del petrolio.

 

Ma passano poche ore e alle oltre 800 imbarcazioni che da settimane aspettano attorno a quel braccio di mare, in porti tenuti strettamente segreti o alla rada, arriva un messaggio via radio in inglese dal contenuto inequivocabile: chi tenterà il transito senza autorizzazione «sarà distrutto».

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Vale per chiunque: in attesa ci sono le maxi petroliere da due milioni di barili, le portacontainer, le Q Max che imbarcano 270 mila metri cubi di gas liquefatto. E del resto da Hormuz bisogna passare per far arrivare a destinazione un quinto del petrolio e del gas prodotti al mondo.

 

Quel messaggio radio è la traduzione operativa di ciò che sta accadendo nello Stretto: non una chiusura totale, ma un sistema di controllo che decide chi passa, quando e a quali condizioni. Il "casello di Tehran", lo chiamano appunto gli operatori marittimi. La tariffa del casello la spiega Hamid Hosseini, portavoce della Oil, Gas and Petrochemical Products Exporters Union iraniana al Financial Times: «Un dollaro per barile di petrolio». Le petroliere vuote, aggiunge, possono passare gratis.

STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE

 

Ma il casello tira immediatamente giù la sbarra mentre il Libano si incendia sotto i bombardamenti israeliani: l'agenzia semiufficiale iraniana Fars annuncia che con i raid di Tel Aviv si blocca il traffico delle petroliere.

 

C'è di più: Teheran dice ai mediatori pakistani se le ostilità in Libano continuano potrebbe anche riconsiderare la riapertura dello Stretto. È già scontro frontale, dunque, con la posizione di Donald Trump, per il quale la riapertura deve essere «completa, immediata e sicura».

 

stretto di hormuz e guerra nel golfo

In condizioni normali attraversano Hormuz più di centotrenta imbarcazioni al giorno; in questo mercoledì di pallidissima tregua, dopo i due avventurosi vascelli del mattino e la messa in guardia iraniana, tutto si ferma. Del resto, la complessa catena dei cargo - armatori, assicuratori, servizi di sicurezza – naviga nell'incertezza. [...]

 

«È altamente improbabile che i flussi commerciali ripartano semplicemente come prima», avverte un dirigente dei Lloyd's, sottolineando che l'area resta «a rischio elevato». Ci vorranno giorni, se non settimane, per rivedere - al netto delle tensioni politiche e militari - un flusso ordinato nello Stretto.

 

donald trump - stretto doi hormuz

L'ingorgo delle 800 navi che spaventa l'economia mondiale, non si scioglierà d'incanto: basta pensare che una grande petroliera deve stare ferma al terminale 48 ore per un carico di greggio; centinaia in fila saranno un incubo logistico. [...]

 

2 - È BRACCIO DI FERRO SU HORMUZ MILLE NAVI RESTANO BLOCCATE

Estratto dell'articolo di Fausta Chiesa, Valentina Iorio per il "Corriere della Sera"

 

[...] La giornata ieri era cominciata bene, con il passaggio delle prime navi da Hormuz la mattina e l’annuncio di Qatar Energy (che fornisce oltre il 10% del gas al nostro Paese) dell’inizio dei lavori per riavviare Ras Laffan, il più grande impianto di export di gas naturale liquefatto al mondo colpito e danneggiato dagli attacchi iraniani. La prima mercantile a transitare è stata la Daytona Beach, una nave battente bandiera liberiana.

nave cargo colpita nello stretto di hormuz

 

Sulla mappa di Marine traffic che traccia in tempo quasi reale gli spostamenti delle navi nel mondo, la si è vista muovere per prima. A Daytona Beach si è poi aggiunta la nave portarinfuse di proprietà greca NJ Earth. Ma sono quasi un migliaio le navi bloccate nel Golfo Persico tra petroliere, metaniere e porta container.

 

E i responsabili della sicurezza del settore hanno avvertito che agire prima che i nuovi protocolli siano chiariti potrebbe esporre equipaggi, navi e carichi a rischi maggiori. Secondo l’analisi di Lloyd’s List, i controlli iraniani sul traffico di Hormuz, tra cui verifiche dei documenti, autorizzazioni preventive e transiti scortati dalle Guardie Rivoluzionarie, stanno causando esitazione. Ieri la compagnia tedesca Hapag-Lloyd ha dichiarato: «In base alla nostra attuale valutazione del rischio, continuiamo ad astenerci dal transito nello Stretto».

 

nave cargo colpita nello stretto di hormuz

Stefano Messina, presidente di Assarmatori aggiunge: «In questo momento nessun armatore è tornato a programmare scali all’interno del Golfo Persico, è ancora troppo presto e servono garanzie più solide per tornare alla piena operatività». Anche qualora l’Iran autorizzasse il passaggio di alcune navi, rimane il nodo delle polizze assicurative.

 

«I premi della copertura War Risk (in condizioni normali lo 0,01% del valore della nave, allo 0,1% nei momenti di maggiore crisi in Mar Rosso) – spiega Gian Enzo Duci, docente di Ship management all’Università di Genova - erano arrivati al 20% del valore della nave, rendendo sostanzialmente non assicurabili i traffici. Ora bisogna vedere chi riuscirà a ottenere valori accettabili di premio».

 

A questi rincari si aggiunge il pedaggio, che però è illegale. «Le pretese del governo dell’Iran di introdurre un pedaggio o di interdire per le navi di alcuni Stati il diritto di passaggio – spiega Stefano Zunarelli, ordinario di diritto della navigazione all’Università di Bologna - appaiono prive di base giuridica.

STRETTO DI HORMUZ

 

Riconoscere il diritto all’Iran creerebbe un precedente molto pericoloso». L’Organizzazione portuale e marittima iraniana, secondo la Reuters, ha fatto sapere che il transito va coordinato con Teheran e avrebbe indicato rotte sicure attraverso lo Stretto per evitare eventuali mine, una volta riaperto. [...]

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...