AAA DECLASSAMENTO IN VISTA PER SARKOZY - DOPO LE VOCI E I FALSI ANNUNCI PARE CHE STANDARD & POOR’S SIA SUL PUNTO (TEMPO UNA SETTIMANA) DI TAGLIARE L'OUTLOOK DELLA FRANCIA DA STABILE A NEGATIVO, CON LA PROSPETTIVA DI TOGLIERGLI LA TRIPLA “A” - SARKÒ TREMA: PER L'OCSE PARIGI È GIÀ IN UNA FASE DI RECESSIONE LIEVE E PER RISPETTARE GLI IMPEGNI DI RIDUZIONE DEL DEFICIT AVREBBE BISOGNO DI UNA NUOVA MANOVRA DA 8 MLD € - L’ELISEO NEGA: L’IMPORTANTE È REGGERE FINO ALLE PRESIDENZIALI DI APRILE/MAGGIO...

Marco Moussanet per "Il Sole 24 Ore"

A questo punto la vera sorpresa sarebbe se la tripla A francese venisse confermata, visto che non passa praticamente giorno senza un nuovo avvertimento - vero o presunto - da parte delle agenzie di rating sulla possibile perdita del voto massimo assegnato a Parigi sull'affidabilità del suo debito sovrano.

Dopo i tre mesi di osservazione annunciati da Moody's il 17 ottobre sull'outlook della Francia - in vista di una possibile revisione da stabile a negativo, anticamera del declassamento - e i segnali d'allarme lanciati da Fitch e Standard & Poor's, proprio quest'ultima sarebbe in procinto di passare all'azione.

Stando ai rumors di mercato, rilanciati dal quotidiano economico La Tribune (a sua volta in gravissime difficoltà finanziarie), S&P si accingerebbe, nel giro di una settimana, dieci giorni al massimo, ad annunciare l'abbassamento a negativo dell'outlook. No comment, ovviamente, da parte dell'agenzia. Che peraltro, certo a causa di un "errore tecnico", aveva già provveduto a un intempestivo downgrading di Parigi.

I timori riguardano ancora una volta la debolezza della crescita, e quindi i dubbi sulla possibilità che la Francia centri gli obiettivi di riduzione del deficit: 4,5% l'anno prossimo e 3% nel 2013.

Dubbi che nel suo rapporto semestrale l'Ocse ha appena provveduto ad alimentare. Secondo l'organizzazione, la Francia è già entrata in una fase di recessione, sia pure «breve e di lieve entità». Il 2011 dovrebbe chiudersi con un Pil in aumento dell'1,6% (rispetto all'1,75% previsto dal Governo) e nel 2012 la crescita dovrebbe essere appena dello 0,3%, quando la Finanziaria è costruita sulla base di una stima dell'1 per cento. Per rispettare la tabella di marcia sul risanamento dei conti pubblici, Parigi dovrebbe quindi provvedere a una terza correzione (dopo le due già decise) pari allo 0,4% del Pil, cioè circa 8 miliardi, per quanto riguarda il 2012 e un'altra nell'ordine dello 0,5% del Pil (circa 10 miliardi) di tipo strutturale per rendere credibile il piano di rientro dal deficit a partire dal 2013.

L'Ocse punta inoltre i riflettori sul rischio di un alto livello strutturale della disoccupazione, che dovrebbe salire al 10,4% a fine 2012 per poi stabilizzarsi intorno al 10,3 per cento. Uno scenario confermato dal dato di ottobre sul mercato del lavoro: 4,46 milioni di disoccupati, in aumento del 5,2% sull'anno precedente. Lo stesso Governo ammette che l'obiettivo del 9% di disoccupati in Francia "metropolitana" (esclusi cioè i Territori e Dipartimenti d'Oltremare, generosamente sovvenzionati dallo Stato centrale) entro la fine dell'anno è irraggiungibile (il 2011 si chiuderà probabilmente intorno al 9,2-9,3 per cento).

Cattive notizie arrivano anche dal fronte dei consumi, con l'indice sulla fiducia delle famiglie sceso in novembre a quota 79, cioè sui livelli della primavera 2009.

Il Governo, dal canto suo, conferma la previsione di crescita 2012 all'1% e ribadisce che non ci sarà una terza manovra. Nella speranza che il "cuscinetto" di 6 miliardi previsto dalla legge di bilancio sia sufficiente a superare il primo semestre dell'anno e di poter quindi rinviare la correzione a dopo gli appuntamenti elettorali: le presidenziali di fine aprile-inizio maggio e le legislative di inizio giugno.

Speranza non infondata, stando almeno all'andamento dei mercati di questi ultimi giorni: il tasso sui decennali francesi oscilla intorno al 3,5%, con uno spread sui bund tedeschi sceso intorno ai 140 punti. L'appuntamento a questo punto è per domani, con l'ultima emissione dell'anno: in offerta ci sono Oat con scadenze 6-30 anni per un ammontare compreso tra 3 e 4,5 miliardi.

LE STIME

IL PROBLEMA NUMERO 1
La debolezza della crescita della Francia prevista per l'anno prossimo è alla base dei rumors e dei timori di declassamento della tripla A. Come si vede dal grafico, l'Ocse fa le previsioni più negative, ma anche le altre stime non sono confortanti per Parigi, che ha costruito una finanziaria sulla base di una stima dell'1 per cento

L'AZIONE DELL'ELISEO

Il Governo non arretra e conferma una previsione di crescita dell'1% nel 2012. Sarkozy si gioca tutto nella gestione di questa fase delicata (non solo per il suo Paese) in vista del voto presidenziale del 22 aprile e del 6 maggio. In questi ultimi giorni il tasso sui decennali oscilla intorno al 3,5%, con uno spread sui bund sceso intorno ai 140 punti

 

 

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