padoan orlandi visco

AGENZIA DELLE USCITE – PALAZZO CHIGI HA GIÀ GIRATO LE SPALLE A ROSSELLA ORLANDI – LA CAPA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SAREBBE TROPPO LEGATA A VINCENZO VISCO E SI SAREBBE CIRCONDATA DI DIRIGENTI VICINI ALLA MINORANZA DEM

Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

 

logo agenzia delle entrate logo agenzia delle entrate

Inutile girarci intorno. Quella che sta andando in scena è una guerra di potere senza esclusione di colpi. In palio c’è il controllo dell’Agenzia delle Entrate, il braccio armato del Fisco che tra l’altro governa i segreti tributari degli italiani.

 

Il dato, ormai, va facendosi sempre più nitido: Palazzo Chigi è intenzionato a stringere la morsa intorno all’Agenzia guidata da Rossella Orlandi. L’entourage del presidente del consiglio, Matteo Renzi, ritiene infatti che la struttura non sia garantita da funzionari di fiducia. Constatazione piuttosto sorprendente, se solo si considera la puntualità con cui le nomine renziane hanno presidiato la maggior parte dei gangli della Pubblica amministrazione.

 

matteo renzi pier carlo padoanmatteo renzi pier carlo padoan

Insomma, il “giglio magico” vorrebbe piazzare uomini diversi al vertice del Fisco italiano. Questa è la vera partita. E rispetto ad essa appare un po’ strumentale la questione dei 700 dirigenti promossi negli anni scorsi senza concorso e di recente “declassati” da una sentenza della Corte costituzionale.

 

Così come appare non proprio disinteressato l’intervento del sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti, che con un una “doppietta” di interviste nel week end ha provato a dare il benservito alla Orlandi (verosimilmente in asse con Palazzo Chigi), accusandola di non voler organizzare i concorsi per sostituire i dirigenti declassati.

 

rossella orlandirossella orlandi

Nessuno nega che la situazione sia spinosa e che la stessa Orlandi veda con un po’ di timore un’ondata di concorsi che potrebbero alterare gli equilibri interni. Ma in questo momento c’è qualcuno che pensa di utilizzare la vicenda per fare pressione sulla Orlandi, nata a Empoli (Fi) e per ironia della sorte nominata poco tempo fa proprio con il placet del conterraneo Presidente del Consiglio.

 

Ma cos’è che Palazzo Chigi ritiene di aver messo a fuoco tardivamente? La conclusione principale del “giglio magico” è che l’Agenzia è governata da un drappello di funzionari troppo legati a Vincenzo Visco, ex ministro Pd delle finanze vicino alla minoranza del partito.

 

La stessa Orlandi, al di là dell’estrazione geografica toscana, è un prodotto di quella “nidiata”. Dalla quale è arrivato anche il primo direttore della storia dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, oggi consigliere della Corte dei conti ma per tanti osservatori ancora un punto di riferimento per la Orlandi & Co. Romano all’inizio degli anni Duemila, e successivamente nel biennio 2006-2008, è stato uomo di massima fiducia di Visco. Alla loro squadra è riconducibile anche Aldo Polito, oggi capo della strategica direzione centrale accertamento. In più di Visco boys sono piene le direzioni regionali.

ROSSELLA ORLANDI ROSSELLA ORLANDI

 

Senza contare che a dare nell’occhio, nei mesi scorsi, è stata anche la repentina ascesa di Leonardo Zammarchi, prima nominato direttore regionale del Lazio e dopo soli tre mesi promosso direttore centrale dell’audit dell’Agenzia. Come confermato all’epoca dalla stessa Agenzia, Zammarchi fino al 2009 risultava iscritto alla Cgil (vedi La Notizia del 3 settembre 2014).

 

ROSSELLA ORLANDI ROSSELLA ORLANDI

Poi ci sono le ultimissime decisioni dell’Agenzia guidata dalla Orlandi, che hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. Qualche giorno fa, per esempio, è stata creata una direzione centrale nuova di zecca, responsabile per l’area “tecnologie e informazione”, compresa la delicatissima sicurezza informatica. Di fatto una sorta di “spin off” dalla stessa direzione audit. A guidarla è stato chiamato Giuseppe Buono, proveniente dalla multinazionale Accenture.

 

Un manager esterno, quindi. Così l’operazione ha fatto storcere il naso a moltissime persone e ha innescato una semplice domanda: in un momento in cui sarebbe stato prioritario contenere i costi, era proprio necessario creare una nuova direzione centrale e addirittura metterci a capo un esterno? Peraltro la nomina di Buono alla nuova direzione centrale tecnologie e innovazione ha lasciato spazio anche a un piccolo giallo.

VINCENZO Visco VINCENZO Visco

 

Fino a qualche giorno fa, infatti, il nome di Giuseppe Buono compariva tra gli iscritti al sito internet “Cittadini in Movimento”, una sorta di forum on line che si definisce “strumento di lavoro per gli attivisti del Movimento 5 Stelle”. Nella scheda di Buono, accanto alla sua data di nascita, era riportato un riferimento alla professione: “ingegnere elettronico, dirigente d’azienda nel settore dell’information technology”.

 

Insomma, elementi che farebbero pensare che si tratta dello stesso Buono appena nominato direttore centrale delle Entrate. La scheda sul sito grillino, però, nel frattempo è stata svuotata. Naturalmente La Notizia ha chiesto lumi sulla vicenda allo stesso manager. Il quale, dopo aver confermato la sua esperienza in Accenture e il futuro in Agenzia, ha risposto con un “non ricordo” alla domanda circa la sua iscrizione al sito riconducibile al Movimento 5 stelle. Sul punto Buono ha tenuto a precisare che “non sono iscritto a nessun partito” e che “non ho alcun rapporto con il Movimento” di Beppe Grillo. Ma del giallo del direttore centrale “grillino” si sta già parlando un bel po’.

massimo romano agenzia entrate - valentino rossimassimo romano agenzia entrate - valentino rossi

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…