TRA ALITALIA E OPERA DI ROMA, LA CGIL DELLA CAMUSSO SISTEMA L’ITALIA - CONFERMATO LO SCIOPERO, E FUORTES RINUNCIA ALLA MESSA IN SCENA DELLA ‘’BOHEME’’ - SI FA STRADA UN REFERENDUM ANTI-LIQUIDAZIONE

1. OPERA, LO SCIOPERO FERMA LA BOHÈME

Paolo Boccacci per "la Repubblica"

terme di caracalla musica classica a romaterme di caracalla musica classica a roma

 

Il braccio di ferro continua. Cgil e Fials, che si oppongono al Piano industriale presentato dal sovrintendente, confermano lo sciopero di questa sera per la terza rappresentazione della Bohème a Caracalla e Carlo Fuortes cancella del tutto lo spettacolo rinunciando anche alla messa in scena con un solo pianoforte, soluzione che aveva proposto per le prime due recite.

teatro dell opera di roma teatro dell opera di roma


«Avevamo proposto» scrive la Fondazione del teatro «un nuovo incontro sindacale da tenersi lunedì, chiedendo intanto la sospensione dello sciopero, ma le due sigle sindacali hanno risposto negativamente continuando nella loro irresponsabile azione di distruzione di ogni possibile dialogo. Preso atto quindi dell'atteggiamento di totale chiusura, che arrecherà anche un grave danno economico, per evitare al pubblico nuove difficoltà e inutili spostamenti comunichiamo che lo spettacolo non potrà andare in scena».
 

teatro dell opera di roma protesta al nabucco del 2011teatro dell opera di roma protesta al nabucco del 2011

Gli spettatori potranno chiedere il rimborso del biglietto alla biglietteria del teatro. E a quelli che li hanno acquistati online sui canali ufficiali (listicket.com), saranno rimborsati sulla carta di credito.
 

Intanto, mentre si aspetta martedì la riunione del Consiglio di amministrazione del teatro, composto da rappresentanti del Mibact, del Comune e della Regione, con al primo punto all’ordine del giorno la possibile liquidazione dello stabile, interviene il segretario della Cisl Bonanni.
 

«La Cisl» afferma «si dissocia e stigmatizza la protesta di due sindacati minoritari che stanno causando la liquidazione dell’'Opera di Roma. Sono sempre i soliti a giocare allo sfascio. È una vicenda vergognosa provocare di fatto la liquidazione di uno dei teatri più importanti del mondo».

Carlo Fuortes Carlo Fuortes

 

2. “REFERENDUM TRA NOI LAVORATORI SULL’ACCORDO”

Sara Grattoggi per "la Repubblica"

 

teatro dell opera di roma  teatro dell opera di roma

Non ci sarà “La Bohème” a Caracalla, ma ci saranno loro: i lavoratori del Teatro dell’Opera che volevano andasse in scena. E che si oppongono alla linea dura di Cgil e Fials, preoccupati dal rischio liquidazione paventato dal sindaco Ignazio Marino e dal sovrintendente Carlo Fuortes.

 

Dopo l’assemblea indetta dalla Uil, ieri pomeriggio nella platea del Costanzi, a cui ha partecipato anche Libersind, oggi alle 19.30 si incontreranno alle Terme di Caracalla per una nuova assemblea. Per decidere le prossime mosse.

susanna camussosusanna camusso


Se ieri è partita la raccolta di firme in sostegno all’accordo sul piano industriale sottoscritto da Cisl e Uil l’8 luglio scorso, fra le ipotesi ci sarebbe anche quella di organizzare un referendum dei dipendenti. «C’è la possibilità, prevista dall’accordo interconfederale, di sottoporre l’accordo a referendum, se è almeno il 30% dei lavoratori a sollecitarlo» spiega Francesco Melis (Uil).

 

Certo, pare un po’ tardi, visto che martedì sarà il cda del Teatro dell’Opera a decidere un’eventuale liquidazione coatta. E, proprio per questo, i lavoratori contrari allo sciopero, preoccupati dall’incognita liquidazione («metterebbe a rischio tutti i posti di lavoro»), non intendono restare con le mani in mano. Dopo l’assemblea di stasera a Caracalla, lunedì manifesteranno in Campidoglio, chiedendo un incontro al sindaco Marino.

Napolitano e Fuortes Napolitano e Fuortes

 

orchestra del teatro dell opera di romaorchestra del teatro dell opera di roma

«Siamo la maggioranza — affermano, in un’eterna guerra dei numeri (e della rappresentanza) in corso da settimane fra le varie sigle — Gli “irresponsabili”, che stanno portando il Teatro allo sfascio, sono una minoranza e non è democratico che siano loro, con le loro azioni e i loro rifiuti, a decidere le sorti di tutti noi». E se, entro martedì, non si aprisse qualche spiraglio, si dicono pronti a “presidiare” il cda dell’Opera, per tentare «di scongiurare, fino alla fine, la liquidazione».
 

Ma non saranno gli unici. Anche Cgil e Fials hanno indetto per martedì, dalle 11 alle 14, un presidio in piazza del Campidoglio. E a chi fa notare che a quel punto per il teatro potrebbe essere troppo tardi, rispondono: «Per procedere con la liquidazione del Teatro, il cda deve prima dimostrare che ci sono i requisiti. E, se ci fossero — osserva Lorella Pieralli (Fials) — significherebbe che il piano industriale che Fuortes dice di aver depositato al ministero dei Beni culturali non è solido e sostenibile. Altrimenti come potrebbero tre soli scioperi indetti da due sigle minare la stabilità economica del Teatro?».

banda opera di romabanda opera di roma


“L’unica certezza che quel piano contiene — scrivono Cgil e Fials in una nota — è l’incontrovertibile realtà di un taglio draconiano del personale che, se confermato, porterà l’istituzione capitolina al default certo della qualità artistica e della sua capacità produttiva”.

 

Melis (Uil) sostiene che «firmare l’accordo era importante per assicurare i fondi ministeriali previsti dalla legge Bray al teatro, mentre per definire la nuova pianta organica ci sarà tempo fino al 30 settembre, quando il cda dovrà votarla». Ma Pieralli (Fials) ribatte: «Il Teatro chiuderà dal 9 agosto al 17 settembre, quando ci sarà tempo di discutere? Vogliamo confrontarci ora sui numeri e entrare nel merito del piano anche con il sindaco Marino, a cui abbiamo più volte chiesto un incontro».

 

 

 

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO