giancarlo giorgetti mario draghi matteo salvini

SIAMO ALLE SOLITE: SALVINI MINACCIA E POI RITRATTA - DOPO LO STRAPPO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA QUARANTENA A SCUOLA E IL SUPER GREEN PASS, LA LEGA INGRANA LA RETROMARCIA: “SIAMO DENTRO IL GOVERNO PER LAVORARE” - COSA È CAMBIATO IN DUE GIORNI? IL “CAPITONE” IERI HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI. IL SEGRETARIO DELLA LEGA NON PUÒ SMARCARSI TROPPO DA DRAGHI: SI METTEREBBE CONTRO IL FRONTE DEL NORD E I GOVERNATORI (CHE GIÀ SONO SULLE BARRICATE…)

Emilio Pucci per "il Messaggero"

 

MARIO DRAGHI MEME

«Qui vivono in una bolla. Tra due settimane il Covid non ci sarà più e ci troveremo con i problemi non risolti. Noi abbiamo avvertito Draghi e ci fermiamo qui. Ora tocca al governo risolverli».

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

Il giorno dopo lo strappo in Consiglio dei ministri sul decreto che regola la quarantena per gli studenti e allunga il super Green pass la Lega frena, fa arrivare al premier il messaggio che non c'è la volontà di smarcarsi. Per ora. «Noi siamo dentro il governo per lavorare», mette a verbale Salvini.

 

INSODDISFATTI DELL'ESECUTIVO

In ogni caso l'avvertimento è arrivato e il Capitano leghista ha intenzione di non fare sconti.

 

MARIO DRAGHI

L'insoddisfazione su come si sta muovendo l'esecutivo in questo caso accomuna il segretario e il numero due del partito. Perché ieri il leader di via Bellerio è stato a lungo al Mise da Giorgetti ed entrambi si sono detti preoccupati per i margini stretti di manovra del partito all'interno del governo.

 

Due giorni fa Salvini era stato al ministero dell'Economia a colloquio con Franco e con il sottosegretario Freni. Alla richiesta di mettere sul tavolo 5 miliardi il responsabile di via XX Settembre ha replicato che soldi non ce ne sono. E alla richiesta di riportare il Paese alla normalità, eliminando ogni misura restrittiva, è stato il presidente del Consiglio Draghi a stopparlo. Da qui l'agitazione nel Carroccio.

 

MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI

Perché il pressing del Capitano sarà costante. Sulle differenziazioni riguardo i vaccinati e i non vaccinati. Sulla necessità di eliminare il Super Green pass che, a suo dire, blocca la ripresa economica e fa danni al turismo. Sulla mancanza di progettualità, sul fatto che le opere pubbliche non sono state avviate, sulla necessità di rispondere alle esigenze dei cittadini e delle aziende sul caro bollette.

 

È un passaggio difficile, perché pur avendo la tentazione di marcare ancora più la distanza con il governo, Salvini non può strappare. Non solo in quanto ritiene che non sia il momento. Ma anche perché il fronte del Nord pensa che, al contrario, non bisogna terremotare l'esecutivo.

giancarlo giorgetti

 

La decisione di mercoledì in Consiglio dei ministri ha lasciato spiazzati i governatori. Non se l'aspettavano. I presidenti di Regione ritengono che l'ex numero uno della Bce abbia aperto a tutte le richieste inviate. La mossa di non partecipare al voto non è stata condivisa. Fa passare un messaggio fuorviante, dipinge la Lega come una forza che destabilizza quando occorre assicurare stabilità. Giorgetti si è trovato in mezzo, tra l'input dei governatori a non dire di no a Draghi e i desiderata di Salvini.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Ieri il chiarimento tra i due. Anche e soprattutto per quell'incontro che due giorni fa il responsabile dello Sviluppo ha avuto con Di Maio. Il Capitano non sapeva nulla. «Normale interlocuzione tra ministri», la spiegazione, ma Salvini ha voluto sapere se può contare sul suo pieno appoggio e sgombrare il sospetto sulle voci riguardanti la costituzione di un partito di Draghi.

 

L'ala moderata del partito si sta muovendo per orientare le decisioni del segretario, non per andare all'assalto della sua leadership. «Non è vero - spiegava ieri un big della Lega - che vogliamo indebolirlo ma se sbaglia a pagare siamo noi». C'è ancora chi nel partito evoca l'intenzione di Giorgetti di dimettersi, «di lasciare Roma», ma si tratta di voci che vengono smentite.

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

 

LA FASE 2

Da ieri è partita la fase 2 della Lega, o perlomeno è questa l'operazione che ha fatto scattare Salvini. Con l'obiettivo di siglare un patto di fine legislatura con il numero due del Carroccio.

 

Non mollare la presa sul governo ma cercare di far risaltare i risultati che si riescono a raggiungere, senza far pesare pubblicamente le posizioni critiche sui provvedimenti divisivi. Insomma, dar seguito a quanto il Capitano ha annunciato nel Consiglio federale di lunedì: «Ognuno deve mettere la faccia, non posso essere solo io in prima linea. Ora tocca a voi».

matteo salvini luigi di maio

 

Una strategia per responsabilizzare gli altri big a partire dai governatori. Con lo scopo di silenziare il dissenso, affinché remino tutti nella stessa direzione.

 

LO SCONTRO A DESTRA

È una via stretta, perché a destra Fratelli d'Italia continua ad attaccare, tanto che la minaccia è quella di far saltare le giunte locali. Anche quella ligure presieduta da Toti. Ora, dopo il tour nei vari ministeri, l'ex ministro dell'Interno sarà costretto a fermarsi a Roma e a lavorare da remoto causa Covid. Il rischio, però, è che il virus colpisca tutto lo stato maggiore. «Per fortuna è stato costretto a fare il tampone», sottolineava ieri non troppo ironico un deputato.

L ECONOMIST CONTRO L'AUTOCANDIDATURA DI MARIO DRAGHI AL QUIRINALE

MARIO DRAGHI CARLO BONOMImario draghiMARIO DRAGHI GIULIO ANDREOTTI

Ultimi Dagoreport

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"