ALTO TRADIMENTO IN MPS – ALL’ASSEMBLEA DI DICEMBRE DEL MONTEPACCHI I FONDI UBS TRADISCONO IL LORO GRANDE CAPO ERMOTTI BOCCIANDO L’AUMENTO DI CAPITALE CHE AVEVA IDEATO CON PROFUMO E VIOLA

Carlotta Scozzari per Dagospia

All'assemblea di Monte dei Paschi di Siena, mentre le luci del palcoscenico illuminavano lo scontro tra i vertici della banca e la Fondazione prima socia, nell'ombra si consumava un tradimento. Quello cioè compiuto dai fondi della banca d'affari svizzera Ubs azionisti di Mps nei confronti della società di consulenza della propria casa madre.

Ubs, infatti, da mesi stava lavorando al fianco del presidente della banca di Rocca Salimbeni, Arrogance Profumo, e dell'amministratore delegato, Fabrizio Viola, per organizzare l'aumento di capitale da 3 miliardi da chiudere già entro questo mese con il connesso consorzio di garanzie composto dagli istituti di credito, che la stessa banca svizzera avrebbe dovuto guidare.

Del resto, Arrogance e l'amministratore delegato, Sergio Ermotti, sono amici da anni. Basti pensare che fu Profumo a volere in Unicredit al suo fianco il banchiere di Lugano tra i top manager e che Ermotti lasciò la banca di Piazza Gae Aulenti (ex Piazza Cordusio) proprio poco dopo la tumultuosa uscita di Arrogance del settembre del 2010. L'asse tra Profumo ed Ermotti, perciò, ha avuto modo di rinsaldarsi in occasione dell'aumento di capitale da 3 miliardi, che i due avevano studiato nei dettagli e che nei piani si sarebbe dovuto concretizzare entro questo mese (scadenza che sarebbe coincisa con quella del consorzio di garanzia).

Peccato soltanto che la Fondazione Monte dei Paschi, prima azionista al 33,5% e guidata dalla presidentessa Antonella Mansi, non abbia gradito la tempistica dell'operazione. Per questo motivo, l'ente, all'assemblea di fine 2013, ha votato "no" alla proposta dei vertici della banca, facendo slittare la ricapitalizzazione da gennaio a maggio, così da avere più tempo per vendere azioni Mps e alleggerire il debito da 340 milioni. Ma, Fondazione a parte, in occasione dell'aumento di dicembre, un altro "no", decisamente meno scontato, si è levato verso l'operazione studiata da Profumo e Viola con l'ausilio di Ermotti: quello dei fondi di Ubs.

Come emerge dai verbali dell'assemblea di Mps, appena depositati, tra coloro che hanno bocciato la proposta del consiglio di amministrazione, e quindi dei vertici, ci sono anche Ubs global asset management life, Ubs fund management (Luxembourg) e Ubs Etf. Tutti fondi che, per carità, insieme non assemblano nemmeno 1 milione di azioni della banca, ma è comunque curioso notare come i loro gestori abbiano avuto l'ardire di schierarsi contro un'operazione che era stata benedetta dal grande capo della loro casa madre, Ermotti. A questo punto, sarà da vedere come i fondi di Ubs si comporteranno in occasione dell'aumento di capitale di maggio: parteciperanno o lasceranno perdere?

Intanto, dai verbali emerge anche che le grandi cooperative azioniste di Mps, strutture generalmente legate agli ambienti politici del centro-sinistra, hanno votato in maniera difforme. La Unicoop Firenze di Turiddo Campaini (che nel passato recente sedeva anche nel consiglio di amministrazione della banca), con i suoi 117 milioni di azioni, pari a quasi l'1% del capitale, si è astenuta sul voto; mentre Coop centro Italia, che direttamente e indirettamente con la sua finanziaria Coofin può contare su oltre 200 milioni di azioni (circa l'1,7% del capitale), ha votato a favore dell'operazione disegnata da Profumo e Viola.

 

mpsSergio Ermotti Profumo Presidente di Banca Mps insieme a Riffeser e Giuseppe Guzzetti il Presidente Acri la casi tutte le Fondazioni Bancarie Italiane

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...