trump macron

AMERICA FATTA A MAGLIE - VIDEO: TRUMP TOGLIE LA FORFORA DALLA GIACCA DI MACRON: ‘ABBIAMO UNA RELAZIONE SPECIALE. ECCO, ORA È PERFETTO’. AL VERTICE TRA I DUE, DONALD VUOLE STRAVOLGERE L’ACCORDO CON L’IRAN. “NON DARÒ UN PERMESSO DI CACCIA APERTA A TEHERAN NEL MEDITERRANEO”. IL FRANCESE LO DIFENDE, MA POTREBBE AMMORBIDIRSI - LA CENA DI GALA ORGANIZZATA DA MELANIA, ALTRO CHE CORNUTA E MAZZIATA

 

donald trump toglie la forfora dalla giacca di macron

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

Stiamo ai fatti, quando la visita di Emmanuel Macron a Washington è a metà strada, e la parte formale e trionfale, in buona parte organizzata da una Melania in grande spolvero, altro che cornuta e mazziata, deve ancora concludersi con il pranzo di Stato stasera e il discorso al Congresso domani.

 

Il tutto all'insegna e nella esaltazione di una relazione preferenziale fra i due Paesi che dura dall'inizio, da quando grazie alla Francia i coloni ribelli riuscirono a fronteggiare e sconfiggere l'Inghilterra; passata per Mount Vernon, dove i due presidenti e le mogli hanno cenato privatamente ieri sera, Washington e Lafayette, fino alle due guerre mondiali, e al recente attacco congiunto sulla Siria.

donald trump ed emmanuel macron per mano alla casa bianca

 

I risultati concreti sono per il momento questi. Mentre scrivo la conferenza stampa è ancora in corso.

 

Nessun accordo oggi sull'Iran. Trump ha ribadito che si è trattato di un accordo folle (“I am not going to give Iran Open Season in the Mediterranean”), che agli Stati Uniti è costato una quantità enorme di quattrini, cash, in contanti, e quando Trump usa la parola cash la fa risuonare come a nessun politico è mai capitato, perché e’ l'imprenditore che conta i soldi perduti. Un accordo costoso in modo folle e pericoloso perché l'Iran ha continuato a sviluppare nucleare e finanziare terrorismo nel mondo. Le cose sono cambiate, e semmai gli Ayatollah minacciassero gli Stati Uniti, si aspettino una risposta terribile.

donald trump ed emmanuel macron per mano alla casa bianca

 

Però, se di qui al 12 maggio, quando gli Stati Uniti usciranno dall’accordo firmato nel 2015 da Barack Obama, che mise fine alle sanzioni contro Teheran, Macron e gli altri firmatari presenteranno un piano di miglioramento accettato dagli iraniani, allora si potra’ parlare. Per esempio, Macron ha detto che entro il 2025 l'Iran dovrà impegnarsi a sospendere e chiudere qualsiasi sito ed esperimento, e dovrà subito accettare di far entrare gli ispettori delle Nazioni Unite per l'energia atomica.

 

donald trump ed emmanuel macron

Ci riuscirà? Non c'è dubbio che Trump si giochi, un po' come con la Corea del Nord, la carta reaganiana della disponibilità sempre a trattativa e colloquio ma con un grosso bastone da usare in caso di bisogno tenuto dietro la schiena. Kim jong-un sembra che stia funzionando.

 

Sulle questioni di dazi e commerci, qualcosa di concreto Macron lo ha strappato, ovvero la diversa valutazione che gli Stati Uniti fanno fra Europa e ina. Trump ritiene che gli accordi commerciali siano scorretti e dannosi per gli Stati Uniti anche in Europa, ma non ritiene l'Europa un predatore economico come la Cina. Tra alleati un accordo e’ quindi ritenuto possibile.

donald trump toglie la forfora dalla giacca di macron

 

Donald Trump ha ottenuto  l'impegno formale del presidente francese a portare il contributo alle spese della NATO al 2% del prodotto interno lordo, dunque di aumentarle del 35%. È una denuncia e una a polemica che Trump fa sin dalla campagna elettorale del 2016, accusando gli alleati europei di pretendere molto dall'Alleanza Atlantica ma di dare poco, Macron gli da’ ragione.

 

Quanto alla Corea del nord, che pure era in calendario,le trattative vanno avanti  e il vertice si farà,  ma Donald Trump non dà niente per scontato  e manda a dire ancora una volta a Kim jong-un che appena sentirà puzza di imbroglio si alzerà e lascerà il tavolo della trattativa. Siccome i Tweet del presidente  sono continuamente e che volta giustamente sotto accusa, quello sulla Corea del Nord Vale invece la pena di ricordarlo come una sintesi efficace.

donald trump ed emmanuel macron

 

We are a long way from conclusion on North Korea, maybe things will work out, and maybe they won’t - only time will tell...But the work I am doing now should have been done a long time ago!

Siamo ben lontani da una conclusione sulla Corea del Nord, magari le cose andranno bene, magari no, solo il tempo lo dira’, ma il lavoro che sto facendo ora avrebbe dovuto essere fatto già da tanto tempo.

melania trump brigitte macron

È la prima visita di Stato con tutti gli onori e le forme che Donald Trump ospita in 14 mesi di presidenza. Non è è un caso che sia stata scelta la Francia di Emmanuel Macron, il quale nel luglio scorso aveva riservato un trattamento altrettanto d'onore al controverso presidente americano.

 

Anche all'arrivo negli Stati Uniti Macron in una intervista esclusiva a Fox News ha ribadito tutti i punti in comune con Trump invece di quelli di diversità. A partire dal definire se’ stesso e l'americano due “maverick”, due cani sciolti della politica mondiale, arrivati ai ruoli di presidente certamente per volontà, determinazione e ambizione, ma anche per una sorta di casualità, fuori dal percorso tradizionale e accettato. Sempre non per caso, Macron ha enfatizzato la sua volontà di cambiare profondamente la Francia facendola “great again”, di nuovo grande, che è lo slogan, Make America Great Again, MAGA, mantra di Trump.

trump macron

 

Insomma, l'americano ha sicuramente trovato un estimatore per lui prezioso.

 

La visita arriva dopo l'attacco comune insieme all'Inghilterra contro depositi e centri di produzione di armi chimiche in Siria, dagli Stati Uniti Macron si aspetta che restino impegnati in Siria e non si ritirino, come aveva all'inizio annunciato il presidente americano.

 

Ma negli Stati Uniti Macron è arrivato aspettandosi molto di più, dai dazi sul commercio tra Europa e Stati Uniti, all'accordo con l'Iran che Trump ha ferocemente contestato, fino all' accordo sul clima di Parigi, dal quale Trump è semplicemente uscito

Risultati da portare  all'Europa oltre che alla Francia, e all' asse franco tedesco, che ultimamente è sembrato vacillare.  Ma la relazione preferenziale con Donald Trump è importante per Macron anche come trofeo e prova di forza da mostrare in Francia, dove la sua politica  di riforme radicali sta incontrando la resistenza di sindacati e corporazioni, ostilità e ambiguità anche nel suo partito.

donald trump ed emmanuel macron

 

Sembra un destino in comune col collega americano, nonostante vengano da mondi così diversi, uno l'esempio del tecnocrate, azzimato, perfetto, mai fuori posto e registro, l'altro l'imprenditore smargiasso che alza volentieri la voce e forza il gesto. Uno con la moglie bellissima ex modella, venticinque anni più giovane, come da copione, l'altro, da quando aveva 16 anni, legato a una donna venticinque anni  più anziana di lui. Eppure, nonostante i pettegolezzi feroci che non mancano di circondare le due coppie, a guardarle in questi giorni sembrano ben solide.

 

Scrive sul New York Times in occasione della visita di Macron il direttore editoriale di le Monde, Sylvie Kauffman, che il presidente francese sta veramente messo male  in patria, che ha contro ferrovieri, insegnanti, impiegati pubblici,universitari, mezzo partito infuriato per una legge troppo dura contro gli immigrati clandestini, insomma  che se i paragoni con il 68 possono sembrare forzati,  lui non è in una situazione molto diversa da quella che porto’ Charles de Gaulle al tramonto della sua grande carriera politica.

 

Per gli amanti come me di ricchi premi e cotillon, tra poche ore c'è il pranzo di stato nella State Dining room della White House, che può ospitare fino a 150 persone sedute in tavoli da 10. La first lady ci ha lavorato per mesi, ha voluto gestire tutto senza nessun esperto preso per l'occasione, ricordando allo staff che non ha fatto la modella,  ha una preparazione in design e arredo.

 

i trump e i macron

Le tavole sono apparecchiate in beige e oro, i servizi di porcellana dell'epoca dei Bush e dei Clinton, rami di ciliegio e gigli bianchi a tonnellate, si bevono vini dell'Oregon, Chardonnay e Pinot Noir, da vitigni secondo il vecchio motto che recita French Soul Oregon soil, anima francese terra di Oregon;si mangia  una torta salata di ricotta, insalatina dell'orto che fu di Michelle Obama e che Melania Trump giudiziosamente continua a far coltivare, piatto forte un carrè d'agnello con Riso Louisiana Style, per dessert tart alle pesche con gelato di crema, suona la Washington National Opera orchestra.

 Le indiscrezioni sugli invitati danno la presenza di un paio di francesi illustri sicuri, come  Christine Lagarde e Bernard Arnault, nessun giornalista e pochi esponenti democratici anche se di sicuro c'è il governatore democratico della Louisiana.

 

Top dei primi due giorni di visita sicuramente  l'indimenticabile cappello bianco sfoggiato martedì mattina da Melania Trump alla rivista delle truppe. Ma anche Donald Trump che toglie della invisibile forfora dalle giacca di Macron resterà nella storia.

 

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