andrea agnelli appendino

APPENDINO S’APPENDE ALLA TORINO CHE CONTA: INCONTRO SEGRETO CON ANDREA AGNELLI E IL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DELLA JUVENTUS, CLAUDIO ALBANESE - SULLA SINDACA GRILLINA PESA LA “BENEDIZIONE” DI COBOLLI GIGLI, VICINO ALLA FAMIGLIA AGNELLI

Giampiero Timossi per “il Messaggero”

 

chiara appendinochiara appendino

Un assessorato «alle famiglie». Con la «e» finale, a chiarire che i nuclei arcobaleno, monogenitoriali o di qualsiasi altro tipo nella Torino pentastellata sono i benvenuti. Una giunta formata e annunciata in meno di 10 giorni dai ballottaggi. E un sindaco che tanto per far capire come la pensa, è scesa in strada a cancellare le svastiche che avevano imbrattato i manifesti del Gay pride sabaudo.

CHIARA APPENDINOCHIARA APPENDINO

 

Mentre a Roma la sua omologa Raggi si dibatte ancora tra mille e una difficoltà, Appendino è già partita, forte di anche di un' apertura di credito magari non troppo esibita ma non per questo meno importante, da parte della casa regnante torinese: casa Fiat. Tanto che l' ultimo (generazionalmente parlando) degli Agnelli ha discretamente voluto incontrare di persona la prima sindaca pentastellata di Torino.

 

L'APPUNTAMENTO

L' appuntamento è stato organizzato nei giorni immediatamente precedenti il ballottaggio. Nella stessa stanza Chiara Appendino, 32 anni e Andrea Agnelli, quarant' anni. Entrambi torinesi, giovani, juventini. Entrambi borghesi, con sfumature diverse, certo.

All' appuntamento erano presenti almeno altre due persone. Con Agnelli c' era Claudio Albanese, 43 anni, head of communication and external relation della Juventus. Tradotto: il capo supremo della comunicazione bianconera.

 

ANDREA AGNELLIANDREA AGNELLI

Con la futura sindaca Luca Pasquaretta, uno degli uomini chiave della campagna torinese dei Cinque Stelle. A incontrare la (in quel momento) futura sindaca è stato Andrea Agnelli, e non John Elkann, nipote dell' Avvocato e oggi anche presidente di Fiat Chrysler Automobiles. Ma lo stesso Elkann ha benedetto, con toni inequivolcabili, l' elezione all' indomani del risultato: «L' auspicio è che, con questo cambiamento, si possa preservare la tradizionale forza della città. Tanti auguri di buon lavoro al nuovo sindaco». Ancora più sintetico Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA: «Non credo cambierà qualcosa per noi».

 

juve samp andrea agnelli con deniz john elkann lavinia borromeojuve samp andrea agnelli con deniz john elkann lavinia borromeo

Sono segnali di una spartizione nata quasi naturalmente tra gli eredi della famiglia Agnelli. E' Andrea, infatti, a occuparsi di Torino e dell' Italia. E la Juventus è l' archetipo dell' italianità familiare. Conferma Giovanni Cobolli Gigli, past president bianconero, manager e oggi numero uno di Federdistribuzione: «Andrea porta avanti, con la dovuta modernità, quella tradizione di famiglia, quel modo di intendere l' industria, la politica e lo sport. E ovviamente ha un rapporto particolare con Torino».

 

lapr21 giovanni cobolli giglilapr21 giovanni cobolli gigli

E la sindaca Appendino? Cobolli l'ha conosciuta, era lui il presidente quando la bocconiana svolse il suo stage alla Juventus: «Brava, seria e riservata. Credo abbia capacità e grande volontà, è stata descritta così anche da chi la conosce meglio del sottoscritto».

 

La sindaca Appendino, insomma, non fa paura all' alta borghesia torinese. Anzi. Tra gli allievi di Gianluigi Gabetti (oggi 91 anni, per decenni gran fiduciario dell' Avvocato) l' approdo della futura sindaca al ballottaggio è stato accolto perfino con un certo entusiasmo. Motivi? Molti, uno più malizioso degli altri. Tutti gli uomini di Gabetti sono stati rottamati dalla coppia Elkann-Marchionne. E l' atteggiamento della classe politica, del renzismo che stava crescendo, era stato almeno di silenzio-assenso.

evelina christillinevelina christillin

 

A livello locale, così come nazionale. E allora, forse, ecco trapelare la speranza che con Appendino parta una nuova rottamazione. Figlia di Domenico Appendino, manager e vice presidente di Prima Industrie, azienda all' avanguardia nei macchinari laser. E' guidata oggi da Gianfranco Carbonato, attuale presidente di Confindustria Piemonte.

 

Evelina Christillin, la signora della Torino olimpica, da sempre vicina alla famiglia Agnelli, oggi alla guida della Fondazione del Museo Egizio e a capo dell' Enit, sorride: «Istruita, colta, educata, borghese: potrebbe essere mia figlia. Questo rassicura molto i torinesi, anche quelli che non l' hanno votata. Bisognerà poi vedere come gestirà il rapporto con alcuni di quelli che la seguono. Penso ai No Tav, tra i quali ci sono anche ottime persone, ma anche ai Forconi e ai Borghezio. Io ho votato Fassino e non faccio nessun endorsement, ma credo che abbia le qualità per fare bene».

 

francesco profumo irenfrancesco profumo iren

Ha attaccato subito Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, già ministro e rettore del Politecnico. Traduce madame Christillin: «Gli ha chiesto di fare un passo indietro, ma lo aveva già detto in campagna elettorale, credo che alla fine troveranno un' intesa». Anche perché Appendino guiderà il Comune più indebitato d' Italia, mentre la Compagnia avrà a disposizione almeno due miliardi in più da elargire, dopo aver venduto circa il 50% delle quote di Intesa Sanpaolo oggi in suo possesso.

 

LE PARENTELE

cesare romiticesare romiti

C'è una nuova città, una nuova sindaca, una giunta dove l' assessore al Commercio è Alberto Sacco, pentastellato e avvocato. Ha sposato una delle figlie di Carlo Callieri, fedelissimo di Cesare Romiti e capo del personale che organizzò la marcia dei quarantamila. Un corteo silenzioso di colletti bianchi, che il 14 ottobre 1980, rispondeva alla protesta degli operai e chiudeva la più drammatica vertenza della storia d' Italia. Alla fine, mentre Roma aspetta e spera che il nuovo Campidoglio pentastellato si metta in moto, tutto torna, nella capitale della Rottamazione.

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