maria elisabetta alberti casellati

ATTENZIONE, SI È SVEGLIATA LA CASELLATI: ''SULLO STATO DI EMERGENZA DEVONO DIRCI LA VERITÀ. E L'EUROPA SUL RECOVERY FUND STA FACENDO IL GIOCO DELL'OCA, MANCA UN PROGETTO ITALIA SENZA IL QUALE ANCHE L' EVENTUALE BAZOOKA DEI FONDI UE DIVENTA «UNA PISTOLA AD ACQUA''. LA PRESIDENTE DEL SENATO TOGLIE I GUANTI DI SETA E MENA A SINISTRA E AL CENTRO (A DESTRA NO CHE GIÀ STANNO ALL'OPPOSIZIONE)

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera

elisabetta casellati roberto fico

 

Un' Europa che sul Recovery fund sta facendo «il gioco dell' oca». Una politica che affronta l' emergenza «mettendo toppe». «Tante parole e niente fatti», la mancanza di un «Progetto Italia» senza il quale anche l' eventuale bazooka dei fondi Ue diventa «una pistola ad acqua».

 

E un governo che dovrebbe coinvolgere le opposizioni ma che si muove senza «un metodo» visibile. È severa Elisabetta Casellati, presidente del Senato. Che sulla proroga dello stato d' emergenza avverte: «Abbiamo bisogno di verità, non si può oscillare tra incertezze e paure», il Paese non può «sopportare un nuovo lockdown».

 

I contagi salgono, si pensa a nuove misure, anche il Senato si è dovuto fermare. È preoccupata per l' evoluzione della pandemia?

anna maria bernini maria elisabetta alberti casellati

«È evidente che l' emergenza sanitaria non è finita e non lo sarà fino a quando non avremo un vaccino o una cura specifica. Ma il Senato non si è mai fermato, neppure nei momenti più acuti della pandemia. Ho semplicemente sospeso per un giorno le attività delle Commissioni per fare accertamenti richiesti dai protocolli sanitari.

 

Abbiamo dimostrato che con cautela e responsabilità si può e si deve continuare a lavorare e io ritengo che il Senato debba farlo nella sua sede istituzionale. Capisco le ragioni dell' emergenza, ma non vorrei che tra proposte di democrazia diretta, appelli al voto a distanza e ricorso continuo ai decreti-legge si finisca per abbattere il Parlamento e quindi la democrazia rappresentativa».

 

Ma quindi lei ritiene giusto o no che il governo proroghi lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021?

«Sulla proroga, prima di tutto occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico. Se non abbiamo accesso alle informazioni, non possiamo dire nulla. Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l' altro di programmare il lavoro».

 

Vede il rischio di un nuovo lockdown?

maria elisabetta alberta casellati 2

«Penso che il Paese non sia in grado di sopportare un nuovo lockdown.

Socialmente ed economicamente. Vedo solo la necessità di essere severi nel far rispettare le regole. L' allarmismo non serve, non aiuta a controllare la pandemia e crea solo sfiducia. Al contrario dobbiamo sostenere il ritorno alla normalità secondo due parole d' ordine che ci dovranno accompagnare nei prossimi mesi: responsabilità e coraggio».

 

Lei teme tensioni sociali?

«Sì. C' è un rischio reale che è legato alla recessione economica e alla mancanza di lavoro.

Ci troviamo di fronte al paradosso rilevato dall' Istat che il reddito delle famiglie cala, aumentano le bollette e sale la pressione fiscale.

 

Qualcosa non torna nei conti degli italiani. Ma non solo. Se le scuole non troveranno un equilibrio, le tensioni verranno dalle mamme. Cosa che non mi auguro. E se si ammutinano le donne, il blocco sociale è inevitabile».

 

Intanto l' Europa mette a disposizione un bazooka da 209 miliardi vincolato a molte variabili. La preoccupa questa situazione?

matteo salvini maria elisabetta alberti casellati a vinitaly 2018

«Mi preoccupa molto. Sapevamo che a luglio l' accordo ci vedeva destinatari di 209 miliardi. Ma oggi ci troviamo di fronte all' ennesima discussione tra Paesi frugali e non e al dubbio se queste somme arriveranno, quando e a quali condizioni. È incredibile! Sembra di essere nel gioco dell' oca: si torna alle posizioni precedenti».

 

Come giudica il lavoro in Italia per richiedere i fondi?

«Dalla fine del lockdown si parla di ripresa, ma oggi, dopo 5 mesi, tante parole e niente fatti. Non c' è una visione strategica del Paese, una visione lungimirante del futuro e dello sviluppo. Si mettono delle toppe, ma in realtà non ci si occupa dei veri problemi la cui soluzione identifica una chiara linea politica. È come nascondere la polvere sotto il tappeto. Faccio un esempio, i banchi con le rotelle non possono essere la risposta alle sfide strutturali della scuola. E tutto questo incide sul dibattito europeo. Senza la politica, con la "P" maiuscola, capace di costruire il "Progetto Italia" dei prossimi 30 anni, anche un bazooka, qualora ci fosse, diventa una pistola ad acqua».

giuseppe conte maria elisabetta alberti casellati sergio mattarella

 

Quali sono le priorità per il Paese?

«C' è una sola grande priorità, ed è quello che io chiamerei il "Progetto Italia". Ciò significa rilanciare il Paese facendo ripartire le leve dell' economia: infrastrutture, investimenti, imprese. Questo serve per dare lavoro, lavoro, lavoro. E soldi, soldi, soldi nelle tasche degli italiani.

 

E poi basta con le troppe carte della burocrazia, un freno per la produttività. Il Piano per la ripresa si chiama "Generazione futura". È stato pensato per i giovani, non perché arrivi nel futuro, ma perché prepari il futuro.

 

Proprio loro, che sono stati gli invisibili della pandemia, devono essere protagonisti della rinascita insieme alle donne che, con la scuola a singhiozzo, continuano a sopportare il peso maggiore dell' organizzazione familiare».

 

Condivide il metodo del governo o serviva coinvolgere di più l' opposizione?

la presidente maria elisabetta alberti casellati (2)

«Non lo condivido perché non lo vedo. È certo che le opposizioni devono essere coinvolte. Pensi se settant' anni fa i progetti per l' utilizzo dei fondi del Piano Marshall fossero stati decisi solo dalla maggioranza!

 

Se il nostro Paese non si ritrova coeso attorno al dramma dei redditi crollati, delle aziende chiuse, delle serrande abbassate, delle scuole in confusione, dei posti di lavoro perduti, delle famiglie e delle donne in affanno, gli effetti delle divisioni si ripercuoteranno sull' oggi e sul domani».

 

Nel frattempo, il referendum ha confermato il taglio dei parlamentari.

«Io mi sono già adeguata, lavorando nella direzione della revisione del regolamento del Senato per cercare comunque di garantire la funzionalità del Parlamento e di non compromettere la qualità del suo lavoro».

 

Ora urgono riforme?

«L' emergenza Covid ci ha dimostrato come il rapporto tra Stato e Regioni non funzioni.

Serve rafforzare i compiti delle autonomie, riconducendo l' attività di governo entro limiti costituzionali più chiari e stringenti. Penso poi al ricorso abituale alla decretazione d' urgenza, troppo frequentemente blindata dai voti di fiducia. Il Parlamento, che secondo la Costituzione è centrale, così viene marginalizzato. Per evitare che si trasformi definitivamente in un convitato di pietra, dovremo mettere dei paletti precisi ai decreti legge».

maria elisabetta alberta casellati

 

E sulla legge elettorale si aspetta un accordo non solo di maggioranza?

«La legge elettorale deve essere fatta perché resti, non per assecondare gli interessi politici del momento».

Ultimi Dagoreport

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO