COLLE PEGGIORI INTENZIONI – IN CAMBIO DEL VOTO SULLE RIFORME, IN ATTESA DEL COLPO DI GRAZIA DEL PROCESSO RUBY, IL BANANA SBUCCIATO SPERA ANCORA NELLA GRAZIA - CHIEDERÀ A PITTIBIMBO UN INDULTINO SU MISURA?

Francesco Bei per "La Repubblica"

 

«Noi stiamo riscrivendo la Costituzione per la terza repubblica e questi qui mi trattano come un volgare delinquente!». Uscito dal tribunale di Napoli dopo essere stato trattato senza troppi riguardi dal presidente Giovanna Ceppaluni, l’umore di Silvio Berlusconi era sotto i tacchi. Ma la coincidenza temporale fra le giornate calde sul fronte giudiziario - ieri Napoli, oggi l’appello a Milano su Ruby - e la chiusura dell’accordo con Renzi sulle riforme riporta in primo piano ad Arcore il sogno sempre inseguito di un patto di «pacificazione» nazionale.

marcello fiori e silvio berlusconi 2marcello fiori e silvio berlusconi 2

 

La novità rispetto allo scorso anno, quando l’interlocutore delle colombe forziste era ancora Giorgio Napolitano e il tema sul tavolo la grazia da concedere previa richiesta o “motu proprio”, è che Berlusconi ormai si è rassegnato rispetto all’attuale inquilino del Colle. E punta direttamente al prossimo.

 

Non a caso, nella conferenza stampa di mercoledì, pur senza mai citarlo direttamente, dal leader di Forza Italia sono arrivati pesanti giudizi politici sul capo dello Stato. Da Napolitano non si aspetta più nulla, da Renzi ancora molto, moltissimo. Che sia una speranza unilaterale o che ci sia un non detto alla base del patto del Nazareno - peraltro sempre negato dal premier - non c’è dubbio che negli ambienti più vicini all’ex Cavaliere questo progetto si accarezza con molta cura.

 

E quando se ne parla, la voce si abbassa e diventa un sussurro, le allusioni si sprecano. «Le riforme con Renzi - racconta una fonte che raccoglie quotidianamente i ragionamenti del leader del centrodestra noi le faremo sicuramente. I nostri senatori se ne faranno una ragione, Brunetta se ne farà una ragione. L’accordo è già stato siglato da Verdini nei dettagli....ed è un accordo a 360 gradi».

berlusconi a cesano boscone   foto da chi 4berlusconi a cesano boscone foto da chi 4

 

Di più, per ora, non si riesce a sapere. Ma di sicuro l’ambizione di Berlusconi resta quella di sempre, essere sottratto ope legis ai suoi giudici e ai suoi processi. Anzitutto quello Ruby, dove già pende sul suo capo una condanna a sette anni in primo grado. I tempi del processo d’appello rischiano di essere brevi e difatti la prima battaglia del collegio di difesa - fuori i pasdaran Ghedini e Longo dentro i più “istituzionali” Coppi e Dinacci - sarà proprio quella per spostare tutto a dopo l’estate.

 

Dietro questa strategia del rinvio si nasconde l’operazione politica. A torto o a ragione Berlusconi è convinto infatti che, se parteciperà alla riscrittura dell’edificio istituzionale della nuova Repubblica, questo non possa non avere conseguenze anche sul suo destino giudiziario. E visto che Napolitano si dimetterà una volta assicurato l’iter delle riforme (quella costituzionale e quella elettorale), il leader di Forza Italia punta a partecipare in prima persona al patto con Renzi per l’elezione del nuovo capo dello Stato.

 

BERLUSCONI COLLAGE CAPPELLI BERLUSCONI COLLAGE CAPPELLI

Essere “padre costituente” e king maker del prossimo presidente della Repubblica, nella sua testa, dovrebbe spalancargli le porte alla terza fase del piano, quella più importante. Ovvero ottenere il sospirato provvedimento di indulgenza per il processo Ruby, che nel frattempo potrebbe aver esaurito anche il secondo grado e volare verso una condanna definitiva.

 

Da leader «responsabile» e «condannato modello» chi potrebbe negarglielo? Da qui l’enfasi ripetuta sulla «grande umiltà» con cui svolge settimanalmente la sua opera di assistenza ai malati di Cesano Boscone. È un’operazione complicata, piena di incognite, ma sostanzialmente senza alternative. Una mossa disperata, ma lucida. L’univa variante rispetto alla grazia - che stava già per essere chiesta un anno fa su sollecitazione di Confalonieri, Gianni Letta e della famiglia - è che stavolta sul tavolo c’è anche un’altra ipotesi.

napolitano renzi napolitano renzi

 

Con l’elezione del nuovo capo dello Stato Berlusconi spera infatti di incassare da Renzi, in alternativa alla grazia, un provvedimento generalizzato di clemenza sotto forma di indulto. Uno sfolla-carceri che avrebbe le maglie ritagliate apposta sul suo caso. Sette anni di condanna sono troppi? I forzisti sono convinti che la condanna del capo andrà riducendosi parecchio già in appello, tanto più che la stessa procura di Milano aveva chiesto alla Corte “solo” sei anni per l’imputato.

 

Certo, sono vari i procedimenti giudiziari ancora pendenti sul suo capo. L’inchiesta Ruby Ter per corruzione in atti giudiziari, un possibile rinvio a giudizio a Bari per la scandalo escort, il processo napoletano per la compravendita dei senatori. Ma di tutti il più pericoloso è quello Ruby, sia per la condanna già avuta in primo grado, sia perché una sentenza definitiva comporterebbe la revoca del beneficio dell’indulto per i tre anni che gli sono stati scontati dalla sentenza Mediaset.

ghedini longo ghedini longo

 

Le voci maliziose di Forza Italia raccontano che c’è un’altra ragione che spinge verso la richiesta di un indulto al posto di una grazia individuale. Il fatto è che molti altri potrebbero essere interessati. Esponenti del partito berlusconiano ma anche del Pd. Per non parlare del principale architetto dell’accordo del Nazareno, Denis Verdini.

 

Berlusconi intanto sta preparando le sue munizioni per la difesa politica e mediatica durante il processo. Pare sia pronto al lancio, in concomitanza con l’inizio del processo d’appello, anche il volume apologetico «la mia verità», stampato dalla Mondadori.

DENIS VERDINI DENIS VERDINI Franco Coppi Franco Coppi

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